Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Carlos Ruiz Zafòn, Il palazzo della mezzanotte

Com’è noto, il percorso letterario di Carlos Ruiz Zàfon, sceneggiatore e scrittore molto apprezzato, tradotto in quasi quaranta lingue e vincitore di numerosi premi letterari, va dalla narrativa per ragazzi sino a coinvolgere fasce sempre più ampie di lettori, a partire dal suo quinto romanzo “L’ombra del vento” (2001).

Ciò ha portato alla riscoperta e rilettura anche delle opere precedenti, tra le quali “Il palazzo della mezzanotte”, suo secondo successo, in cui si riflette il suo tipico gusto noir e la sua predisposizione al fantasy. Il romanzo è stato pubblicato per la prima volta in Spagna nel 1994 e contiene una nota dell’autore in cui Zàfon introduce i suoi romanzi, ed una breve prefazione ambientata nel 1932 (“la notte in cui nevicò a Calcutta”) ossia sedici anni dopo le vicende del libro.

La narrazione inizia con la descrizione del salvataggio di due gemelli, trasportati clandestinamente su un barcone fino a Calcutta dal tenente Peake che, dopo molte peripezie e a rischio della vita, riesce a condurli in salvo in un luogo sicuro ossia la casa di Aryami Bose, un personaggio molto rispettato nel suo quartiere ma, soprattutto, nonna materna dei neonati e madre di Kylian, la donna da lui amata in passato e non più in vita. I due bimbi vengono cercati da un personaggio misterioso e malvagio chiamato Jawahal e Aryami comprende che l’unico modo che ha per proteggerli è separarli.

Il maschietto finirà così nell’orfanotrofio diretto da Thomas Carter, di origine britannica, un uomo retto e onesto, che gode della stima della donna e che accetta di prenderlo sotto la sua protezione con l’intento di trovargli una buona sistemazione. Ma il bambino, da lui chiamato Benjamin, resterà in quel luogo fino all’età di sedici anni, frequentando, nel frattempo, un gruppetto di sei amici, orfani anch’essi, con i quali fonda la “Chowbar Society”, una specie di club segreto, il cui luogo di ritrovo è un vecchio palazzo in rovina da loro definito “Palazzo della Mezzanotte”.

Ma cosa ne è stato dell’altra gemella? Il suo nome è Sheere ed è cresciuta, invece, con Aryami che, quando la ragazzina è ormai cresciuta, decide di recarsi presso l’orfanatrofio di San Patrick’s per un colloquio molto riservato col direttore Carter, anche per ringraziarlo dell’aiuto fornito all’altro nipote. La donna porterà con sé la ragazza che, così, avrà modo di conoscere il gemello di cui ignora l’esistenza ed i loro destini, finalmente, s’incroceranno.

Il vero motivo della visita, tuttavia, è la convinzione di Aryami che la vita dei due ragazzi sia nuovamente in pericolo e, infatti, da questo momento in poi iniziano per i vari protagonisti una serie di vicende avventurose, sullo sfondo di un mondo di intrighi e misteri, nel quale compariranno altri personaggi dalle singolari connotazioni. Di particolare effetto, ad esempio, la tragica apparizione di un treno in fiamme, sbucato dal nulla e nel nulla svanito, nel quale si dibatte disperata una moltitudine di bambini, che solo Benjamin aveva visto, descrivendo poi la scena a degli increduli amici, tra i quali vi è ora anche Sheere.

Si susseguiranno eventi spaventosi che coinvolgeranno anche il direttore Carter, mentre Ben avrà modo di incontrare il losco Jawahal, da sempre sulle tracce dei gemelli per oscuri motivi legati alle loro origini, che saranno successivamente svelati al ragazzo dalla nonna. La donna racconterà a Ben e Sheere anche la storia della loro vita, dalla quale emerge il terribile segreto relativo al treno infuocato ed alle vicissitudini che hanno costretto i genitori all’abbandono dei due piccini sedici anni prima. Tutti questi intrecci, magistralmente raccontati dall’autore, con dovizia di particolari ed un ritmo serrato e incalzante che incatena il lettore, si dipaneranno man mano che ci si avvicina alla conclusione del libro, evidenziando, pur sconfinando nel grottesco, come il male oscuro della follia possa ottenebrare le menti e stravolgerle completamente, portando a commettere azioni orribili sino a distruggere delle vite umane.

Nella vicenda fanno la loro comparsa anche fantasmi e apparizioni, evocati dalle viscere della città, poiché, come afferma l’autore nel finale: “Calcutta custodisce nel suo lato oscuro centinaia di queste storie, alle quali nessuno ammette di credere, ma che sopravvivono nella memoria delle generazioni come l’unica cronaca del passato”. I giovani membri della “Chowbar Society”, si troveranno ad affrontare un’ultima, tremenda prova che avrà tragiche conseguenze su di loro, segnandoli per sempre, della quale avranno memoria anche quando, ormai adulti, saranno dispersi per il mondo e di qualcuno di loro non si avranno più notizie, come racconta nella conclusione uno dei membri ormai anziano. Egli ricorda e descrive Ben con affetto e commozione, ritenendolo, anche a distanza di cinquant’anni, il suo migliore amico, colui che, per coraggio e determinazione, non dimenticherà mai più.

Come si è già detto, “Il palazzo della mezzanotte” è un noir che strizza l’occhio al mistery ma anche al paranormale, come gli altri romanzi di Zafòn che riesce sempre a creare scenari affascinanti abitati da personaggi che possono essere negativi o positivi ma che restano sempre impressi nell’immaginario dei lettori, con le loro caratteristiche fisiche e comportamentali esasperate. Completa l’atmosfera inquietante un’ambientazione fatta di città misteriose, con i loro angoli più nascosti e segreti, nelle quali le vicende dei protagonisti restano, a volte, sospese per sfumare nella fantasia del lettore oppure per lasciare uno spiraglio ad eventuali sviluppi successivi.

Antonella Ferrari

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Carlos Ruiz Zafòn, Il palazzo della mezzanotte, Mondadori, Milano, 2010, pp. 299, euro 11,10.

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Questa voce è stata pubblicata il 25 gennaio 2016 da in Libri, Mistery, Narrativa, Noir, Parapsicologia, Recensioni con tag , , , .
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