Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Rachel Wells, Il gatto che aggiustava i cuori

Alfie aveva una casa, una padrona, Margaret, e anche una sorella maggiore, Ines, volata nel “Paradiso dei gatti” un po’ di tempo prima dell’anziana signora (poiché, se avesse potuto scegliere, probabilmente sarebbe stata quella anche la sua destinazione). Ora, però, è rimasto da solo perché Linda, la figlia di Margaret, ed il suo pragmatico marito non possono tenerlo assieme ai due cani di casa. Inoltre, il fatto di aver origliato il progetto dei coniugi di rinchiuderlo in un gattile lo ha reso, se possibile, ancora più triste di quanto già non fosse. Così, non c’è più scelta, è il momento di compiere il suo “balzo” nel vuoto.

Dopo aver a lungo vagato, spaurito e infreddolito, per le vie di Londra, Alfie approda in Edgar Road, con le sue villette a schiera immerse nel verde. Mentre inizia a guardarsi in giro, facendo anche qualche buona amicizia come quella con Tigre, inizia la ricerca di un nuovo padrone da cui farsi adottare ma, memore della dura esperienza appena attraversata, prende una decisione epocale nella sua piccola vita: per non ritrovarsi mai più da solo, stabilisce di procurarsi le attenzioni di più di un padrone: “Sappiamo cos’è l’amore, ma quando si tratta di romanticismo, conosciamo molto bene come vanno le cose nel mondo felino (…) Se gli umani non si fissassero a voler rimanere a tutti i costi con una sola persona scoprirebbero che la vita è un po’ più semplice”. L’unico problema è con quale criterio scegliere i nuovi ospiti?

“Mi stavo rendendo conto che ero propenso ad aiutare gli esseri umani che rispecchiavano i sentimenti vissuti da me in prima persona. L’attrazione era così forte che cercavo di fare il possibile per loro”. La sua prima scelta ricade, quindi, su Claire, in preda alla solitudine dopo essere stata lasciata dal fidanzato, mentre il secondo sarà Jonathan, in grado almeno di mascherare la propria, assieme alle sue frustrazioni, con il cinismo e, infine, Polly che non ha ancora trovato un modo per nascondere la sua fragilità ed il bisogno di protezione, proprio come la sua vicina e amica Franceska, priva di qualsiasi punto di riferimento e sicurezza dopo essersi trasferita assieme ai suoi bambini dalla Polonia.

Il fatto che siano loro la sua scelta, tuttavia, non significa che automaticamente anche i predestinati e, assieme a essi, le persone che ruotano attorno alle loro vite, siano disposti ad accogliere la presenza di un felino. Alfie, a ogni modo, provvisto ancora della medaglietta con inciso il suo nome e un numero a cui non risponderà più nessuno, riuscirà letteralmente a intrufolarsi nelle case dei suoi nuovi e ignari padroni, facendosi lentamente accettare grazie ai suoi particolari “superpoteri”.

“Ho imparato l’importanza della compassione nel modo più duro (…) so quanto sia fondamentale per la nostra sopravvivenza. Per tutti noi (…) Avrei accettato di buon grado di riunirmi a Margaret e Agnes, ma una parte di me voleva sopravvivere, continuare a vivere, ed era difficile da capire”. Con tali premesse, riuscirà ad “aggiustare” i cuori sofferenti dei suoi padroni? Di certo farà del suo meglio, ma non sarà affatto facile perché a muoverlo non è il semplice desiderio egoistico, del quale in genere e in modo profondamente ingiusto sono tacciati i gatti, di trovare una nuova e definitiva sistemazione, bensì la volontà vera di trasformare le proprie dolorose esperienze di vita in salvezza per qualcun altro, anche a costo di rimettercene una delle sue!

“Il gatto che aggiustava i cuori” di Rachel Wells, del quale esiste già il sequel, “Il gatto che insegnava a essere felici”, è un romanzo piacevole, probabilmente più adatto a un pubblico giovane ma che tocca anche temi più adulti come la depressione post partum, l’integrazione razziale e la violenza sulle donne, oltre, naturalmente, all’abbandono degli animali. Il tutto raccontato con un linguaggio molto semplice, com’è giusto che sia, attraverso il simpatico espediente narrativo del gatto protagonista e voce narrante, che trova misteriosamente sempre degli umani disposti a raccontare, e anche con dovizia di particolari, la loro vita ed i propri pensieri… a un gatto.

Lo avrei definito una gradevole favola buonista se non fosse che di Alfie ne ho uno in casa, pressoché identico, arrivato per sua iniziativa a riaggiustare più di un cuore attraversato dai buchi di qualche mancanza, solo che il mio non è né rosso come quello sulla copertina, né grigio come il protagonista del romanzo, ma nero come la pece, in barba a ogni secolare pregiudizio.

Fiorella Ferrari

Il gatto che aggiustava i cuori

Rachel Wells, Il gatto che aggiustava i cuori, Milano, Garzanti, 2016, p. 311, euro 9,90.

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Questa voce è stata pubblicata il 19 luglio 2018 da in Libri, Narrativa, Narrativa per ragazzi, Recensioni con tag , .
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