Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Antonio Russo, Stop allo stalking…come difendersi

Antonio Russo, autore del libro “Stop allo stalking … come difendersi”, di origine salentina, inizia la sua carriera professionale nell’Arma dei Carabinieri, presso la quale presta servizio per un ventennio, finché, costretto da motivi personali, abbandona l’attività che tanto lo appassiona e coinvolge per le difficili realtà sociali con le quali si ritrova a contatto. La sua esperienza, nelle sue complesse sfaccettature dai risvolti spesso drammatici, tocca, infatti, in profondità la sua sensibilità di uomo del nostro tempo, posto di fronte a casi umani di violenza e sopraffazione, di non rispetto per gli altri, anche e soprattutto in ambito familiare.

Dal 2009, l’anno in cui è stata approvata la legge anti-stalking, Russo prende consapevolezza della difficoltà applicativa di tale normativa: infatti, nonostante le misure stabilite, gli episodi di violenza e persecuzione non sono diminuiti ma, al contrario, risultano in continua crescita. Per questo motivo, l’autore decide d’intraprendere una sua personale e appassionata battaglia contro tali abusi, informandosi a fondo sull’argomento, seguendo numerosi corsi specialistici, organizzandone anche personalmente e, infine, pubblicando questo scritto, realizzato con un linguaggio chiaro e semplice, con l’obiettivo di aiutare le vittime di violenze a trovare un modo per arginarle.

Il libro si apre con un’introduzione che spiega e chiarisce cosa s’intenda per “stalking”: un fenomeno sociale ormai tristemente noto, che troppo di frequente porta alla ribalta della cronaca nera episodi di “femminicidio”, altro termine coniato, forse impropriamente, in tempi recenti per definire la brutale uccisione di donne da parte di compagni, fidanzati e mariti, nonché di ex coniugi.

Nel primo capitolo viene approfondito l’argomento, analizzando le diverse tipologie di “stalker”, il quale, quasi sempre, è un ex partner spinto da motivi “passionali”, e questa, come afferma l’autore, è la categoria più pericolosa: “lo stalker peggiore è quello passionale perché mette in atto nei confronti della vittima un comportamento crudele, manipolatorio ed abusante.”

Gli atteggiamenti persecutori ingenerano nelle vittime gravi stati d’ansia, paura per la propria incolumità e disorientamento per il conseguente mutamento di abitudini a fini di autoprotezione, insomma, stravolgono la vita di chi li subisce. C’è da rilevare come, purtroppo, nonostante la legge in vigore, non si faccia abbastanza per evitare che questi episodi sfocino in tragedie, e come non se ne comprenda la reale ampiezza poiché “lo stalking non è un fenomeno di razza, di età, di sesso né di condizioni socio-economiche, ma può riguardare varie tipologie di persone”.

Un primo mezzo di difesa per la vittima è rappresentato dall’ammonimento, un atto verbale con il quale il persecutore viene diffidato dal persistere nei suoi atteggiamenti minacciosi nonché avvisato di possibili conseguenze penali. Inoltre l’autore, con modalità espressiva chiara, sintetica ma esplicativa, definisce anche altre tipologie di stalking ovvero due modalità attraverso le quali può essere messo in atto, come il “cyberstalking”, una sorta di molestie di tipo informatico, e di “gaslighthing”, inteso come violenza psicologica che mira a far sentire la vittima sempre più confusa e insicura.

Il capitolo più interessante concerne le modalità di difesa che possono essere adottate da chi viene perseguitato: comportamenti cautelativi, atteggiamenti decisi, accortezze di vario genere, anche se, come afferma l’autore “Purtroppo, la vittima dovrebbe essere resa consapevole del fatto di essere responsabile della propria sicurezza in prima persona”. Ma ciò che emerge fondamentalmente dall’analisi di Antonio Russo è che occorrerebbe in primis sostenere sia legalmente, sia psicologicamente, sia, infine, socialmente, le donne alle quali occorre protezione e difesa, in modo che denuncino di più e che le denunce siano più efficaci.

Nell’ultima parte del libro l’autore, dopo aver presentato la testimonianza di una vittima che ha richiesto la sua consulenza, introduce il discorso dei cosiddetti “social network”, i quali, se da una parte possono fornire un ulteriore ed efficace canale persecutorio agli stalker, potrebbero altresì dimostrarsi strumenti molto validi per “sostenere le campagne antiviolenza, testimoniare, diffondere in tutto il mondo”. Soprattutto, occorre promuovere la cultura della denuncia e ciò potrebbe essere più agevole da realizzare utilizzando come tramite proprio il web.

In conclusione, il libro di Antonio Russo può essere interpretato come una “mini guida veloce”, corredata di indicazioni relative agli aspetti legali ed a suggerimenti necessari per proteggersi e, finalmente, limitare questo preoccupante fenomeno dei nostri giorni che è lo stalking. L‘informazione diventa essenziale non solo per chi subisce le violenze ma anche per chi si trova nell’ambiente familiare e sociale delle vittime, che potrebbe essere di sostegno pratico o psicologico nel delicato momento della denuncia, e per l’opinione pubblica in generale poiché, come viene riportato nella quarta di copertina: “Ciò che più spaventa non è la violenza, è l’indifferenza dell’individuo davanti a tali crimini”.

 Antonella Ferrari

stopallostalking

Antonio Russo, Stop allo stalking…come difendersi, 2016, pag. 46, euro 10,00 (print on demand)

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Questa voce è stata pubblicata il 19 giugno 2017 da in Attualità, Libri, Recensioni.
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