Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Isabel Allende, Oltre l’inverno

“Oltre l’inverno” è il nuovo romanzo di Isabel Allende, una storia diversa da quelle a cui la scrittrice ha abituato il vasto pubblico dei suoi lettori, lontana dalla saga famigliare, dalle ambientazioni esotiche e dall’affollamento di personaggi, ma coerente con il suo più recente tentativo, non sempre ben riuscito, di sperimentare nuovi generi letterari. La trama appare comunque ricca del consueto gusto per il narrare, del suo fine senso dell’umorismo e di alcuni dei suoi temi cardine come le violenze perpetrate dai regimi dittatoriali, le sofferenze patite dai migranti e la capacità tipicamente femminile di reinventarsi. Sono i temi della Allende migliore, narrati con il suo stile inconfondibile, leggero, godibile, mai crudo anche nelle descrizioni più difficili, forse una forma narrativa sviluppata per sopravvivere attraverso la scrittura alle tragiche vicende personali e storiche del suo paese, che rende Isabel Allende se stessa, non paragonabile ad altri scrittori in lingua spagnola, come lei caratterizzati dal cosiddetto “realismo magico”. Insomma, se la Allende fosse Marquez non sarebbe la Allende.

Questa volta la trama ruota attorno a tre personaggi: la cilena Lucia Maraz, professoressa invitata all’Università di New York, Richard Bowmaster, il suo scorbutico referente, ed Evelin Ortega, guatemalteca immigrata illegalmente, la cui auto viene tamponata da quest’ultimo durante una tempesta di neve. L’incidente dà avvio ad una vicenda che si presenta come un thriller ma che invece sfocerà nel surreale, cambiando le vite, apparentemente già segnate, dei tre protagonisti.

Lucia ha avuto due amori importanti: l’ex marito e Julián, una figlia, Daniela, che vive a Miami e un male sconfitto grazie alla sua tenacia ma anche all’aiuto della sua forte e anticonformista ragazza. Le traversie che hanno costellato la sua vita, come la fase delle violenze seguite al golpe di Pinochet, causa della sparizione del fratello Enrique, non hanno minato né la sua voglia di viverla, né quella di innamorarsi ancora, pur essendo orgogliosa dell’indipendenza raggiunta. Richard ha perso una moglie della quale non aveva compreso a fondo la fragilità ed una figlia, vittima della degenerazione del rapporto tra i due. Da quel momento si chiude in se stesso rischiando l’abbrutimento da alcool, ma viene salvato dall’amico Horacio che gli propone un posto di insegnante a New York, dove riuscirà a risalire lentamente la china e a riprendere le comunicazioni almeno con i suoi studenti, a cui insegnerà l’importanza dell’ordine e della razionalità contro le forze del caos e la complessità dell’universo. Evelin, invece, è l’unica sopravvissuta dei suoi fratelli alla mattanza di una banda, nota sia negli Stati Uniti che in Centro America per la sua specializzazione in estorsioni, sequestri, traffico di armi, droghe ed esseri umani, che conta circa settantamila adepti tra i quali il fratello maggiore della ragazza, che sarà il primo della famiglia a caderne vittima. Dopo una fuga disperata, organizzata dalla nonna per salvarla dal medesimo destino, Evelin riesce a raggiungere gli Stati Uniti, sistemandosi momentaneamente dalla madre Miriam, emigrata anni prima e diventata ormai per lei un’estranea, assieme alla sua nuova famiglia, e trovando successivamente un lavoro malpagato ma sicuro a Brooklin, presso la famiglia Leroy, composta dall’inquietante Frank, dalla bellissima e infelice Cheryl e dal piccolo Frankie, gravemente malato e costretto su una sedia a rotelle.

La ragazza gli si affeziona da subito e la vita in quella casa, pur resa difficile dai continui litigi tra i coniugi, dalla depressione di Cheryl, affrontata con abbondanti dosi di alcool e medicinali e dalle sofferenze del piccolo, tanto amato dalla madre quanto detestato dal padre, trova comunque un suo equilibrio, almeno sino a quello strano giorno in cui Evelin prende la Lexus del capofamiglia per recarsi in farmacia a cercare dei rimedi per soccorrere Cheryl, ferita e intontita dalle sostanze assunte dopo una lite particolarmente violenta con il marito. L’urto con l’auto di Richard danneggia il portabagagli della Lexus, rivelando che al suo interno vi si trova un cadavere. Evelin, terrorizzata dalla scoperta e consapevole di quello che sarebbe successo una volta che fossero stati scoperti in sequenza: la sparizione della macchina, il contenuto del bagagliaio e la sua presenza tutt’ora illegale nel paese, decide di rivolgersi all’unico nome che le viene in mente, quello scritto sul biglietto che le aveva consegnato il responsabile del tamponamento. Una volta raggiunta la sua abitazione, mentre Richard chiama in aiuto Lucia, sua vicina di casa oltre che collega, per cavare qualche informazione alla ragazzina balbettante e spaventata, viene lentamente a galla la sua storia. Tra dubbi e perplessità, una volta chiarita l’identità del cadavere, ossia Kathryn Brown, fisioterapista del bambino e sospetta amante di Frank, i due intraprendono un viaggio rocambolesco assieme a lei ed al cadavere, alla ricerca di una soluzione per aiutare Evelin, convinti da subito della sua buona fede.

Il fulcro della vicenda è l’amore tardivo tra i due protagonisti, segnati da vite difficili: Lucia, reduce da un matrimonio in cui aveva solo dato e da alcune relazioni importanti, tutte caratterizzate da quella che la madre Lena aveva definito “la sindrome dell’albero di Natale” ossia “la tendenza della figlia ad abbellire l’oggetto della sua fantasia con virtù inesistenti”; Richard, avviluppato nel suo bozzolo di sofferenza e sensi di colpa, a rigirarsi masochisticamente non in un dolore purificatorio ma punitivo. Come possono riuscire a toccarsi due corpi e due anime così piene di ferite, viaggiando insieme “Oltre l’inverno” delle loro vite e dei sentimenti? Richard si chiede se ciò che prova sia amore, se questa nuova emozione simile alla “sabbia calda di una spiaggia in pieno sole”, quindi alla speranza del prossimo ritorno dell’estate, sia “l’essenza dell’amore maturo”, che consiste nel perdere il controllo, dopo aver dedicato l’intera esistenza a cercare di mantenerlo, ed accettare infine l’incertezza. Per Lucia, dietro la quale si intravede la scrittrice alle prese con il suo ultimo amore, è invece più facile aprirsi nuovamente ai sentimenti poiché non ha mai perso realmente la speranza, credendo fermamente che “la vita si manifesta sempre, ma si manifesta meglio se non opponiamo resistenza” e che pensare che non vi siano imprevisti è la vera utopia perché “la vita non ci lascia in pace, prima o poi ci trova”. E se anche ne avesse avuto il dubbio, provata dalle ripetute delusioni, c’è sempre Daniela a ricordarle i suoi stessi insegnamenti: “Il cuore non si rompe come un uovo. E se anche fosse come un uovo, non è forse meglio romperlo per far sì che i sentimenti si spargano? E’ il prezzo per una vita ben vissuta”.

Fiorella Ferrari

 Oltre l'inverno.jpg

Isabel Allende, Oltre l’inverno, Feltrinelli, Milano, 2017, p. 297, euro 18,50.

2 commenti su “Isabel Allende, Oltre l’inverno

  1. MILANO ANGELO LUCA
    16 ottobre 2021

    La Allende sa come mantenere col fiato sospeso i suoi lettori grazie alle sue amate storie. Una scrittrice che non perde fascino con il passar del tempo

    Piace a 1 persona

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Questa voce è stata pubblicata il 12 aprile 2018 da in Giallo, Libri, Narrativa, Recensioni con tag , .
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