Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Wulf Dorn, La Psichiatra

Wulf Dorn esordisce come scrittore nel 2011 con un libro che riprende un tema particolarmente delicato e, allo stesso tempo, inquietante come l’analisi del lato oscuro celato nella mente umana. Nato in Germania, vive nei pressi della città di Ulm, in cui ha lavorato a lungo come logopedista per pazienti psichiatrici, dedicandosi, successivamente, alla scrittura e realizzando alcuni racconti e due libri, il primo dei quali, “La psichiatra”, ha ottenuto un notevole successo. La storia ha per protagonista la dottoressa Ellen Roth che opera presso un ospedale psichiatrico, la “Waldklinik”, con tutte le difficoltà che un simile ruolo comporta, poiché deve quotidianamente confrontarsi con vicende umane sconvolgenti e curare, o tentare di farlo, patologie complesse per le quali i soli farmaci non sono sufficienti. Fidanzata con Chris, suo collega, che si trova all’altro capo del mondo per un viaggio di svago e riposo con l’amico Axel, Ellen collabora con Mark Behrendt, col quale si ritrova ad affrontare casi di ogni tipologia: psicotici con manie suicide o con attacchi di aggressività oppure, all’opposto, con pazienti catatonici, che non sempre è possibile aiutare nel modo più adeguato. Ma il caso che sconvolgerà la vita di Ellen, affidatole da Chris prima della partenza, è rinchiuso nella stanza numero sette dell’ospedale, nella figura di una giovane donna raggomitolata su se stessa in un angolo, con gli occhi spalancati e terrorizzati ed evidenti segni dei pesanti maltrattamenti subìti. Nonostante la lunga esperienza in campo psichiatrico, Ellen resta sgomenta di fronte a questa donna-bambina alla quale riesce, solo dopo vari tentativi, a strappare qualche parola per tentare di comprendere chi l’abbia ridotta in quello stato ossia un personaggio definito dalla poveretta l’“Uomo Nero”. La giovane paziente, lentamente, comincia a fidarsi della psichiatra e quando si rende conto che Ellen sta per lasciare la stanza, le si aggrappa disperatamente implorandola di non lasciarla da sola in balìa, appunto, di questo fantomatico “orco” che sicuramente tornerà per rapirla. La situazione si complica notevolmente quando Ellen, chiamata per emergenze, ritorna dalla donna e trova la stanza vuota; non solo, addirittura non esiste traccia della misteriosa paziente in tutto l’ospedale e neanche tra i documenti dell’accettazione, né pare sia stata mai vista da nessuno, neanche dallo stesso Mark. Inizia, così, per Ellen, la frenetica ricerca della giovane scomparsa, dalla quale comincia ad essere ossessionata, attraverso incubi e strane sensazioni, alle quali si aggiungono la persecuzione di un personaggio inquietante, che inizia a tormentarla con telefonate anonime e che arriva ad aggredirla nel parco della clinica mentre fa jogging per scaricare la tensione, e l’apparizione, nella stessa circostanza, di una misteriosa bambina vestita con un abito molto colorato e vecchio stile, che sembra collegata alla donna sparita. Ellen tenta nuovamente di contattare Chris ma l’uomo non risponde alle sue chiamate, così, dopo aver iniziato a sospettare di tutti, la psichiatra inizia a dubitare anche del fidanzato, eppure, nonostante tutto, non rinuncia a cercare la paziente della stanza sette, anche a costo di subire l’allontanamento coatto dall’ospedale, poiché la sua testardaggine aveva attirato l’interesse della polizia sulla struttura, con grande disappunto del Direttore Sanitario, il prof. Fleischer. Ellen si ritrova, così, ad indagare in solitudine, attraversando gravi pericoli reali e, al contempo, perdendosi in intricati percorsi mentali e tremendi incubi dai quali non sa come riemergere. Il romanzo prende, a questo punto, una svolta assolutamente inaspettata, che accompagna il lettore nei misteri delle psicosi mentali, delle personalità disturbate, dissociate dalla realtà, che, a volte, risulta talmente terribile ed inaccettabile da causare il rifiuto della realtà stessa ed il rifugio in un’altra dimensione di vita o, addirittura, in un’altra persona, pur di prendere quanto più possibile distanza da eventi traumatici che possono distruggere per sempre un essere umano. Gli interrogativi di Ellen circa l’“Uomo Nero”, la giovane dissolta nel nulla, la bambina che appare e scompare, avranno una risposta inimmaginabile, collegata anche ad un’antica quanto tragica leggenda raccontata dall’autore nel prologo che, in un primo momento, sembra del tutto avulsa dal resto del libro, fino alle ultime pagine, quando ogni mistero troverà la sua sconvolgente spiegazione. E’ un libro che coinvolge dall’inizio alla fine e che dimostra quanto e come sia complessa la natura dell’uomo, il quale si rende capace per autodifesa di costruirsi delle barriere mentali che lo possano proteggere perfino da se stesso. Il compito di chi deve abbattere queste “recinzioni psichiche” è certamente arduo e impegnativo ma aiutare questi pazienti, in molti casi, non è possibile non solo per la cura in sé che deve essere adeguata ed individualizzata ma anche perché trovarsi di fronte alla verità di quanto è sepolto nella propria mente può risultare per il paziente più devastante della stessa malattia. Lo scrittore, forte anche della propria esperienza personale negli ospedali psichiatrici, riesce a rendere efficacemente il disagio ed i tormenti vissuti da chi soffre di questa “fuga dissociativa” ma anche a coinvolgere il lettore in una storia piena di suspense, avvincente, ben raccontata e, in alcuni punti, crudamente realistica nella descrizioni. Anche queste, tutttavia, sono necessarie per completare il quadro di una vicenda che, oltre che colpire nel profondo il lettore, difficilmente potrà essere dimenticata.

                                                                                                                       Antonella Ferrari

la_psichiatra

Wulf Dorn, La Psichiatra, Edizioni TEA, Bergamo, 2011, pag. 398, euro 12,00.

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Questa voce è stata pubblicata il 9 febbraio 2015 da in Psicologia, Thriller con tag , , , .
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