Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Shona MacLean, La vocazione di Alexander Seaton

Shona MacLean è una scrittrice nata e cresciuta in Scozia, laureata all’Università di Aberdeen con un dottorato ed un master alla Facoltà di Storia, sua profonda passione da sempre, in particolare, quella relativa alla propria terra d’origine, sfondo prediletto per i suoi libri. Tra questi vi è “La vocazione perduta di Alexander Seaton”, il primo di una serie di romanzi giallo-storici ambientati nel XVII secolo.

Le trame, l’approfondimento storico (tradizioni, cultura, usi e costumi, superstizioni), hanno permesso alle sue opere di ottenere premi e riconoscimenti in diversi concorsi letterari e la loro diffusione in molti paesi. L’insieme di tali elementi caratterizza anche questo primo libro della saga di Alexander Seaton, filosofo, teologo e aspirante ministro del culto presso la sua città, Banff, una carica che però gli verrà negata a causa di una colpa della quale l’uomo per primo non riesce a perdonarsi.

Tra borghi e castelli, coste rocciose e impervie, intrighi e inganni, si dipana una vicenda, forse un po’ lenta nella prima parte, ma che appassionerà il lettore fino all’ultimo capitolo. Il libro si apre, infatti, con una scena inquietante: in una sera di marzo del 1626, alcuni personaggi si aggirano per le strade di Banff, deserte per via del tempo burrascoso e dell’ora, spinti da motivi ben precisi dai quali scaturirà l’incipit del mistero, filo conduttore del romanzo, che ruota attorno ad un delitto. Sarà proprio Alexander, il giorno seguente, a ritrovare il corpo di Patrick Davidson, in un’aula della scuola nella quale insegna, restando sconvolto dalle condizioni in cui si trova il giovane, che lasciano pensare ad un omicidio, poi confermato dall’autopsia, per avvelenamento.

Il giallo vedrà coinvolti diversi abitanti della città e dei suoi dintorni, dei quali l’autrice delinea abilmente i caratteri: il “prevosto” ossia il presbitero, Walter Watt, il “balivo” ovvero il governatore della città, William Buchan, incaricato di mantenere l’ordine, lo “speziale” cioè il farmacista, presso il quale il giovane ucciso svolgeva apprendistato, e affascinanti e, a volte, misteriose figure femminili, come Helen, la prima moglie del prevosto ormai defunta, che riveste tuttavia un ruolo importante nella vicenda. Ci sono poi Madama Youngson, donna retta e buona, che ospita Alexander, Marion, la strana e sfortunata figlia dello speziale, Geleis Guild, la seconda moglie del prevosto, due prostitute, Mary e Janet Dawson, il dottor James Jaffray, sempre pronto ad aiutare i suoi concittadini e grande amico di Alexander. Interagendo tra loro nella narrazione, svelando progressivamente i lati oscuri del proprio animo, i personaggi si muovono all’interno di atmosfere caratterizzate da eventi storici, come la guerra religiosa tra cattolici e protestanti, ma anche intrise di fanatismo e superstizioni, come la cosiddetta “caccia alle streghe”. Molto diffusa all’epoca in Scozia, determinò la morte di molte giovani donne incolpevoli, spesso accusate solo da semplici dicerie che scatenavano le più violente e feroci reazioni da parte dei concittadini, finalmente liberi di dare sfogo ai loro più bassi istinti (“Gli abitanti di Banff erano diventati un’unica turbolenta massa di abiti anneriti, visi paonazzi e bavosi, bocche schiumanti di eccitazione, occhi che brillavano e lanciavano scintille per un desiderio che non proveniva da Dio”).

Seaton decide di indagare sulla morte del giovane Patrick e, nella sua ricerca della verità, non si fermerà davanti a nulla, affrontando pericoli di ogni genere, intraprendendo viaggi avventurosi, recandosi in luoghi selvaggi e incontrando avversari violentemente ostili oppure strani personaggi in grado di aiutarlo a fare luce su quei tragici fatti, incappando, infine, anche nella scoperta di segreti familiari che riguardano i propri genitori. I suoi progressi lo aiuteranno, oltre che a venire a capo dell’intricata vicenda e a fare giustizia, anche a riscattarsi dalla propria colpa, mentre il numero delle vittime aumenta e fermare l’assassino diventa la priorità assoluta.

Il lettore è accompagnato ad esaminare ogni indizio scoperto, ogni comportamento sospetto, a collegare eventi e notizie per giungere con il protagonista, tassello dopo tassello, alla ricostruzione dei fatti che hanno condotto ai delitti, delle oscure motivazioni che spingono alcuni esseri umani a rinnegare sé stessi al punto da togliere la vita a chi ha la sola colpa di ostacolare il conseguimento dei propri obiettivi.

Il linguaggio narrativo della MacLean rende particolarmente realistiche le descrizioni di luoghi e persone ed avvincenti i fatti sino ad un finale imprevedibile ed alla scoperta dell’“insospettabile” colpevole ben celato dietro la sua maschera di irreprensibilità.

Antonella Ferrari

La vocazione perduta

Shona MacLean, La vocazione di Alexander Seaton, Salani, Milano, 2008, p. 352, euro 16,80.

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Questa voce è stata pubblicata il 9 giugno 2018 da in Giallo, Libri, Narrativa, Recensioni, Storico con tag , , , , .
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