Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Melania G. Mazzucco, Sei come sei

Eva ha due padri che non potrebbero essere più diversi tra loro: Christian Gagliardi, divorziato, è un professore in carriera di letteratura latina cristiana, esperto di storia antica, biblista e filologo, mentre Giose (Giuseppe) Autunno, in arte Yuma, è cantante e musicista, attualmente in disgrazia. Esistono anche altre differenze sostanziali tra loro, poiché la patria potestà del primo è riconosciuta dalla legge e quella del secondo no e, soprattutto, Christian, a causa di un incidente in moto, non c’è più. Da quel giorno, in un solo istante, l’esistenza di una ragazzina di soli dodici anni viene completamente ribaltata e alle varie forme di bullismo e cyberbullismo, subite da sempre per via dei suoi natali che non prevedono due figure genitoriali canoniche, ora si aggiunge il fatto che entrambi i suoi padri sono spariti dalla propria esistenza, anche Giose a cui non è stato concesso nemmeno di tentare di dimostrare il suo ruolo nella vita di Eva, ora affidata agli zii.

La sofferenza della ragazzina, abbandonata dai suoi affetti più grandi, l’affidabile e colto Christian e l’eccentrico e creativo Giose, è talmente grande da spingerla a una fuga coraggiosa e disperata in seguito a un episodio di particolare gravità, avvenuto durante una gita scolastica tra lei e il suo compagno di classe Loris che aveva infierito, in modo più maldestro che cattivo, sulla sua particolare condizione famigliare. Eva si è sempre chiesta perché questa che per lei è una situazione assolutamente normale, la sola che abbia mai conosciuto, sia così disturbante per il resto del mondo. Le piace pensare di essere semplicemente nata dalla costola di un uomo, così come la prima donna cui sia stato dato il suo nome. Ad ogni modo, la sua fuga avrebbe dovuto condurla alla ricerca di un casale sui monti Sibillini, che non era nemmeno sicura di sapere dove esattamente si trovassero, sui quali si era rifugiato lo scorbutico autore di “Disadatto”, non a caso la canzone di maggiore successo composta da Giose, prima della crisi e dell’oblio.

Eva si è sempre fatta anche molte altre domande, in primo luogo, ovviamente, sulla propria nascita che, a sua volta, rimanda a questioni più complesse e delicate concernenti i diritti di un nascituro: cos’è che lo rende uguale agli altri e cosa diverso e, soprattutto, qual è il valore stesso della diversità: una tara o una risorsa? In secondo luogo si chiede come mai due uomini tanto diversi tra loro abbiano potuto innamorarsi a tal punto da sconvolgere e ricomporre le loro vite in una insieme: “Siamo diventati come strumenti musicali accordati sulla stessa tonalità. Io restavo la chitarra, e lui il pianoforte, ma suonavamo la stessa musica. La vita dell’uno orbitava intorno a quella dell’altro e ne traeva forza, e luce. Suppongo che l’amore sia questo”. Sempre insieme e alla medesima maniera, Christian il razionale e Giose l’emotivo, il primo con e il secondo senza un diaframma a tutela della propria verità di essere umano di fronte al resto del mondo, hanno lentamente imparato a percepire il trascorrere del tempo.

Ed è proprio il tempo a costituire il cardine simbolico del libro. Nell’incipit del romanzo, focalizzato in alternanza sui punti di vista di Eva, Christian e Giose, infatti, la ragazzina narra di uno storico quesito temporale attraverso le vicende di Dionigi il Piccolo che, tra il V e il VI secolo, tentò di calcolare la data della nascita di Cristo, commettendo un errore per incompletezza delle fonti, che però costituì la base su cui fu costruita l’intera cronologia del mondo cristiano. Questo è l’argomento attorno al quale ruota il libro a cui Christian stava lavorando prima dell’incidente, poiché tale errore di calcolo, che non aveva contemplato l’esistenza di un anno zero a precedere il I e a seguire il II dalla nascita di Cristo, avrebbe sottratto al calendario un lasso di tempo di circa sette anni, una dimensione temporale in cui Christian avrebbe voluto potersi rifugiare per sfuggire a un’epoca non ancora matura per accogliere una scelta di vita come la sua. Quella sull’anno zero costituisce una delle riflessioni filosofiche, storiche e artistiche, che caratterizzano la narrazione e che, seppure contestualizzate, a tratti l’appesantiscono, risultando non sempre ben amalgamate al resto.

Eva, invece, per poter salvare se stessa, ha bisogno di ripercorrere il tempo vissuto dai suoi padri, rifare l’itinerario geografico, sino in Armenia, e spirituale, verso i come e i perché della sua nascita, che li ha condotti al concepimento spirituale e poi fisico di una figlia. Tutto ciò, prima di concludere questo viaggio nello spazio e nel tempo e tornare a Milano, dove Giose non potrà che riconsegnare Eva ai suoi legittimi tutori, almeno per il momento, ma solo dopo il completamento di un percorso di rinascita per entrambi. Come in una sorta di anno zero, nascono, infatti, una figlia e un genitore, mai come adesso coraggiosamente e pienamente sé stessi.

Fiorella Ferrari

Melania G. Mazzucco, Sei come sei, Mondadori, Milano, 2019, p. 235, euro 6,00.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 23 settembre 2020 da in Libri, Narrativa, Recensioni.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: