Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Margaret Mazzantini, Nessuno si salva da solo

Sono stati una coppia come tante, Delia e Gaetano, che questa sera si ritrova nuovamente insieme, davanti a due calici di buon vino, vestiti con cura come se fosse il primo appuntamento invece che l’ultimo. Tutto sommato, tra loro resta ancora una qualche forma di sintonia, come il fatto di pensare la stessa cosa in simultanea oppure quello di essere “due velleitari pieni di buchi emotivi”; “Due timidi asfaltati di rivalse che si palleggiano una sola mitomania, quella della loro unione. Un micidiale esempio di coppia contemporanea”. Un legame di cui Margaret Mazzantini, reduce dal successo di “Venuto al mondo” e “Non ti muovere”, racconta in “Nessuno si salva da solo”, un romanzo meno apprezzato dei precedenti, eppure scritto con il suo consueto stile asciutto e diretto, questa volta a tratti persino volgare, che scava in profondità, penetrando con lentezza anche all’interno di nuclei egoici particolarmente resistenti come le personalità dei due protagonisti.

Come tante, troppe coppie, Delia e Gaetano forse avrebbero dovuto lasciarsi molto prima di arrivare a provare una leggera nausea per le rispettive piccole abitudini, prima di guardarsi con occhio non più amorevole ma giudicante e, soprattutto, prima che i loro due figli comprendessero di non essere una ragione sufficiente a tenere insieme i genitori. In fondo, accade sempre così, il sesso che da urgenza diventa fatica e l’amore che, semplicemente, se ne va dopo aver rappresentato tutto. Gaetano, da parte sua, avrebbe tirato avanti, si sarebbe adattato tentando di aggrapparsi alle piccole cose che li uniscono e, anche questo succede spesso, di provare a illudersi ancora.

I futuri coniugi si conoscono nel centro benessere in cui l’uomo spera di poter curare la sua colite e Delia fa la nutrizionista, proprio lei che era stata anoressica e, quindi, sa bene come il corpo può diventare un nemico e quanti siano i modi più nocivi con cui le persone cercano di colmare i buchi della loro anima rimpinzando, appunto, il corpo. Allo stesso modo, la vita ingurgita con voracità tutti gli amori, risputandone poi i rottami, quando ognuno di essi meriterebbe almeno il riconoscimento e la memoria dei momenti felici. Questo è fondamentale soprattutto se ci sono dei figli che hanno bisogno di sapere di essere nati da un amore vero, finché c’è stato, dei figli che a volte si teme di non essere in grado di accudire o salvare dai pericoli del mondo o dalla trasmissione dei geni del proprio fallimento.

Gaetano è uno sceneggiatore, quindi, ha spesso a che fare con il mondo degli artisti e della dissimulazione e, quando tocca a lui badare ai figli, non perde occasione di rimarcare il peso delle rinunce a cui la loro presenza lo costringe. Forse è questa la cosa più difficile da accettare per Delia, il fatto di doversi occupare, oltreché di due bambini, anche di un adolescente troppo cresciuto. Magari, se fossero riusciti a far passare ancora qualche anno, a far crescere un altro po’ i ragazzi, “Avrebbero potuto accettare serenamente la disfatta, come buona parte delle coppie sposate, diluirla nel tempo come il mutuo per la casa”, passare dal caldo, al tiepido e poi al freddo dei sentimenti, coi figli diventati gli orfani della loro coppia e quelli mai nati.

Se per Delia l’arrivo dei ragazzi ha rappresentato uno spartiacque, emotivamente ma anche lavorativamente, Gaetano non sembra cambiato granché: “Lo stesso sguardo disponibile a ogni negoziazione possibile pur di essere amato e accettato. Gli stessi imbrogli”. Era troppo per lei lasciare che la sua parte migliore morisse, si spegnesse come la sua curiosità e la creatività, nel lavoro, ad esempio, e persino in cucina, in cui i sapori erano oramai diventati quelli della noia. Così, un giorno ha fermato la sua vita, apparentemente protesa in avanti a seguire la crescita dei suoi figli, provando la sensazione di chi corre in avanti su un tapis roulant e, fermandosi all’improvviso, ricorda di essere su un nastro che, invece, trascina inesorabilmente indietro. E sempre più indietro si approda al passato remoto della propria famiglia d’origine, a quei genitori a cui si era giurato che non si sarebbe mai somigliati, a quei traumi e a quella “provenienza emotiva” che forse sarebbe stato meglio non rivelare di sé all’altro, creando una confidenza, un’intimità che, prima o poi, si sarebbe ritorta contro la coppia stessa.

Manca ormai la paura di perdersi, manca persino il senso di colpa per un tradimento, solo i figli, vittime inconsapevoli, danno un significato a un’unione spezzata, a una famiglia che in origine era composta di individui “con lo stesso odore addosso” che si spargono per la città o di momenti tutti insieme sotto le coperte in cui il tempo si ferma. La coppia di anziani al tavolo poco lontano, intanto, assiste ai loro battibecchi, all’atto finale di quell’amore, in fondo senza una ragione davvero importante che prevalga sulle altre, dal punto di vista di un amore diverso dal loro che ha saputo durare molto più a lungo e che pure sta terminando, anche se per motivi ben diversi. Si osservano per l’intera serata e, infine, fanno amicizia, raccontandosi brevemente le proprie vite, e si salutano con le parole del vecchio che spiega: “Nessuno si salva da solo”, fornendo lo spunto ideale nel trovare la soluzione per chiudere la loro storia ma senza perdere tutto.

Fiorella Ferrari

Margaret Mazzantini, Nessuno si salva da solo, Mondadori, 2019, Milano, p. 189, euro 7,00.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 20 marzo 2021 da in Libri, Narrativa, Recensioni con tag , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: