Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Adele Costanzo

Adele CostanzoAdele Costanzo, Grand Tour, ChiPiùneArt

  • Perché si è accostata alla scrittura e cosa rappresenta per Lei?

Ho iniziato a scrivere da piccola, poi ho smesso distratta dalle faccende della vita. Mi sono ri-accostata alla scrittura per una sorta di urgenza: sentivo che c’erano storie dentro di me che volevano essere raccontate, cose che volevano essere dette. Dopo un po’ ho avvertito il bisogno di confrontarmi con un pubblico, quindi ho iniziato a frequentare qualche sito di scrittura e a dialogare con altri autori: a leggere ed essere letta, insomma. Da lì ho provato a fare qualche altro passo, proponendo i miei racconti a qualche premio letterario, con risultati sorprendenti. In seguito ad uno di questi ho ottenuto la pubblicazione del mio primo libro, la raccolta “L’isola di Paris”. Successivamente, lo stesso editore, Giulio Perrone, ha pubblicato il mio secondo libro, “Cronache della città capovolta”. Non ho mai pubblicato a pagamento e non lo farei mai. Scrivere mi ha portato progressivamente ad allargare il raggio: dalla famiglia e dagli amici ai siti letterari, dai siti ad un pubblico di lettori. Scrivere per me significa esprimere il mio mondo interiore attraverso forme ogni volta nuove, è mettermi alla prova, è inseguire un’idea di bellezza. E’ rimanere sospesa, è lasciarmi guidare da una storia che ha una sua autonomia e in qualche modo mi prescinde. Scrivere è un atto che necessita di un’intima verità: se il testo è “vero” – non nel senso del realismo, ma della verità interiore – allora funziona e verrà apprezzato. Scrivere mi ha fatto conoscere tante persone, è stata ed è un’esperienza di apertura.

  • Qual è il libro che più ha amato o a cui si è ispirata?

I libri si amano e poi si dimenticano, come tutti gli amori. Un libro che amo ancora, a cui resto fedele, è “Le città invisibili” di Italo Calvino. La sua pagina finale è di una bellezza e di una moralità che mi commuovono ogni volta.

  • Perché scegliere un argomento come il “Grand Tour”?

Non so, credo che sia stato il Grand Tour a scegliere me. La nascita delle storie è misteriosa, segreta. Razionalizzando, poiché ho dei figli e sono un’insegnante, mi interessano la crescita, il percorso, la ricerca della propria identità e della propria morale. Poiché sono un essere umano, mi interessa il confronto, mi piace la scoperta del nuovo, la sorpresa. Questo è il “Grand Tour”, la storia dei tre ragazzi e di un cane che si trovano ad affrontare la vita e a compiere delle scelte da soli, lontani dalla famiglia, in un mondo bello e ostile o comunque straniero.

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