Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Doris Lessing, Gatti molto speciali

Il binomio gatti e letteratura non è cosa nuova. I felini hanno ispirato le pagine di numerosi autori, tra cui Poe e Baudelaire e ne scrive anche un premio Nobel come Doris Lessing, per la quale essi non costituiscono solo il tema di una nuova creazione letteraria, ma nel caso del libro a loro dedicato, “Gatti molto speciali”, diventano il mezzo scelto dalla scrittrice per raccontarsi umanamente e professionalmente. Infatti, grazie alle storie dei numerosi felini che hanno fatto parte della sua esistenza, vengono narrati gli spostamenti attraverso i tre differenti mondi della Persia, della Rhodesia e, infine, dell’Inghilterra, durante i quali la loro presenza ha rappresentato una costante, passando dalla vita in campagna con le sue dure leggi di selezione, naturale e non, a quella per essi artificiale di città.

A Teheran la scrittrice comprende quanto nel profondo possa radicarsi l’affetto per un gattino, una consapevolezza che rappresenterà la sua prima lezione di amore e poi di perdita, da cui scaturiranno, come spesso accade nell’infanzia, emozioni di tale intensità da rendere tutte quelle successive ripetizioni del medesimo dolore. Nella sua abitazione africana, invece, la voce “gatti” è compresa tra le incombenze casalinghe e, quindi, spetta a sua madre. La faccenda, assai più complessa di quanto si possa immaginare, considerata la quantità di esemplari tra gatti di casa, giovani, vecchi, malati, e i più pericolosi selvatici, con cui quotidianamente ha a che fare, si trasforma in una rogna tale da spingere la donna a un anno di risoluto sciopero. Le conseguenze sono felini ovunque: all’interno della fattoria, nei capanni attorno e nella boscaglia, a cui Doris ancora bambina e suo padre sono costretti a fare fronte da soli attraverso un vero e proprio traumatico olocausto.

Nella Londra degli anni sessanta la situazione muta radicalmente poiché in un ambiente cittadino la natura non può più imporre le sue esclusive leggi, così che il comportamento, le abitudini e anche l’alimentazione dei gatti, virano verso l’artificiosità, più o meno a seconda del tipo di abitazione, in un condominio oppure nelle case popolari con piccoli giardini e tetti abitabili per i felini dove, dopo varie peregrinazioni, si trasferirà la famiglia Lessing. Mentre la scrittrice diventa adulta, l’osservazione quasi scientifica del loro mondo la porterà a concludere come, al contrario degli abitanti umani di quei quartieri poveri, la loro adattabilità e la naturale propensione a trarre il meglio da ogni situazione, costituiscano per i gatti la principale possibilità di sopravvivenza.

All’interno di un’abitazione universo felino e umano giungono a compenetrarsi sino a un equilibrio che si raggiunge con tempo e pazienza e che, a causa di un qualsiasi evento esterno come un nuovo arrivo, una malattia, un viaggio, può essere nuovamente compromesso. Ci si relaziona l’un l’altro attraverso un infinito gioco di seduzione con i padroni di casa e una lotta di potere con i coinquilini alla pari, in nome della quale ogni arma è lecita: fascino, bellezza, astuzia, adoperati abilmente allo scopo di conquistare un privilegio in più. I gatti esprimono in maniera esemplare l’ingiustizia dei doni che la natura regala secondo il caso e che conferiscono potere senza merito a chi ne è stato beneficiato, spingendo colui che ne è privo ad un fine lavoro d’intelligenza, che si aguzza in proporzione alle difficoltà attraversate. Non è sempre facile capirsi poiché sarebbe necessario poter osservare con i loro occhi, capire ciò che vedono o sentono realmente, come percepiscono le cose e come le vivono, ad esempio, la maternità, prima curando le proprie creature e, giunto un momento prestabilito, dimenticandosene, o la caccia, utilizzando una comunicazione segreta con le altre specie viventi che ne scandisce le mosse.

Un racconto frammentato, scritto con indiscussa maestria, a raccontare di due mondi in parallelo, quello dei gatti, animali indecifrabili e mai completamente addomesticabili, vittime, anche per questo, di secolari pregiudizi e spesso di cattiveria e di violenza (“Quando si conoscono i gatti, quando si è passata una vita assieme ai gatti, quel che rimane è un fondo di sofferenza, un sentimento del tutto diverso da quel che si deve agli umani: un misto di dolore per la loro incapacità di difendersi, e di senso di colpa a nome di tutti noi”). I felini sono esseri misteriosi e buffi, aggressivi e fragili, indipendenti ma capaci di mostrare grande dedizione, per i quali ogni azione è frutto di una scelta e mai di un’imposizione, forti e schiavi al tempo stesso delle loro potenti arti seduttive, come gli umani. I rapporti con questi ultimi sono fatti di una sostanza cangiante e inafferrabile: si vive insieme ma, allo stesso tempo, ognuno ben radicato nei propri spazi essenziali, una coesistenza forse difficile da accettare per gli uomini sempre alla ricerca di compagni fedeli sino a che morte non li separi e anche oltre, eppure sana, rispettosa, priva di certezze ma fonte di una dialettica continua di pensieri e azioni, di uno scambio energetico che rigenera e, come una fotosintesi, assorbe energie negative e ne restituisce, moltiplicate, di positive.

Fiorella Ferrari

gatti molto speciali

Doris Lessing, Gatti molto speciali, Feltrinelli, Milano, 2018, p. 167, euro 9,90.

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Questa voce è stata pubblicata il 8 gennaio 2019 da in Classici, Libri, Narrativa, Recensioni con tag , , , .
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