Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Gustavo Adolfo Rol – Io sono la grondaia: diari, lettere, riflessioni

Per gli appassionati di esoterismo il suo nome è tra i più noti e amati, per questo, tra le numerose monografie a lui dedicate, risulterà di particolare interesse un’autobiografia, l’unica che sia mai stata pubblicata, come: “Gustavo Adolfo Rol – Io sono la grondaia: diari, lettere, riflessioni”, una serie di suoi scritti, editi e inediti, raccolti da Catterina Ferrari, la collaboratrice che gli stette accanto negli ultimi nove anni della sua vita.

Nato nel 1903 e deceduto nel 1994, Rol è stato un personaggio assolutamente unico, al punto da rendere difficoltoso darne un’idea a tutto tondo, anche se gli appunti, le memorie, i diari, i pensieri, le poesie e le lettere, ordinati con cura e metodo dalla dottoressa Ferrari, riescono a restituire un ritratto abbastanza verosimile di colui che “amava definirsi ‘la grondaia’ che convoglia l’acqua che cade sul tetto, cioè una forza di cui riteneva di essere soltanto il canale”.

Il libro si apre con il suo profilo biografico, nel quale si narra dei suoi affetti, rappresentati dalla facoltosa famiglia torinese a cui apparteneva e dalla moglie Elna, ritratti anche nel corredo fotografico del libro, dei suoi studi e, quindi, delle tre lauree, e della sua attività lavorativa presso la banca diretta dal padre, ma anche della svolta professionale seguita alla morte dello stesso per dedicarsi alle proprie vere passioni. Le principali tra queste furono l’antiquariato ma, soprattutto, la missione di aiuto nei confronti del prossimo, scopo essenziale della sua esistenza, a titolo assolutamente gratuito e mosso unicamente dalla sua profonda umanità.

Rol era, inoltre, attratto da ogni forma d’arte: studiò musica, pittura, poesia, letteratura e produsse varie opere in prosa; inoltre, parlava varie lingue, ma ciò che caratterizzò in modo speciale la sua esistenza fu la consapevolezza di essere dotato di facoltà eccezionali, di cui prese coscienza durante il periodo lavorativo trascorso a Parigi, quando ebbe una rivelazione mentre manipolava un mazzo di carte da gioco. Tuttavia, dopo un primo momento di grande euforia per questa scoperta, la vita gli insegnò l’importanza di restare umile e di volgere a favore degli altri queste sue rare capacità la cui potenza ne rendeva necessario un costante “controllo”.

Alle note biografiche segue la prefazione di Catterina Ferrari, nella quale illustra il contenuto del libro, presentando gli appunti redatti dalla scrittura raffinata e coinvolgente di Rol, nei quali descrive anche le esperienze vissute nel periodo parigino, quando, a soli ventiquattro anni, scoprì “una tremenda legge che lega il colore verde, la quinta musicale ed il calore.”, aggiungendo: “Ho perduto la gioia di vivere. La potenza mi fa paura. Non scriverò più nulla!”

E, invece, Rol avvertiva profondamente il bisogno di mettere per iscritto ogni sua esperienza, analizzando ciò che provava nel suo intimo, terrorizzato, a volte, delle proprie stesse capacità, almeno finché non fu in grado di disciplinarle e di utilizzarle a fin di bene. Nel frattempo, la sua fu un’esistenza molto ricca di esperienze: ebbe incontri con alti esponenti del mondo della cultura (Federico Fellini), della scienza (Einstein), della politica del tempo. A questo proposito, nel 1942, in qualità di ufficiale, incontrò Mussolini il quale, avendo avuto sentore delle sue facoltà, gli chiese un parere sulle sorti della guerra in corso e a cui preannunciò: “Duce, io credo che la guerra sarà perduta” e anche che Mussolini stesso, nel 1945, sarebbe stato “allontanato”. E proprio durante la guerra, Rol aveva aiutato in modo “miracoloso” diversi partigiani a salvarsi la vita, prodigandosi al massimo, a suo rischio e pericolo.

Rol non mancò di dedicarsi anche alle sue passioni artistiche: suonava il violino e il pianoforte e fu un eccellente pittore, soprattutto di rose e paesaggi, la cui ispirazione, come affermava, gli veniva da un altro mondo. Ma le sue capacità extrasensoriali ne permeavano l’esistenza e nel libro vengono descritti numerosi e stupefacenti episodi che, a volte, non dipendevano dalla sua volontà ma ne erano al di fuori. Molte sono le testimonianze raccolte di fenomeni extrasensoriali verificatisi nella sua casa di Torino, durante i quali vi sono state materializzazioni di oggetti provenienti dal passato, contatti, in varie forme, con persone decedute o ancora viventi, “viaggi” nel passato e nel futuro. Rol, inoltre, aveva la capacità di “vedere” l’aura delle persone, visualizzando il loro stato di salute fisico e psichico e offrendo loro un aiuto concreto.

Da questi scritti, oltre alle sue capacità che, però, sono qui messe in secondo piano rispetto alla parte biografica, emerge anche come Gustavo Rol fosse schivo e riservato, quanto non amasse esibire né pubblicizzare il suo operato, infatti, i suoi “esperimenti” avevano come solo obiettivo quello di essere d’aiuto a qualcuno, mostrando, al contempo, le capacità latenti nell’essere umano. Egli, infatti, riteneva che l’umanità possedesse doti di cui non avesse coscienza e che, per questo motivo, non fosse in grado di potenziarle, utilizzandole per il miglioramento della qualità della propria vita, e di aver ricevuto un dono che in lui era semplicemente più sviluppato rispetto ad altri e, dopo averne preso coscienza, di averlo saputo gestire, sicuramente aiutato dalle sue non comuni capacità intellettive.

Rol riteneva che queste fossero un beneficio proveniente da Dio, soprattutto il dono dello spirito che ha la possibilità di entrare in contatto con altri spiriti per comunicare e scambiare informazioni, rendendo, così, possibili persino i viaggi nel tempo. La sua fede cattolica era molto solida, infatti, a complemento della citazione precedentemente accennata egli affermava: “Non è quindi la grondaia che va analizzata, bensì l’acqua e le ragioni per le quali ‘quella Pioggia’ si manifesta. Non è studiando questi fenomeni a valle che si può giungere a stabilirne l’essenza, bensì più in alto dove ha sede lo ‘spirito intelligente’ che già fa parte di quel Meraviglioso che non è necessario identificare con Dio per riconoscerne l’esistenza. Nel Meraviglioso c’è l’Armonia riassunta del Tutto e questa definizione è valida tanto per chi ammette quanto per chi nega Dio”.

Dal libro emerge, insomma, la figura e la crescita spirituale, attraverso momenti di crisi e di incertezze, di un uomo divenuto molto noto, soprattutto e per sua volontà, dopo la morte poiché d’indole solitaria e provato da pesanti patologie fisiche, oltre che da problematiche di tipo psicologico, in quanto queste sue facoltà lo rendevano “diverso”, a volte incompreso, accentuando la sua tendenza all’isolamento. Ma il messaggio che emerge da questa lettura e dalla storia di Gustavo Rol è, soprattutto, come ogni capacità dell’essere umano può e deve essere utilizzata solo per scopi di alta moralità, senza altre finalità, né di lucro, né di ambizione e di prestigio personale. Questa è sempre stata la regola fondamentale a cui si è attenuto scrupolosamente fino al termine della sua esistenza terrena.

Antonella Ferrari

Gustavo Adolfo Rol, Io sono la grondaia: diari, lettere, riflessioni, Giunti, Firenze, 2018, p. 279, euro 14,50.                                                                                                                          

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