Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Markus Zusak, Storia di una ladra di libri

Markus Zusak è un giovane scrittore australiano, di madre tedesca e padre austriaco, vincitore di numerosi premi nel genere della narrativa per ragazzi, giunto alla notorietà con “Storia di una ladra di libri”, trasposto nel 2013 in un film che ha subito ottenuto il medesimo successo. Il suo stile narrativo è veramente singolare oltre ad essere naturalmente avvincente; in primo luogo, è caratterizzato da un realismo che, in alcuni momenti, può turbare il lettore per il livello di coinvolgimento in cui riesce a condurlo, anche in virtù dell’ambientazione della vicenda: la Germania nazista del 1939, uno scenario intenso e complesso, nel quale la “normalità” non esiste più e sopravvivere, giorno dopo giorno, diventa una conquista e per di più pagata a caro prezzo.

Un’altra particolarità stilistica che caratterizza il racconto di Zusak è la voce narrante, nientemeno che la Morte, dall’autore raffigurata in modo molto più “umano” di tante altre fosche figure che nella storia dell’umanità hanno causato dolore e smarrimento, scatenando insensati conflitti dovuti esclusivamente a interessi egoistici e rapaci. Infatti, appare come un’entità soprannaturale ma, al contempo, molto prossima agli esseri umani, che gira loro intorno, sfiorandoli e allontanandosene, oppure che resta a raccogliere le loro anime tra le sue braccia, provandone pietà e assistendo alle loro travagliate vicende: “Non possiedo una falce. Indosso una veste nera con cappuccio solo quando fa freddo. Non ho quel viso da teschio che sembrate divertirvi ad appiopparmi. Vuoi sapere qual è il mio vero aspetto? … cerca uno specchio”.

E’ facile immaginare come, in tempo di guerra, la Morte sia fin troppo indaffarata a raccattare anime di persone di tutte le età, soprattutto nei lager, dai quali il suo è un continuo andirivieni: “Te lo garantisco io, il mondo è come una fabbrica. Il sole la fa andare avanti, gli uomini la dirigono e io sono sempre lì a portarli via”. Ma, in tutto questo, la Morte trova anche il tempo e il modo di spiegare come avvenga il trapasso: “Devi sapere che, a dispetto di tutti i colori che sfiorano o si avvinghiano a ciò che vedo in questo mondo, spesso quando un uomo muore vedo, soltanto per un attimo, un’eclissi. Ne ho viste a milioni. Ho visto più eclissi di quante vorrei ricordare”.

La vicenda di Liesel Meminger, una piccola ebrea di soli nove anni, ha inizio con il tragico viaggio assieme alla madre, mentalmente assente, e al fratellino verso Molching, per trovare rifugio presso due coniugi tedeschi, tra i pochi avversi al regime. Mentre il treno corre in mezzo alla neve, il piccolo morirà tra le braccia della donna che sarà costretta a scendere per potergli dare sepoltura, affidando la sua anima dalle proprie alle braccia dalla Morte, che assiste all’evento in paziente attesa del suo momento. Proprio in mezzo a quella neve che ricopre il corpicino del fratello, Liesel trova e “ruba” il suo primo libro, “Il manuale del necroforo”, perso lungo la linea ferroviaria dal becchino, nello svolgimento del proprio compito. Liesel non sa leggere, ma tiene con sé quel libriccino come se fosse qualcosa di prezioso, da custodire gelosamente.

La piccola giungerà a destinazione traumatizzata e sconvolta per quanto ha vissuto in un unico viaggio: ha perso suo fratello ed è stata abbandonata dalla madre, anche se per la sua salvezza, perciò l’inserimento nella nuova famiglia non risulterà dei più semplici. La prima persona a catturare il suo cuore sarà il suo nuovo papà, Hans Hubermann, “dagli occhi d’argento”, col quale fin da subito stabilisce un rapporto affettivo intenso e determinante per il futuro di Liesel. La madre adottiva, Rosa, al contrario, appare dura e per nulla affettuosa, anche se il tempo e le vicende successive riveleranno di lei aspetti assolutamente imprevedibili.

Nella storia si avvicendano figure tratteggiate magistralmente, anche nelle descrizioni fisiche, che nella vita della ragazzina rivestiranno un ruolo fondamentale, come Rudy Steiner, compagno di scorribande e avventure, nonché, all’occasione, di “furti” di altri libri, e Max Vandenburg, un ospite ebreo di Huber, nascosto nel segreto della loro cantina, che diventerà un nuovo membro della famiglia a cui Liesel si affezionerà profondamente. Ora la ragazzina frequenta la scuola, gestita severamente da suore, ma ciò non è sufficiente a farle acquisire la capacità che desidera di più al mondo, quella di leggere, cosa a cui rimedierà l’infinita pazienza del papà che, giorno dopo giorno, a volte fino a notte inoltrata, si dedicherà a questo compito con determinazione e amore.

Nulla conforta Liesel più dei libri, in mezzo agli orrori ai quali assiste quotidianamente, come le “sfilate” degli ebrei costretti a marciare verso Dachau, attraversando, a volte, anche la sua città in condizioni pietose, logori nel vestiario e nella mente, malati, denutriti, terrorizzati: “…il rumore dei loro piedi si rovesciò sulla strada. Avevano occhi enormi nelle teste emaciate. E la sporcizia. Una sporcizia impressa su di loro. Le loro gambe vacillavano come sospinte dalle mani dei soldati, costrette a correre avanti per pochi passi prima di tornare ad accasciarsi in una marcia stentata”. E assiste anche alle corse nei rifugi sotterranei durante i bombardamenti aerei, dove le famiglie si stringevano fra di loro, ricavando dal comune abbraccio il coraggio e il conforto necessari ad alimentare la speranza della sopravvivenza.

La narrazione di Zusak ha il pregio di commuovere e attrarre il lettore, a volte anche di divertirlo o di coinvolgerlo nei meccanismi psicologici che muovono le azioni umane, soprattutto in determinate situazioni, quando tutto appare perduto, quando la vita stessa sembra non avere più alcun valore e, tuttavia, prevale la volontà di sopravvivere nonostante tutto, di perseverare in una disperata resistenza contro l’assalto delle sventure portate dalla guerra e dalla distruzione.

Liesel, la piccola “ladra di libri”, esile ma forte e generosa, trova la sua personale via di sopravvivenza nella sua amata lettura, di qualsiasi argomento si tratti, vorace di qualsiasi cosa le capiti a tiro perché se è vero che le parole possono ferire come pietre, è altrettanto vero che possono essere ali per ritrovare la libertà, anche per questo rubarli significa salvarli dai roghi dell’ignoranza e della dimenticanza (il titolo originale del libro, precedente all’uscita del film, è “La bambina che salvava i libri”). Tutto questo viene descritto da Zusak con una modalità narrativa molto semplice e chiara, coadiuvata da una grafica molto particolare, ma allo stesso tempo ricca di dettagli.

Una lettura densa di significati che narra una storia di quelle che sostano a lungo nel cuore: “Sì in questo mondo ho visto accadere tantissime cose. Ho assistito ai peggiori cataclismi e lavorato per gli uomini più scellerati. Ma ci sono stati anche altri momenti. Ci sono storie (una manciata, come ho già detto) alle quali consento di distrarmi dalla fatica, come faccio con i colori. Le raccolgo nei luoghi più disparati e improbabili, e mi assicuro di non dimenticarmene mai, mentre lavoro. La Ladra di Libri è una di queste storie”. Perché, mentre noi pensiamo di riflettere sulla Morte, forse è lei a riflettere su di noi.

Antonella Ferrari

Storia di una ladra di libri.jpg

Markus Zusak, Storia di una ladra di libri, Frassinelli, Milano, 2013, p. 576, euro 14,00.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 11 novembre 2018 da in Libri, Narrativa, Recensioni, Storico, Thriller con tag , , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: