Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Marco Rispoli

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Marco Rispoli, Il Cammino di Santiago, la magia della verità, StreetLib/createspace/youcanprint

  • Perché si è accostato alla scrittura e cosa rappresenta per Lei?

Ricordo che alle scuole elementari, quando ci davano un tema da svolgere, sceglievo sempre “Inventa una favola”. Il giorno del mio decimo compleanno mia sorella Liliana mi regalò un quaderno per scrivere i miei pensieri. La copertina era fatta da due pagine di plastica trasparente unite da un materiale ondulato al suo interno, i fogli rossi e una penna nera. Iniziai a riempirlo con poesie e pensieri. Questo piccolo quaderno rosso divenne il mio amico più fedele, era lì che urlavo il mio disagio di vivere in un mondo diverso da quello che volevo. Avvertivo l’antinomia della vita, le contraddizioni dell’uomo, forse usavo quelle pagine come specchio per capire chi realmente fossi. Ho sempre utilizzato la scrittura per sfogare le cose che sentivo dentro, per vomitare i miei pensieri. Credo sia stato terapeutico per me scrivere, ero un bambino sensibile, non condividevo il comportamento degli adulti, della società, non capivo il significato della vita. Forse se non avessi usato la scrittura come sfogo oggi sarei una persona diversa, problematica. Dopo 36 anni dal primo scritto nel diario segreto, continuo a scrivere per comunicare quello che sento, per trasferire le mie esperienze. Scrivo perché mi piace, perché l’ho sempre fatto, fa parte di me.

  • Qual è il libro che più ha amato o a cui si è ispirato?

 Non ho un libro che ho amato più degli altri, ci sono alcuni autori che mi hanno aiutato a crescere in periodi diversi della vita. Durante l’adolescenza Richard Bach, più tardi Paulo Coelho e ora Vito Mancuso. Di Richard Bach ricordo: “Niente per caso”, “Uno”, “Nessun luogo è lontano” e “Il Gabbiano Jonathan Livingston”. Di Paulo Coelho: “L’Alchimista”, “Veronika decide di morire”, “Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduto e ho pianto” e poi “Il Cammino di Santiago” che è stato il primo passo verso il “mio” cammino di Santiago e verso il mio primo libro. Tra le tante coincidenze felici della mia avventura, ripenso a quando il diciannove marzo arrivai a Santiago di Compostela, al termine della mia avventura, e Coelho era lì a festeggiare il suo compleanno. L’autore che oggi mi aiuta a crescere è Vito Mancuso, del quale cito: “Io e Dio. Una guida dei perplessi”, “L’anima e il suo destino”, “Questa Vita”. Ognuno di questi tre autori è intervenuto nel momento giusto della mia vita facendomi crescere. Sono quelli che non lascerò mai e che rileggo sempre quando ne sento il bisogno. Tra i classici mi piace moltissimo Dostoevskij, riesco a vedere tutto quello che scrive e a sentirne i profumi, “I Fratelli Karamazov” è un libro incredibile. Non posso dimenticare la Bibbia letta con l’aiuto di Padre Alberto Maggi, di cui devo citare i libri “Versetti Pericolosi”, “Chi non muore si rivede” e i suoi “Studi Biblici” che si trovano sul sito www.studibiblici.it. Con Alberto ho scoperto la ricchezza del messaggio dei Vangeli. Tutti gli scrittori che ho elencato hanno qualcosa in comune tra loro: la spiritualità. Parlo di quell’energia che, se non la lasciamo morire seppellita sotto le cose della vita materiale, ti spinge verso obiettivi comuni, che sono: la giustizia, il Bene, il rispetto e la necessità di capire la verità.

  • L’esperienza relativa al pellegrinaggio verso Santiago de Compostela, a distanza di qualche tempo, cosa ha lasciato all’uomo ed al neo scrittore?

 Il Cammino di Santiago è stata un’esperienza molto importante, arrivata al momento giusto della mia vita, che mi ha messo nelle condizioni di stare solo con me stesso per più di un mese. E’ stata una terapia molto efficace e la natura e il silenzio mi hanno aiutato tanto. Sono riuscito a sentire me stesso, ho ascoltato il mio essere che mi ha fatto capire chi sono. A distanza di diciotto mesi dall’arrivo a Santiago di Compostela sto mettendo ordine nella mia vita, sto sciogliendo i nodi fatti fino ad ora per essere poi libero di riprendere il cammino. La scrittura entra prepotentemente in questa nuova fase, continuerà ad essere un hobby ma riempirà più spazio rispetto a prima; lo sta già facendo in realtà, infatti, ho sostituito il libro rosso con un blog: marcorispoli.wordpress.com. “Il Cammino di Santiago la magia della verità” è uscito in questi giorni tradotto in tedesco. Tra qualche settimana terminerò un libro di foto e frasi sempre sul Cammino di Santiago e ne sto scrivendo un altro che sarà il mio primo romanzo fantastico. Dopo aver scritto il libro sul Cammino, non pensavo di scriverne ancora ma sono state tante le persone che mi hanno cercato e scritto su Facebook; molti mi ringraziano perché trovano nelle mie parole conforto, altri mi scrivono perché stanno attraversando un momento difficile e hanno bisogno di sfogarsi.  Mi hanno fatto capire che, nonostante il mio libro sia scritto con parole semplici e che non sia affatto un’opera letteraria, può comunque aiutare qualcuno, non importa se dieci cento o mille, il fatto che anche solo una persona trovi aiuto in quello che scrivo, mi stimola a continuare.

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