Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Dana Spiotta, Versioni di me

“Versioni di me” è un romanzo di Dana Spiotta, insegnante di scrittura creativa, autrice del più noto “L.A. Girl” e di “Vivere un segreto”. Con questa sua terza opera la scrittrice è arrivata tra i finalisti del National Book Critics Circle Award ed il libro è stato segnalato tra i migliori dell’anno da testate del calibro del New York Times e del Washington Post. I motivi di tale consenso sono, tuttavia, non così evidenti. La trama, piuttosto debole, è incentrata sulla figura surreale di Nick Worth, nome d’arte di un cantautore e chitarrista il quale, dopo aver sprecato la sua unica occasione in gioventù, trascorre i successivi trent’anni a fare il barista e nel tempo libero, oltreché ad ubriacarsi, a realizzare album bizzarri in poche copie da rifilare, per fortuna, giusto ai parenti. I dischi sono corredati da copertine disegnate a mano, che si possono assemblare le une alle altre a formare un’unica immagine, ma l’aspetto più singolare è che essi sono accompagnati da una biografia, costituita da “Cronache”, ossia articoli, interviste, lettere di fan e recensioni, in positivo e in negativo, tutte rigorosamente inventate. L’altra protagonista è la sorella Denise, una figura un po’ amorfa, legata ad un uomo che, tutto sommato, non ama né apprezza più di tanto, ma dal quale si fa sfruttare economicamente, cosa che, del resto, già facevano i parenti. Il racconto inizia nel momento in cui i due fratelli hanno raggiunto la mezza età e procede per salti temporali in avanti e indietro nel tempo, tra trascrizioni di passi delle Cronache di Nick (inventati, ma a partire da situazioni e personaggi reali) e “Controcronache” realizzate da Denise, che generano un po’ di smarrimento. Ad un certo punto della trama Ada, la figlia di Denise (che non brilla neanche nel ruolo di madre), decide di realizzare un “film” sulla vita dello zio artistoide, ripercorrendone le tappe principali e ricordando i suoi “successi”; tale progetto comporterà l’analisi dettagliata delle Cronache e diverrà essenziale per la ricerca dei segnali premonitori della successiva scomparsa di Nick. A volte qualche riflessione intelligente (come quella sulle foto che rappresenterebbero una sorta di “ricordo di seconda generazione” poiché, “ritardando” lo sguardo dall’osservazione dell’evento stesso, impediscono di viverlo a fondo, riducendolo al “ricordo di una fotografia”) sulla memoria, sul suo rapporto con l’identità, resa con una scrittura pulita, razionale e scorrevole, interrompono insopportabili ragguagli artificiosi sulla carriera, le influenze e le vicende umane di Nick, ma questo è tutto ciò che di positivo si possa dire sul romanzo. Il paradosso della monumentale biografia, in trenta volumi, realizzata dall’autoreferenziale Nick, quasi fosse un novello Bob Dylan, alla lunga stanca; anche la figura di Denise, terrorizzata in modo patologico dalle notizie dei tg (presenti, nel romanzo, in dettagliati resoconti), dal sovraccarico d’informazioni provenienti dai media, nonché dall’idea di aver ereditato la malattia materna (una forma di Alzheimer), non coinvolge emotivamente, forse perché il racconto sembra procedere perennemente in bilico sul filo del surreale, soprattutto nel finale, quando Denise riuscirà a trovare la propria “versione di sé”. Probabilmente il romanzo può risultare di maggiore impatto per il pubblico americano, dal momento che le aspettative fallite di Nick, rockstar mancata e di Denise, schiacciata dalla moderna società mediatica, richiamano le aspettative tradite delle generazioni cresciute tra gli anni 70 e 80 (quelle nate dal “Baby boom”). In tutti i modi, attribuendo il giusto valore alle numerosissime recensioni entusiastiche sul romanzo, corredate di lodi all’autrice e raffronti con nomi di autori prestigiosi, potrebbe essere una buona idea leggere questo libro, non troppo lungo né impegnativo e verificare se dovesse rientrare nelle proprie corde, così che, assieme a Denise, il lettore non possa ritrovarne una “versione” a sé confacente.

Fiorella Ferrari

Versioni di me

Dana Spiotta, Versioni di me, minimum fax, Roma, 2013, pag. 249, euro 16,00.

© Pubblicato su “Conquiste del Lavoro – Via Po” N°804 del 30/03/2013.

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Questa voce è stata pubblicata il 16 novembre 2015 da in Narrativa con tag , , .
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