Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

RITA CHARBONNIER

Rita Charbonnier, Figlia del cuore, Marcos y Marcos

  • Perché si è accostata alla scrittura e cosa rappresenta per Lei?

Scrivo per occuparmi di questioni che mi paiono importanti. Lo faccio sia per me stessa, così da sviscerarle e comprenderle profondamente, sia per portarle (nel mio piccolo) all’interesse degli altri. Non mi interessa tanto elaborare la bella storia o la bella frase, quanto dire: ehi, signore e signori, c’è questo problema! Che cosa ne pensate? Vogliamo affrontarlo? È stato così per me fin dall’infanzia. Ho iniziato a leggere prima dei sei anni, e quasi subito a scribacchiare cose ovviamente buffe e implausibili, che però erano il riflesso di qualcosa di importante che accadeva intorno a me; oppure dentro di me, ma che poteva riguardare anche altri.

  • Qual è il libro che più ha amato o a cui si è ispirata?

Traggo ispirazione da letture molto diverse tra loro e molto diverse da quel che poi decido di scrivere. Tra i libri che ho più amato c’è senz’altro “La Storia” di Elsa Morante; ammiro molto, la trovo divertentissima e geniale, Amélie Nothomb. Adoro Carrère, a parte “Il Regno” che ho trovato un po’ indigesto, e qualunque cosa scriva Ian McEwan mi piace a prescindere. Trovo bravissimo Niccolò Ammaniti, peccato che adesso faccia più che altro il regista, lo perdono solo se mi chiama a fare un ruolo. Potrei continuare a lungo… chiuderò con un piccolo capolavoro che ho letto qualche tempo fa: “L’ultimo amore di Baba Dunja” di Alina Bronsky.

  • Le tematiche toccate in questo romanzo assumono connotazioni molto delicate, espresse con altrettanta delicatezza ma anche con grande chiarezza. Esiste già un progetto editoriale definito nel suo prossimo futuro? Pensa di rimanere nel sociale?

Ancora grazie del suo apprezzamento! In effetti sto elaborando un nuovo romanzo, che per certi versi sarà legato a “Figlia del cuore”; si occuperà ancora di migrazioni, ma da un punto di vista molto diverso. Un personaggio di “Figlia del cuore”, inoltre, che lì è solo evocato ma è di fondamentale importanza, vi tornerà. E infine, se “Figlia del cuore” è una storia sull’appartenenza, questa sarà una storia sull’indipendenza. Spero di essere stata sufficientemente oscura…

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