Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Paulo Coelho, Brida

Brida O’Fern ha ventun anni, è irlandese ed è una strega. La ragazza possiede un dono ma ancora non sa bene quale così, si rivolge ad un mago e, poco dopo, ad una “maestra” affinché possano aiutarla a scoprire quali siano le proprie potenzialità. Il suo primo obiettivo è imparare i segreti della magia che, come le spiega il suo maestro, è “Un ponte che permette di congiungere il mondo visibile e quello invisibile. E di apprendere le lezioni di entrambi”. Egli aggiunge anche che esistono due metodi per imparare: la Tradizione del Sole (che insegna attraverso lo Spazio) e quella della Luna (che insegna attraverso il Tempo). Il mago accompagnerà Brida ad affrontare la prima tappa del suo percorso che prevede il confronto con la “Notte Buia”, simbolo delle sue paure più nascoste: le tenebre, la solitudine, il silenzio ed il vuoto che può, tuttavia, prendere la forma di nemici o di amici, a seconda della fiducia che si ripone in sé stessi. L’esperienza la aiuta a scoprire, come prima cosa, che è perfettamente in grado di affrontarla e, come seconda, che l’unica arma per farlo è rappresentata dalla “fede” ossia qualcosa che esiste solo perché vi si crede, come i miracoli. Del resto, “ogni momento della vita era un atto di fede”.

La strega Wicca, invece, attraverso una serie di tecniche tramandate nei millenni, le insegnerà la seconda importante lezione cioè l’esistenza dell’Anima Mundi, quell’Anima del Mondo di cui parlavano gli alchimisti, della quale fa parte l’intera umanità e che si suddivide all’infinito in due parti: maschile e femminile, destinate a rincontrarsi ed a riunirsi in una danza che si chiama Amore. Quando due metà separate si ricongiungono vuol dire che hanno ritrovato “l’Altra Parte di sé”, che può anche essere più di una, e finché l’uomo non l’avrà incontrata continuerà a provare una sensazione d’incompletezza. Quando gli esseri umani furono separati, all’uomo fu affidato il compito di perpetuare la conoscenza ed alla donna il potere della trasformazione che le dà un senso e la tramuta in Sapienza. La donna, poi, possiede i “Quattro anelli della Rivelazione” che permettono di arrivare alla Sapienza percorrendo strade differenti: La Vergine attraverso la solitudine, La Martire attraverso il dolore, la Santa attraverso il dono e la strega attraverso il piacere. A Brida, al momento, è toccato quest’ultimo anello.

La terza lezione trasmessa dalla sua maestra permetterà a Brida di comprendere quale sia il suo “autentico cammino”, difficile da individuare per chiunque, poiché la paura di sbagliare e della fatica spinge da sempre gli esseri umani ad intraprendere una serie di strade che non sono le proprie. Quello della magia presuppone che si mettano da parte le spiegazioni razionali in favore delle emozioni pure e della volontà di proseguire. Le difficoltà lungo il percorso sono tante: la paura di soffrire (generata soprattutto dall’amore), di scegliere (ma anche le non scelte sono scelte implicite) e del cambiamento (che avviene comunque). Esiste poi una paura più insidiosa ossia quella di non essere all’altezza di compiere una ricerca spirituale, di essere inferiori, quindi, diversi da tutti, che rappresenta una forma di superbia, poiché è invece necessario possedere l’umiltà di riconoscersi uguali agli altri. Infatti, i nemici peggiori, i più potenti, sono i demoni a cui dà vita l’uomo stesso.

Pratica dopo pratica Brida apprende quale sia il suo Dono tra i nove che le due Tradizioni del Sole e della Luna perpetuano: la sapienza, la conoscenza, la fede, la sollecitudine, i miracoli, la profezia, il dialogo con gli spiriti e la capacità d’interpretazione. Mentre cerca di metabolizzare un talento non semplice da accettare, prosegue la sua strada indicatale dall’anello, scoprendo il piacere dell’estasi procurata dal sesso che prevede: il risveglio di tutti e cinque i sensi, la perdita di controllo e il dimenticare tutte quelle paure che quest’ultima porta con sé nell’unione con un’altra persona, determinate dall’emotività, dai desideri e dai condizionamenti del mondo esterno. Brida, tuttavia, ora è combattuta tra l’amore per Lorens, il suo compagno, e la scioccante scoperta, attraverso un segno inequivocabile, che proprio il mago costituisce “L’Altra Parte di sé”.

Si intraprende un percorso senza la certezza che sia il proprio, senza farsi paralizzare dal dubbio ma senza smettere di averne, perché la strada potrebbe non essere quella giusta e, quindi, non la si deve percorrere solo per pigrizia o perché si pensa di dover ormai arrivare sino in fondo oppure perché a volte si sa quale sia quella giusta ma si ha paura di affrontarla, di fare ciò che davvero si desidera, di lottare per i propri sogni. Brida ha ormai compreso quale sia il suo dono ed acquisito le sue lezioni, grazie agli insegnamenti del mago e della sua maestra, i quali, comunque, continuano ad apprendere ed a crescere anche attraverso i loro adepti. Ora è pronta per il sabba che la consacrerà come nuova strega, meritevole di essersi immersa in un “mare sconosciuto” che inizialmente le aveva fatto paura e l’aveva spinta a rischiare, come avviene per la maggior parte delle persone, di seguire una strada non sua ma più rassicurante. Brida rimarrà comunque una persona comune tra le persone comuni, tormentata come tutti da paure, dubbi e tentazioni.

Come per la maggior parte dei libri di Paulo Coelho, la trama (che l’autore presenta come una storia vera) qui ha il ruolo meno importante ed anche il piano simbolico, in genere pregnante, è meno sviluppato rispetto agli altri romanzi, in favore della più totale semplicità del messaggio, sempre in bilico tra la religione cattolica ed il paganesimo. E’, infatti, un romanzo (la cui prima edizione risale al 1990) meno “stratificato” rispetto ai precedenti: “Il cammino di Santiago” (che è anche autobiografico) oppure “L’Alchimista”, e che, in generale, coinvolge meno di altri suoi libri. Tuttavia, riprende alcuni capisaldi del messaggio Coelhiano, come quello sul coraggio di scegliere un cammino tra i possibili e di affrontare i propri sogni ed un ultimo concetto riferito all’amore, con tutte le paure legate alle sofferenze che il solo termine evoca. L’Amore non si può possedere come non è possibile possedere un tramonto, la pioggia che batte sui vetri o le onde che si frangono sugli scogli, il suo senso si ritrova nell’atto di ammirare un fiore in un campo e non mentre appassisce in un vaso e quando lo si incontra, al di là di come vadano le cose, ci si ricorderà dell’altro per sempre, come della pioggia che scivola sul vetro e di tutte le altre cose che si porteranno con sé proprio perché non si possiedono.

Fiorella Ferrari

 brida

Paulo Coelho, Brida, Bompiani, Milano, 2008, pag. 263, euro 18,00.

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Questa voce è stata pubblicata il 27 dicembre 2016 da in Libri, Narrativa, Recensioni con tag .
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