Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Giovanni Frassanito

G-FrassanitoGiovanni Frassanito, L’Occidente fra Astrologia, Rivelazione, Ateismo, Congedo

  • Perché si è accostato alla scrittura e cosa rappresenta per Lei?

Il punto è come mai ho trovato il tempo di scrivere, di mettermi a fare lo scrittore, poiché ho scritto molti libri mentre ero impegnato con il mio lavoro di avvocato della Previdenza Sociale, dopo essere passato dalla magistratura all’avvocatura pubblica, trasferito dalla Sardegna ad Ancona e poi in Abruzzo, alla Corte d’Appello, come Capo dell’Avvocatura. Arrivato all’Aquila, pur con l’immensa mole di lavoro che mi sono ritrovato ad affrontare, mi imbatto nelle storie di personaggi famosi del luogo e decido di mettermi a scrivere. Il primo libro che ho realizzato era su Celestino che era un papa abruzzese, il cui corpo viene ancora conservato nella teca della chiesa dell’Aquila.

  •  Qual è il libro che più ha amato o a cui si è ispirato?

Preferirei parlare di uno dei miei libri che più mi ha appassionato, “Solo la croce è laica”, che mette in collegamento la croce con la laicità, perché il crocefisso non è solo il simbolo di una confessione religiosa particolare che viene imposto nei luoghi pubblici, proprietà di tutti i cittadini, credenti e non credenti, cristiani, musulmani, ebrei, ecc., che non si riconoscono in esso, ma ho dimostrato che il crocefisso, oltre a ciò, assume soprattutto il significato di simbolo anti persecutorio. Questo perché è stato condannato a morte Dio stesso, quindi il massimo dell’ingiustizia, Dio che per definizione non può essere colpevole viene condannato a morte e crocifisso, quindi, la croce è un simbolo antipersecutorio contro chi si serve del potere politico per sacrificare gli altri, i nemici, gli avversari. E’ un simbolo culturale, di cultura universale e non già di religiosità particolare, ecco perché solo la croce è laica ed ecco perché facendo un esame di tutta la storia, a partire dalla preistoria, il sacro è sempre stato sacrificio, sangue, mentre solo la croce, Dio, non chiede sacrifici ma è lui stesso che si offre per il sacrificio e diventa vittima. E’ un capovolgimento, una rivoluzione culturale profondissima, per cui se il crocefisso è il simbolo di una settarietà religiosa allora non dovrebbe trovarsi nei luoghi pubblici ma nel suo significato di cultura universale anti sacrificale incarna un concetto tra i più venerabili e laici. Io ho dimostrato che il crocefisso è simbolo antipersecutorio e Cristo stesso lo ha dimostrato non proclamando la sua innocenza ma risorgendo da morto e dimostrando di essere un Dio, quel Dio che noi abbiamo condannato, per cui figuriamoci se non siamo in grado di condannarci tra di noi.

  •  Da che cosa scaturisce il Suo bisogno di conoscenza e di comprensione dei misteri dell’uomo e della sua evoluzione? O forse potremmo leggerlo sul suo Tema Natale?

Come avevo accennato, durante il mio passaggio da magistrato ad avvocato ed il trasferimento all’Aquila, ho incontrato la figura di Celestino V ed ho scoperto un interesse culturale per tanti altri grandi personaggi storici, per questo ho cominciato a scrivere e così faccio anche oggi che sono in pensione. Nel mio tema natale compare, effettivamente, la scrittura poiché ho nella casa terza, che rappresenta la scrittura, il sole, un nodulo lunare nord congiunto al sole in Sagittario, poi Mercurio, governatore della terza, e Giove congiunti al primo grado nel Capricorno in trigono con Urano che rappresenta l’imprevisto, quindi, il fatto che sono arrivato alla scrittura per un caso con Urano che diventa decisivo in questa attività.

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