Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Dario Giardi, La ragazza del faro

Julien sente che deve lasciare Parigi, rompere con il proprio lavoro di ricercatore, con la famiglia e gli amici, perché nemmeno i sogni riescono più a mitigare quel senso di soffocamento che ne permea il quotidiano. Per questo si rifugia in quella che viene comunemente chiamata “la terra dei fari” o degli “orizzonti”, come ama definirla il protagonista, ossia la costa bretone. Quella del borgo sperduto in cui va a vivere è una piccola comunità, appartenente a un popolo che descrive come riservato e contemplativo, in cui ogni persona e luogo rivestono un ruolo preciso all’interno di un ingranaggio rodato da tempo, del quale Julien entra a far parte grazie all’amicizia con la superficiale Nicole e poi con la creativa Cècile. Tra gli altri personaggi spicca Christophe che si potrebbe definire il suo “avvocato del diavolo”, suscitatore di continui battibecchi che ne mettono a nudo le più profonde debolezze.

Ma l’incontro inscritto nel suo destino sarà quello con Adèle (“Poi si voltò verso di me come una barca a vela persa tra le onde si trova costretta a virare perché investita da un vento forte capace di reciderne la rotta. Fu un tuffo nell’oceano”), timida e sensuale, con la freschezza di una bambina e la profondità di un saggio al tempo stesso. La ragazza è la figlia del guardiano del faro, anche se la loro automatizzazione e la collocazione di GPS sulle barche li ha ormai resi alla stregua di arnesi in disuso, relitti abbandonati in mezzo al mare. Allo stesso modo si era sentito anche Dominique, suo padre, che al proprio delicato compito aveva dedicato l’esistenza, ammalandosi di depressione quando aveva smesso di esercitare una professione che richiedeva competenze più a largo raggio di quanto si possa immaginare. Per questa ragione il sogno più grande di Adèle è fare in modo che i fari vengano riconosciuti come patrimonio storico-culturale, così da poter raccogliere i fondi necessari per il loro restauro.

Julien s’innamora all’istante della ragazza e sente di essere ricambiato, seppure con qualche incomprensibile reticenza, e inizia con lei un rapporto affollato, però, dei fantasmi di cui entrambi si fanno carico, e gravato da continui dubbi e ripensamenti, nuove sofferenze che si sommano a quelle passate. Tuttavia, grazie a questo, un fisico che aveva sino a quel momento vissuto la propria esistenza attraverso i libri, sta ora imparando a viverla senza diaframmi, con quel che ne sarebbe comportato, affrontando la sua paura più grande ossia che gli tocchi in sorte di vivere un altro “amore impossibile”, come già gli era capitato in passato, e il suo demone più feroce, la gelosia.

A temperarne l’animo inquieto c’è solo la presenza dell’oceano, per i pescatori simbolo di una sfida quotidiana come della consolazione del ritorno in porto: “I miei tormenti erano scomparsi davanti al grande universo di cielo e mare” o ne hanno tratto una tregua rigenerante, almeno sino a quando le circostanze rendono il suo rapporto con Adèle sempre più altalenante. Nella loro relazione, infatti, assumerà una rilevanza sempre maggiore la presenza di Cècile e il suo complesso legame con la ragazza, al punto da spingerlo ad adottare la soluzione prediletta a tutti i suoi problemi: la fuga. Tuttavia, questa volta il “profumo del mare, il canto dei gabbiani, le voci dei pescatori all’alba” tornano presto a blandirlo e a riportarlo nella terra dei fari, ma saranno in grado di salvarlo dalla sua debolezza più grande, l’orgoglio che rende “polvere” tutto ciò che tocca?

“La ragazza del faro” è il primo romanzo di Dario Giardi, ricercatore in campo energetico e ambientale ma anche fotografo e musicista, non nuovo alla scrittura in quanto autore di guide turistiche dedicate alla sua grande passione per l’arte e la cultura celtica, etrusca e romana. La narrazione, molto descrittiva per un’attitudine naturale, un po’ lenta e con pochi accadimenti, si configura come un lungo racconto realizzato con una scrittura semplice, delicata e poetica, con un sapore quasi d’altri tempi, che si avverte anche nei dialoghi. I caratteri dei vari personaggi, con i loro tormenti interiori e identitari, si rivelano durante la lettura manifestando la loro fragilità e una maturità mai giunta a completezza.

Una delle figure centrali del romanzo, incastonata in un paesaggio che si rivela partecipe della vicenda, è quella del faro che rappresenta le radici ma anche il futuro sognato da Adèle, il quale scandisce i tempi della storia tra i due giovani ed è il simbolo esteriore della loro solitudine interiore, dell’incapacità di creare solide basi per un rapporto interpersonale, di intravedere la luce della ragione tra le onde confuse dei sentimenti che possono condurre a finali inutilmente tragici. In ogni parte del romanzo, si avverte, soprattutto, il piacere di raccontare una storia covata troppo a lungo dentro.

Fiorella Ferrari

la-ragazza-del-faro-fronte

Dario Giardi, La ragazza del faro, Leone, Milano, 2014, p. 123, euro 6,00.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 7 agosto 2020 da in Libri, Narrativa, Recensioni con tag , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: