Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Autori Vari, La Voce ed il racconto di sé

“La Voce e il racconto di sé” è un libro diverso dagli altri, poiché è opera di autori non professionisti che scrivono immersi in una realtà difficile da affrontare, in cui la lotta quotidiana per la sopravvivenza, in una situazione di convivenza forzata più o meno duratura a seconda della pena da scontare, rende loro la vita a volte intollerabile. Si sta parlando, evidentemente, di un gruppo di detenuti, in questo caso rinchiusi nell’Istituto di detenzione di Borgo San Nicola a Lecce, diventati “scrittori” in virtù di un’iniziativa consistente in un corso di scrittura da cui scaturirà questo libro, promossa dall’Associazione Culturale “Fondo Verri” che, nel periodo tra il settembre 2014 ed il febbraio 2015, sviluppa un progetto già avviato dalla Regione Puglia nel 2010, coinvolgendo anche gli operatori del Servizio contro le tossicodipendenze della Casa Circondariale e dei Ser.T. di Lecce e di San Cesario. Infatti, nell’opera, oltre alle “Scritture da Borgo San Nicola”, vi sono anche alcuni contenuti a cura del Direttore Rita Russo e di altri operatori della ASL di Lecce e di San Cesario, che hanno contribuito alla positiva riuscita di questa raccolta. Nel capitolo realizzato da Paola Teresa Grassi, una delle operatrici, viene descritto il primo incontro avvenuto in biblioteca con il gruppo di detenuti inseriti nel progetto letterario: le prime impressioni, le esitazioni da ambo le parti, la consegna dei fogli, più o meno numerosi, dei partecipanti con i loro scritti: filastrocche in vernacolo, diari personali, lettere d’amore ed altro. Come fa notare Rita Russo, “tutti i detenuti scrivono” e “non c’è detenuto, per quanto illetterato, che indietreggi di fronte alla prova della scrittura”; del resto, essi sono tutti in qualche modo “obbligati” alla scrittura, poiché le loro richieste: istanze, reclami, “accorate suppliche”, indirizzate alla Direttrice del carcere, possono essere avanzate solo attraverso gli strumenti della carta e della penna. In questo libro sono, infatti, riportati prevalentemente i “diari” nei quali vengono espressi tutti i loro bisogni: fisici, spirituali, materiali, affettivi, psicologici. Il primo degli scritti proposti è quello di Antonio, il quale racconta la storia della propria vita partendo dal ritorno nella città natale dopo gli anni vissuti in Toscana, per giungere alle difficoltà lavorative e familiari che, in seguito, lo hanno portato al coinvolgimento in vicende “non proprio legali”, allontanandosi da quanto ancora di positivo ci potesse essere nella sua vita. Antonio ammette: “se fossi stato più forte, e saggio, non avrei fatto tutte le fesserie che mi hanno portato a conoscere Borgo San Nicola”, passando poi a descrivere le sue impressioni durante la frequentazione del “corso di scrittura” che, dopo qualche perplessità iniziale, trova molto interessante e utile per approfondire le varie tecniche e incrementare il suo desiderio di raccontarsi. Nel suo diario affronta vari argomenti: pensieri e riflessioni che gli affiorano nella mente, nelle ore della notte in cui non riesce a dormire, circa le proprie esperienze di vita, i familiari, gli amici, alcuni volti femminili e le figure che hanno rivestito maggiore importanza nella sua esistenza. C’è, poi, il diario di Angelo, che inizia così il suo racconto: “nelle mie riflessioni non c’è età, né spazio, né tempo – andare indietro nel tempo mi cambia l’umore, lo stato d’animo”, proseguendo con quello della sua vita a partire dall’età di sedici anni, il periodo in cui, a causa di “amicizie” molto più grandi di lui, ignote ai genitori, che lo tenevano in grande considerazione anche per via del suo aspetto “furbetto, molto sveglio”, si era avvicinato all’uso di droghe, in particolare di cocaina, che lo avevano successivamente condotto nella casa di reclusione. Ancora, c’è Domenico per il quale “una vita che non mette se stessa alla prova non merita di essere vissuta”, che offre le proprie riflessioni sugli impulsi egoistici che lo hanno portato ad agire senza tenere conto delle conseguenze che il suo comportamento avrebbe avuto su altre persone, sino al momento in cui si è trovato di fronte ad un bivio: scegliere la latitanza o lasciarsi arrestare; in questo caso, ha prevalso l’amore per la moglie e la figlia che lo ha portato verso la seconda opzione, evitando alla famiglia una vita da fuggiaschi. Ma Domenico parla anche del dolore: “tutto il dolore. Quello dentro di me. Quello intorno a me.”, eppure lo fa con la speranza di un domani diverso e migliore. Seguono i diari di Michele, Luigi, Massimo, Sandro, Raffaele, che contengono la narrazione di vissuti intensi e drammatici ma densi di significato e descritti con un’inaspettata sensibilità, che permettono al lettore di immergersi in una realtà che, seppure distante da quella del mondo “di fuori”, resta comunque vicina alla condizione di esseri umani fallaci ma che, in questo caso, stanno pagando per rimettersi “in pari” con la vita, cercando di ricominciare a sperare nel futuro, per non commettere mai più gli stessi errori. Nell’ultima parte del libro si trovano, come si è accennato, le “Scritture dal Ser.T di Lecce e di San Cesario di Lecce”, brevi scritti ma sempre molto significativi: appunti, ricordi, riflessioni, stati d’animo della vita passata e presente ma anche testi poetici, versi forti di notevole impatto emotivo, come quelli di Gianni: “Al di là di qua, in un’altra vita. Madre io ti ascolterò. Basta con questo buio. Sono Gianni maledetto da questa sorte. Figlio di questi morti… Cesarea e Antonio…”. O quelli di Antonio che dimostra in alcuni versi un ottimismo e una serenità che vanno al di là di ogni cosa: “Dolce il vento che mi accarezza la pelle in sospiri e brividi d’incanto nell’immaginazione dello stupore che è la vita…”. Altrettanto importante è l’impegno di tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione di questo progetto, dedicandovi energia, abnegazione e pazienza, e dimostrando che vi sono operatori socio – sanitari o altri professionisti del settore che considerano la propria attività come una vera missione mirante all’effettivo recupero di persone in difficoltà, le quali non attendono altro che una mano tesa alla quale potersi aggrappare per ricominciare a vivere. E’ certamente un’esperienza che andrebbe replicata in questo ed in altri Istituti di detenzione: le storie raccontate hanno permesso di conoscere vissuti problematici ed hanno aiutato sia i lettori, sia i detenuti a comprendere e a comprendersi meglio, attraverso l’analisi delle scelte sbagliate compiute, delle emozioni provate come la rabbia e la disperazione, e, in molti casi, del desiderio di riscatto, come se la scrittura avesse avuto la capacità di compiere un “piccolo miracolo” riuscendo a sciogliere i nodi d’angoscia che ognuna di queste persone aveva bloccato dentro di sé. Il risultato è questo libro su cui riflettere con mente aperta e senza pregiudizi, in quanto rappresenta l’ennesima dimostrazione di come sia complesso e variegato l’animo umano, scosso da una universale lotta tra il bene e il male e di come, anche quando prevale il secondo, sia possibile poi trovare in se stessi la forza di tornare a combattere per trovare un nuovo equilibrio, una volta preso atto degli errori commessi e compreso che ci sono ben altri modi per affrontare la vita, anche quando tutto sembra remarci contro.

ANTONELLA FERRARI

La voce

Autori Vari, La Voce ed il racconto di sé, Cura Editoriale “Fondo Verri” – MINIGRAF, Campi Salentina (Le), 2015, pp. 240, gratuito.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 9 novembre 2015 da in Attualità, Narrativa con tag , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: