Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Renata Sonia Corossi, Nina

Il lungo racconto di Renata Sonia Corossi, “Nina”, con Illustrazioni di Styve Kavayirwe, narra le vicende di tre donne appartenenti ad una famiglia milanese, ambientate in un periodo compreso tra il 1939 ed il 1945. Sono anni difficili, soprattutto per le donne sole, in cui anche la mera sopravvivenza rappresenta un’ardua impresa per la quale occorre armarsi di coraggio, compiere enormi sacrifici e troppo spesso scendere a compromessi.

Il racconto si apre con l’immagine di Nina, tredicenne dai tratti vagamente orientali, intenta a progettare una nuova avventura assieme alle amiche: Marzia, sua compagna di classe e figlia maggiore di sette fratelli, e Gilda, di famiglia benestante, con le quali, nonostante le profonde diversità, forma un trio affiatatissimo e inseparabile. Con un linguaggio ed espressioni di una delicatezza d’altri tempi, la narrazione scorre agilmente mentre l’autrice tratteggia le figure delle tre amiche e soprattutto delle protagoniste: una mamma, Egidia, sarta e ragazza madre, e le sue due figlie, la timida ma determinata Nina e la più grande e sveglia Liliana, ognuna con la propria storia personale ed il proprio carattere e, conseguentemente, un differente modo di affrontare la vita nelle sue salite più erte. Egidia, ad esempio, incarna la figura della donna forte e dignitosa, nonostante la sua situazione, ed è l’emblema del coraggio e dello spirito di sacrificio per il bene delle figlie. L’unico maschio della famiglia, Riccardo, è partito per la guerra e da tempo non se ne hanno più notizie.

Nel racconto le storie delle tre donne s’intrecciano in destini che potrebbero giungere a somigliarsi. Quello di Egidia, oggi cinquantenne, è segnato dall’amore scandaloso per Guido, un musicista sposato e padre di quattro figli (“dopo il loro primo, breve incontro, si erano fusi in un unico respiro”), per il quale ha accettato una vita di stenti, compensata dalla fierezza per la propria indipendenza e ribellione al perbenismo dell’epoca. Anche la sorella maggiore di Egidia, Antonina (la prima “Nina” della famiglia), un’attrice, vive assieme ad un uomo molto più grande con un figlio quasi della sua età (“ogni passo della nostra vita fa bene a qualcuno e male a qualcun altro”). Il padre delle due ragazze è Vincenzo, un maestro di banda poi diventato direttore d’orchestra del Teatro alla Scala di Milano, amico di Mascagni e Sonzogno, preoccupato, così come la moglie, delle scelte di vita delle sue figlie (si tormenta Egidia: “Come potrò rimanere per l’uno figlia fedele e sincera, e per l’altro amante segreta?”).

Liliana e Nina, invece, terminata la scuola, ricevono la visita del sarto Ventura, un amico della mamma, che offre alla prima la possibilità di lavorare come aiuto segretaria nel proprio atelier. L’uomo presenta poi alle altre donne il suo amico Giovanni Bussetti, detto Nannì, anche lui un sarto di grande livello in terra francese, intenzionato a farsi conoscere anche a Milano, il quale chiede a Nina di accompagnarlo ad un importante ricevimento, indossando per l’occasione un suo modello, che sarebbe così diventato il proprio biglietto da visita. In un primo momento, entrambe si riveleranno insofferenti alle rispettive professioni, Liliana per la ripetitività della vita impiegatizia e Nina per le costrizioni di quella da modella. Il seguito è tutto da leggere: quale sarà il destino che il corso delle loro esistenze mescolato alle scelte compiute contribuiranno a costruire?

Intanto, sullo sfondo, infuria la guerra con i disagi e le crudeltà dei tempi, scandite dal suono delle sirene del coprifuoco e dal terrore di non ritrovare più la propria casa una volta fuori dal rifugio antiaereo, in una città “dove ormai la desolazione ed il nero delle cose bruciate prevale” ed “un piccolo germoglio più che annunciare la primavera, annuncia la speranza”. E la speranza domina la conclusione del racconto, sotto forma di una soluzione inaspettata per tutta la famiglia, intanto allargata, forse non il classico lieto fine poiché “non solo le città sono distrutte, sono distrutti tanti sogni” ma certamente quanto basta per ritrovare un po’ di serenità, nonostante tutto, nonostante questa guerra degli uomini contro gli uomini e delle convenzioni contro i sentimenti.

Renata Sonia Corossi è una signora poco più che settantenne, determinata a trascorrere la sua vecchiaia “scrivendo piccoli racconti, veloci, leggeri” perché convinta che “in un mondo che va sempre di più affondando in notizie allarmanti, occorra, attraverso le cose semplici, trovare un cielo azzurro”. I primi quattro sono inclusi nella collana “Una Vita da Amare”, in quelli che seguono, invece, viene delineata, con salti temporali, la vita di Rachele, un personaggio a cui l’autrice è molto legata. In generale, i suoi racconti ripercorrono le tappe della sua biografia, dalla nascita “all’ombra della Madonnina” durante la guerra agli studi rimasti incompiuti per “scarsa stima” di se stessa, dal suo primo amore un po’ fuori dalle righe al legame con il marito che la lascia vedova troppo presto con quattro figli. Diventa facile comprendere la scelta, su uno sfondo di paesaggi ameni in contrasto con l’epoca storica, delle storie narrate, vicende di donne forti che le assomigliano.

Antonella Ferrari

NIna

Renata Sonia Corossi, Nina, ilmiolibroselfpublishing, 2015, ebook e EPUB, euro 5,99.

 

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Questa voce è stata pubblicata il 29 Maggio 2017 da in Libri, Narrativa, Racconti, Recensioni con tag , .
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