Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Marco Malvaldi, La carta più alta

Marco Malvaldi è un chimico “prestato” alla scrittura che, annoiato dai meccanicismi propri del mestiere, decide d’inventarsi un luogo tutto suo, un paesello con un baretto dal nome poetico di BarLume, gestito da Massimo il “barrista” (nel rispetto della pronuncia dialettale) e invaso da quattro vecchietti: Ampelio, nonno di Massimo, Aldo, Gino e Pilade. Trattasi di “quattro mangiasemolino a ufo”, “renitenti all’obitorio” ma ormai “con tre piedi nella fossa”, perennemente alloggiati al tavolino posto sotto un olmo, dove ammazzano il tempo tra maldicenze e goliardate e perciò tutti potenzialmente meritevoli di essere messi agli “arresti ospiziari”. Ai cinque si aggiungerà la procace Tiziana, vecchia conoscenza di Massimo, cui lo accomuna un fresco fallimento matrimoniale, scelta come banconista dopo un’esilarante rassegna dei curricula esaminati. Questi sono i personaggi principali del romanzo di Marco Malvaldi, autore, oltre che de “La carta più alta” (titolo che nasce da una scommessa poco lecita proposta ai clienti del bar), anche degli altri tre romanzi della serie dei vecchietti del BarLume e di “Odore di chiuso” (vincitore di due premi). Nelle intenzioni dell’autore, la serie avrebbe dovuto interrompersi già al terzo romanzo ma, considerato il successo di pubblico e, soprattutto, il diktat dell’editore Enzo Sellerio, recentemente scomparso, ne è stato edito un ultimo. Il giallo parte da una serie di pettegolezzi, germogliati sotto l’olmo dal gruppetto del “gerontocomio”, a proposito dell’acquisto sotto costo della nuda proprietà di una lussuosa abitazione, seguito dalla provvidenziale morte dell’usufruttuario. Un infortunio che costringe Massimo ad un tedioso ricovero ospedaliero, gli offrirà l’opportunità di risolvere il caso, grazie all’aiuto del dottor Berton e del commissario Fusco e, soprattutto, delle proprie brillanti intuizioni. La trama di questo breve romanzo non è particolarmente complessa, né lineare (o avvincente) nello sviluppo. Ad esempio, durante la degenza Massimo si dedica a delle letture “casuali”, sul genere de “L’Ecclesiaste” tradotta da Erri De Luca e “La natura delle cose di Lucrezio”, che contribuiscono, in qualche modo non comprensibile ai più, ad aiutare il protagonista nella risoluzione del giallo. I personaggi del romanzo hanno caratteri appena accennati o sono poco più che macchiette, seppure irresistibili, come nel caso dei vecchietti (“a-prostati”), per nulla rassegnati, nonostante gli acciacchi, a vivere come malati per poi morire sani o, al più, per potersi presentare in forma al centro trapianti. Infatti, se è vero che ad essere più approfondita è la personalità del protagonista (ispirata, a quanto sembra, ad un curioso personaggio realmente esistente): burlone, intelligente, fastidiosamente compiaciuto di sé, pavido ma incauto, attratto dal mestiere dell’esercente poiché gli permette di elargire benessere in cambio di “vile moneta”, sono gli altri personaggi di contorno i veri protagonisti del romanzo, nel loro esprimere il fulcro di quella comicità toscana e il noto gusto per la battuta che ne è poi l’elemento più godibile. La narrazione, infatti, pur procedendo con un linguaggio elegante nella forma, è infarcita di dialoghi in dialetto, che, assieme all’ambientazione, rispecchiano l’aderenza del romanzo alla provincia italiana, rappresentata dalla comunità di questo paesino balneare toscano, luogo ideale, come racconta Malvaldi, per gli omicidi più efferati, anche se non è certo questo il caso.

Fiorella Ferrari

La carta più alta

Marco Malvaldi, La carta più alta, Palermo, 2012, pag. 198, euro 13,00.

© Pubblicato su “Conquiste del Lavoro – Via Po” N°758 del 24/03/2012.

7 commenti su “Marco Malvaldi, La carta più alta

  1. alveck
    27 aprile 2015

    Le avventure dei vecchietti del BarLume sono un mito. E la tua recensione molto azzeccata.

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    • fioferrari
      28 aprile 2015

      In effetti, sono spassosi! Grazie per il tuo commento!

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      • alveck
        28 aprile 2015

        Grazie a te per le recensioni! Buona giornata.

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      • fioferrari
        28 aprile 2015

        …é che mi piacerebbe potermi confrontare di più con coloro che leggono le mie recensioni e sono veramente grata a chi, come te, me lo permette. Ancora grazie!

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      • alveck
        28 aprile 2015

        🙂 Passerò ancora di qui, i libri mi piacciono molto…

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      • fioferrari
        28 aprile 2015

        Ti aspettiamo!

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      • alveck
        28 aprile 2015

        🙂

        Piace a 1 persona

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Questa voce è stata pubblicata il 12 febbraio 2015 da in Narrativa con tag , , .
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