Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Carlos Ruiz Zafón, Il labirinto degli spiriti

Con “Il labirinto degli spiriti” Carlos Ruiz Zafón chiude la monumentale tetralogia de “Il cimitero dei libri dimenticati”, che comprende: “L’ombra del vento”, “Il gioco dell’angelo” e “Il prigioniero del cielo” (pubblicati in Italia rispettivamente nel 2004, nel 2008 e nel 2011).

Sono trascorsi molti anni da quando Daniel Sempere, all’epoca decenne, viene accompagnato dal padre Juan all’ingresso del Cimitero, dove spesso il ragazzo, ormai marito e padre, torna in sogno, come se il segreto della sua infanzia e della morte in circostanze misteriose della madre Isabella Gispert, risiedesse nel gorgo dei suoi infiniti corridoi: “Una spirale di scalinate, tunnel, ponti e archi intrecciati in una città eterna costruita con tutti i libri del mondo” che “s’innalzava verso un’immensa cupola di vetro”. Ed è proprio in quel luogo senza tempo, che, una notte, Daniel rivede in sogno la madre mentre “giaceva inerte nel riposo assoluto delle cose morte e delle anime perse”, che, all’improvviso, riapre gli occhi solo per dirgli: “Devi raccontare la verità, Daniel”.

Questo è l’incipit del romanzo, in cui si rincontreranno tutti i personaggi dei precedenti, come i membri della famiglia Sempere, tra i quali Juliàn, il figlio di Daniel e Beatriz, introdotto anche lui nel Cimitero da suo padre, che diventerà uomo nel corso del romanzo. Si ritroverà anche un altro Juliàn che di cognome fa Carax, la cui vita risulta, sin dal primo volume della tetralogia, strettamente intrecciata a quella di Daniel, e che si ricorderà come il misterioso autore del libro “scelto” da Daniel o da cui “venne scelto”, come sempre accade in quel luogo denso di misteri, in cui i libri possiedono un’anima multiforme fatta di quelle mescolate degli autori e dei loro lettori, le cui energie si sommano conferendo potere e vita ai libri stessi. Sempre sullo sfondo di una Barcellona fumosa e stregata, anch’essa entità vivente, ricompare Fermìn Romero de Torres, l’ometto nasuto dal godereccio senso dell’umorismo, un tempo ricoperto di stracci e sofferenze legate alla prigionia nel carcere del Montjuic ed al feroce ispettore Fumero. Al medesimo luogo sono congiunti i destini dello scrittore David Martin e del suo ex compagno di cella Salgado, entrambi fatti selvaggiamente torturare da Mauricio Valls, il direttore della prigione.

Ma la narrazione non è caratterizzata solo da vecchie conoscenze bensì da svariati nuovi personaggi come Alicia Gris, una creatura notturna: arguta, determinata, coraggiosa, sopravvissuta ad un passato di ferite corporali e psicologiche che, in qualche modo, la legano a Fermìn, ed altri che le ruotano attorno come il suo tenebroso e ambiguo capo Leandro, che l’aveva salvata da un destino senza speranza e le aveva dato un mestiere. E’ quest’ultimo ad affidare ad Alicia ed al capitano Juan Manuel Vargas l’incarico di ritrovare il ministro Valls, scomparso a Madrid durante un ballo in maschera organizzato in suo onore, a cui avrebbe dovuto partecipare con la figlia Mercedes. La chiave di volta per il ritrovamento dell’uomo sembra essere un libro, “Il labirinto degli spiriti. Ariadna e il Principe Scarlatto” di Victor Mataix, scoperto dalla coppia d’investigatori in un recesso della sua scrivania, grazie al quale arriveranno a svelare l’atroce destino riservato al politico: patire le medesime sofferenze dei suoi condannati. Ma chi e perché ha voluto questo? Il contributo di Alicia sarà essenziale anche per la risoluzione del mistero che avvolge Daniel e che da sempre ne tormenta la vita e l’indole tranquilla, anche se per ottenerla la donna sarà costretta a mettere in gioco tutta se stessa, arrivando a scavare nel marciume e nel sangue delle viscere malate del Regime, rimestando nei suoi segreti più torbidi.

Lo stesso Zafón racconta in un’intervista che “Il primo libro è un romanzo di formazione, il secondo un monologo sulla follia, il terzo un’avventura picaresca”, aggiungendo di aver utilizzato, per la sua conclusione, “l’espediente del noir, il romanzo poliziesco”, in una struttura “ingegneristica” perfettamente organizzata, che segna l’abbandono del precedente realismo magico. Lo scrittore rivela anche come Carax rappresenti una caricatura di se stesso, Fermìn appaia “un piccolo diavolo” evocato e ormai difficile da scacciare dalla mente e Alicia sia una probabile protagonista di romanzi futuri. Il linguaggio narrativo dell’autore, qui come nei libri precedenti, “annodava le parole con saldatura da orafo e trascinava gli occhi in una lettura di timbri e colori che disegnavano nella mente un teatro d’ombre”, per utilizzare le parole che Alicia spende nei confronti del libro di Mataix e che sembrano calzare a pennello anche per Zafón. Quindi, forse si tratta di una scrittura un po’ manierata, quasi ottocentesca, che potrebbe attenuare, come spesso accade quando prevale lo stile, le emozioni, ma che in realtà si addice perfettamente alla vicenda ed alle sue ambientazioni.

Un grande spazio è poi riservato ad Isabella che racconta, in una lunga lettera della quale nessuno aveva mai saputo l’esistenza, la storia della sua famiglia, la sua indole di bastian contraria, il suo incontro con David Martin (“Ci si innamora davvero soltanto quando non ci si rende conto che lo si sta facendo”) ed il suo apprendistato come scrittrice (“in letteratura esiste soltanto un vero tema: non ciò che si narra ma come lo si narra”) ma senza futuro (“quella dello scrittore è una professione che bisogna imparare, ma che è impossibile insegnare”). Infine, dopo una serie di errori di crescente gravità (“Le speranze le hanno le persone, ma i destini li distribuisce il diavolo”), narra del suo matrimonio con Juan Sempere e della nascita di Daniel, scoprendo che “A questo mondo nessuno è felice gratis, neanche per un istante”.

La storia della madre risponde finalmente a tutte le domande che avevano reso l’infanzia di Daniel “un mondo di assenze e silenzi” ed il resto della sua vita un cammino tranquillo ma venato d’inquietudine, con un demone silente riposto nell’animo e pronto a rialzarsi in cerca di vendetta. Cosa farà l’uomo? Si lascerà sedurre dal proprio impulso interiore oppure riuscirà a farsi forza attraverso l’uomo che, nonostante tutto e grazie alla sua famiglia ed all’amicizia di Fermìn, è riuscito a diventare? “A volte, quando gli dèi non guardano e il destino si perde lungo la strada, perfino la brava gente ha un po’ di fortuna nella vita”.

Qual è la conclusione del nuovo romanzo di Zafón con le sue oltre ottocento pagine? E sempre che sia una scelta azzeccata quella di fornire una risposta a tutto nell’ambito di una narrativa contemporanea che si fa vanto dell’incompiuto. “Una storia non ha principio né fine, soltanto porte d’ingresso” ed è proprio questo il concetto cardine della tetralogia, costruita con la medesima struttura del Cimitero dei libri dimenticati: una spirale di storie, con collegamenti diretti, indiretti e intrecciati, che si snodano sullo sfondo di una città eterna fatta d’arte e d’anime, che s’innalza verso l’immensa cupola del cielo sopra Barcellona. L’epilogo verrà narrato attraverso un progetto complesso elaborato da uno dei protagonisti principali: “Così come la sognavo, la storia sarebbe stata divisa in quattro tomi interconnessi che sarebbero diventati porte d’ingresso a un labirinto di storie. A mano a mano che si fosse addentrato in quelle pagine, il lettore avrebbe sentito che il racconto si assemblava come una matrioska in cui ogni trama ed ogni personaggio conduceva a un altro e questo, a sua volta, a un altro ancora e così via”, fino a che anche l’ultima tessera del mosaico non sarà stata ritrovata e sistemata. Quattro libri che sono entità distinte ma che sarebbe consigliabile leggere in successione.

Intanto, una nuova mano infantile, sullo sfondo di una Barcellona meno spettrale e più moderna, tiene stretta quella del proprio padre alla volta di un segreto che si trasmette ancora di generazione in generazione…

Fiorella Ferrari

Il labirinto degli spiriti

Carlos Ruiz Zafón, Il labirinto degli spiriti, Mondadori, Milano, 2016, pag. 819, euro 23,00.

2 commenti su “Carlos Ruiz Zafón, Il labirinto degli spiriti

  1. Alessandro
    17 aprile 2020

    Ho letto i quattro libri e premesso che mi sono piaciuti molto mi hanno lasciato con una serie di domande e dubbi che il suo commento alla tetralogia non ha fatto altro che alimentare. Per esempio cita Andreas Corelli come diavolo privato di Julian Carax quando a me risulta essere di David Martin. L ultimo libro sembra essere la soluzione di tutti gli intrecci ma mischia ulteriormente le carte smentendo fatti narrati nei libri precedenti tipo la paternità di Daniel e altri aspetti lasciati cadere nel nulla.
    Dovevo considerarli io romanzi a se stanti con solo l utilizzo degli stessi personaggi o c è un filo narrativo congiunto ?

    Piace a 1 persona

    • FioreAnto
      17 aprile 2020

      Grazie per il tuo commento e la segnalazione di un’inesattezza che, effettivamente, ci era sfuggita.
      La lettura del bellissimo romanzo di Zafon risale a diversi anni fa, ma ricordo la difficoltà nel seguire una trama a dir poco labirintica, che si snoda per ben quattro romanzi, lasciando non poche perplessità circa la coerenza dell’insieme. Zafon stesso precisa all’inizio che i suoi libri possono essere letti in sé stessi e in sequenza, ma, anche se non tutto si riallaccia alla perfezione, io consiglio senz’altro la loro lettura nella corretta sequenza temporale. Un saluto!

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 8 Maggio 2017 da in Libri, Mistery, Narrativa, Noir, Recensioni con tag , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: