Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

James F. Twyman, Emissario di Luce

Le sue canzoni e, soprattutto, i suoi scritti, attraverso i quali si pone l’obiettivo di divulgare messaggi di fratellanza universale fra i popoli, hanno attribuito a James F. Twyman, autore di numerosi best sellers venduti in tutto il mondo, l’appellativo di “cantore di pace”. Come racconta nell’introduzione di uno dei suoi libri, dal titolo “Emissario di Luce”, sin da piccolo era stato pervaso da “un misterioso e appassionato desiderio per il Divino”, fino a convincersi che la cosa migliore da fare, appena diplomato, fosse entrare in un monastero. Ma l’esperienza nel convento, con i suoi dogmi e i riti monastici, non gli dà le risposte che cerca e così decide di partire per trovare la “sua” verità.

Grazie alle sue doti musicali, infatti, Twyman intraprende la carriera di musicista, che lo porta in giro per il mondo a cantare le sue canzoni pacifiste, le quali esprimono sentimenti di amore e spiritualità. Racconta l’autore: “Volevo essere come San Francesco, un senzatetto, un trovatore squattrinato che canta la Pace”, e inizia il suo libro proprio con una preghiera scritta dal Santo alla quale segue un altro componimento indù, ad introdurre un racconto che parte da una visita a Boston, in un centro di accoglienza per bambini con problemi di sviluppo, denominato l’“Abbazia della Pace”, e prosegue con la descrizione di una tournée di concerti per gli Stati Uniti, fino alla maturazione, nel 1994, dell’idea di aggiungere alle sue tappe anche alcuni paesi all’epoca in guerra, come quelli dell’ex Jugoslavia.

Per questa ragione contatta le varie organizzazioni operanti in quelle zone ma solo dopo vari mesi, quando aveva ormai perso le speranze, riceve finalmente un invito ad esibirsi a Rjieka, in Croazia. Giunto in Europa, dopo alcune visite in Germania e poi in Italia, ad Assisi, uno dei luoghi sacri del cristianesimo, parte per la città croata, con molti dubbi e perplessità per via di una guerra fratricida della quale conosce ben poco. La prima impressione di una situazione particolare e difficile, carica di tensione e diffidenza, la riceve già durante il percorso in autobus, quando, in quanto straniero, viene perquisito con eccessivo zelo dalla polizia locale. Nei dodici capitoli successivi, sempre preceduti da una poesia per la pace appartenente alle principali religioni, James racconta del suo incontro con alcuni bambini croati, grazie alla guida di Gordana, la donna che lo aveva invitato nel suo Paese, e della conoscenza con Nadina, bosniaca, che si occupa assieme al fratello dei soccorsi per via telefonica, ricevendo le varie richieste da ogni parte del Paese.

Anche nelle città croate i concerti di James o Jimmy vengono seguiti con entusiasmo e partecipazione, al punto che appare alla televisione nazionale, diventa un personaggio noto e incontra molte persone, immedesimandosi nelle loro vicende, ad iniziare da Nadina, che vorrebbe trasferirsi negli Stati Uniti per avere una vita migliore, dopo la terribile esperienza di quell’assurda guerra. L’autore descrive con semplicità ma, al tempo stesso, con realistica efficacia, la situazione vissuta dalla gente, i pregiudizi, le difficoltà e le feroci rivalità fra le fazioni croata, bosniaca e serba. Egli stesso viene avvertito da una funzionaria dell’ambasciata americana del pericolo che corre anche solo continuando ad esibirsi in quei luoghi, considerata la sua notorietà e gli intenti pacifisti. Durante una serata in un campo profughi presso Zagabria, ad esempio, a parte alcuni bambini, nessuno si presenta al concerto, ed il fatto lo lascia così sconcertato ed avvilito da spingerlo a decidere di lasciare il Paese. Ma prima James stabilisce di tenere ugualmente un seminario sulla pace e, tornato a Rjieka, inizia a prepararlo nonostante l’ostilità di Nadina che non vuole accettare la sua imminente partenza.

E’ a questo punto della narrazione che Jimmy, informato da Duro, un medico che Gordana gli presenta subito dopo la conferenza, viene a conoscenza di un segreto che lo affascina: in quella zona esiste una comunità segreta chiamata gli “Emissari della Luce”, che da tempo immemorabile opera per il bene, in maniera invisibile e silenziosa. Essi “sono dotati di una comprensione divina sconosciuta a noialtri”, afferma Duro, proponendo poi a Jimmy di recarsi nel luogo in cui si nascondono e rivelandogli di essere il prescelto dai membri della comunità per compiere una missione di pace. Anche se preoccupato dalla proposta e nonostante fosse pronto per ripartire, Jimmy accetta a patto che anche Nadina possa unirsi a loro. Così, ha inizio un’esperienza incredibile, altamente spirituale, che lo porterà a contatto con gli Emissari, i quali vivono letteralmente “immersi nella luce” e nella meditazione, in un’atmosfera di serenità e rilassamento che presto lo coinvolge: “era come se l’ambiente favorisse a tal punto la pace e la tranquillità da suscitare l’immediata reazione della mia mente”.

In questa oasi così particolare e lontana dal mondo, Jimmy conosce altri personaggi di grande spiritualità, mentre intorno la guerra continua ad imperversare e tutti ne sono perfettamente consapevoli. Durante un’escursione nei dintorni del campo degli Emissari, a pochi passi dal fuoco dei combattenti, egli, sdraiato per terra con i suoi compagni d’avventura, sperimenta il terrore di un’eventuale morte imminente. Eppure, per una misteriosa ragione che non riesce a comprendere, il campo degli Emissari non viene mai scoperto dai soldati, come se “scomparisse” letteralmente nelle situazioni di pericolo. Toni, un membro del gruppo, gli rivela come la forza del loro pensiero sia talmente potente da riuscire a realizzare qualsiasi cosa (“noi, in realtà, non vogliamo farci scoprire dagli altri, perciò ne condizioniamo l’attenzione e loro non ci vedono”).

Jimmy vive tante altre esperienze all’interno della comunità, seguendo le lezioni del Maestro, la più alta autorità del campo, e adattandosi al ritmo esistenziale dei componenti che sono dodici e si riuniscono attorno ad una ruota a meditare in silenzio per dodici ore al giorno, a rappresentare lo zodiaco e i suoi segni che, secondo l’astrologia, influenzano la vita umana. Alla stessa maniera, essi con la preghiera si pongono l’obiettivo di influenzare positivamente l’umanità chiedendo, invece, al nuovo adepto, alla fine della straordinaria esperienza, di assolvere al suo specifico compito ossia quello di far conoscere al mondo l’esistenza degli Emissari della Luce, perché qualcosa possa finalmente cambiare. Egli ricorderà sempre l’ultimo insegnamento del Maestro: “la morte non esiste… solo la vita è reale”, che lo invita ad aiutare l’umanità a comprendere quale sia la sua vera natura e lo scopo dell’esistenza terrena: creare la pace con tutte le possibili risorse a disposizione dell’uomo.

Il libro ricorda, soprattutto nell’incontro con un’antica tribù che comunica con il pensiero e vive con regole proprie, al di fuori del mondo ma ben radicata in esso, il romanzo di Marlo Morgan “Il cielo, la terra e quel che sta nel mezzo”, un’esperienza fuori dal comune e con un comune obiettivo: diffondere, come Jimmy ha già fatto con la sua musica ed ora continua a fare con i sui libri, seminari e lezioni, il messaggio di fratellanza universale, una Luce Divina che è come una fiaccola che ne genera, una per una, molte altre, come la luce del pensiero positivo che “accende” energia benefica. Twyman, vicino ai leader spirituali più noti del nostro tempo come lo scomparso Wayne Walter Dyer, è noto principalmente per essere riuscito, in circostanze di grande importanza storica, a riunire in preghiera milioni di persone in tutto il mondo, invitato dai potenti dei vari Paesi e dalle organizzazioni di pace, allo scopo di trasmettere un’influenza positiva agli eventi, poiché, come afferma l’autore: siamo tutti Emissari della Luce.

 Antonella Ferrari

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James F. Twyman, Emissario di Luce, Edizioni Corbaccio, Milano, 2001, p. 221, euro 4,13.

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Questa voce è stata pubblicata il 21 novembre 2016 da in Libri, Narrativa, Recensioni, Spiritualità con tag , .
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