Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Lesley Lokko, L’estate francese

“L’estate francese” è un romanzo con una trama costituita da sei sottili fili che si annodano in una treccia ben composta ma mal rifinita. I primi sono rappresentati dalle storie di tre giovani donne: Maddy, un’aspirante attrice dotata ma la cui insicurezza sfocia nella bulimia, Julia, una studentessa d’eccellenza orfana e di modesta estrazione sociale e Niela, una rifugiata somala in fuga da un passato di sofferenza e tradizioni costrittive. I fili dei loro destini si avvolgono, rispettivamente, attorno a quelli dei facoltosi fratelli Keeler: Rafe, divenuto neurochirurgo seguendo le orme per lui troppo grandi del padre Harvey, Aaron, arrogante futuro avvocato come la madre Diana e Josh, architetto dalla vita nomade e tormentata. L’elastico che li lega e dal quale nemmeno uno dei capi riuscirà a sfuggire, è proprio la matriarca Diana Pryce, algido membro dell’alta borghesia, convinta che nessuna donna sia all’altezza dei propri meravigliosi ragazzi, soprattutto di uno.

Ogni filo lentamente s’intreccia per poi disfarsi e tornare, infine, ad unirsi più fittamente di prima, tra salti repentini di tempo e di spazio, da Londra, dove si trova villa Keeler, a Mougins in Costa Azzurra, sede della loro residenza estiva, da New York, in cui Maddy si impegna fino allo stremo per diventare attrice, a Oxford, luogo d’incontro tra i due studenti di legge Julia e Aaron, infine, da Vienna, in cui Niela cerca di sfuggire al proprio destino sino all’Africa delle guerre e della miseria da cui fa la spola Josh. Il risultato saranno tre matrimoni la cui solidità di sentimenti è minata alla base dai troppi segreti che caratterizzano le vite di ciascuno dei protagonisti, i quali, in qualche modo, finiranno per ruotare attorno al più oscuro di tutti: quello custodito proprio da Diana e che la lega a Rufus, il fratello di Harvey, un filo sciolto della treccia che nessun laccio sarà in grado di disciplinare.

Se il romanzo di Lesley Lokko, il quinto edito da Mondadori, nata in Scozia ma per metà ghanese, formatasi tra l’Africa, in cui è cresciuta, gli Stati Uniti e l’Inghilterra, in cui ha studiato, trova nella tessitura della trama, nonostante qualche difficoltà di comprensione iniziale, l’attrattiva principale, si dimostra debole proprio nello svelamento finale richiesto da un genere che appare vicino al thriller. Quando verrà alla luce il segreto tenuto letteralmente sepolto per anni, il cui succo viene preannunciato da mille indizi impossibili a ignorarsi anche impegnandosi, il risultato avrà l’effetto di sfilacciare anziché di chiudere ad arte un lavoro iniziato quasi seicento pagine prima.

Rafe e Aaron dovranno, loro malgrado, confrontarsi con l’apertura di un vaso di Pandora che darà spiegazione definitiva al perenne senso di estraneità, fisica e caratteriale nonché di ostilità provata nei confronti di Josh; Maddy, Julia e Niela, le rispettive mogli, molto diverse tra loro, saranno in un primo momento reciprocamente diffidenti ma poi avvicinate da sofferenze comuni, come la difficoltà d’integrazione in una famiglia dall’apparenza perfetta, cui si aggiungeranno quelle personali: la rinuncia ai propri sogni sfogata in un peggioramento del suo disturbo alimentare, per la prima, le problematiche di una coppia in cui dalla complicità si è passati alla rivalità, per la seconda, e la lotta per non farsi schiacciare dai segreti del proprio passato che si cumulano con quelli del proprio marito, per la terza.

Un linguaggio semplice ad accompagnare una narrazione scorrevole, delinea dei personaggi a cui ci si affeziona man mano che lo spazio dedicato a ciascuno si prolunga per più di un capitolo, tra i quali spiccano senza dubbio la personalità volitiva, di ferro ma anche di fuoco, di Diana, che offusca un marito premuroso e fiducioso oltre ogni ragionevolezza, quella sfuggente e affascinante di Josh, che mette in secondo piano due fratelli altrettanto ben dotati e dalla resilienza di Niela che rappresenta colei che maggiormente è riuscita, con la sua tranquilla determinazione, a non farsi fagocitare dal gorgo famigliare.

Ma, forse, esiste un tempo massimo per certe rivelazioni che, se sedimentano a lungo, possono fare in modo non solo che un passato oscuro possa condizionare delle intere vite, minandole dall’interno, ma anche che certi errori vengano replicati, senza averne coscienza. Vi sono segreti come malattie e rivelazioni come possibili cure, a patto che siano somministrate per tempo, prima che il contagio si diffonda. Sarebbe potuto essere un finale interessante se non fosse stato come buttato lì, piuttosto frettolosamente e in modo incompiuto, tra sottintesi e non detti, la cui unica giustificazione potrebbe solo essere l’intenzione di un sequel.

Fiorella Ferrari

L'estate francese

Lesley Lokko, L’estate francese, Mondadori, Milano, 2018, p. 571, euro 5,99.    

Annunci

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 16 dicembre 2018 da in Giallo, Libri, Narrativa, Recensioni con tag , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: