Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Karin Fossum, La ragazza del lago

La tradizione letteraria nordica è notoriamente ricca di scrittori amanti del genere poliziesco come: Hakan Nesser, Henning Mankell, Leif Persson, Anne Holt, Camilla Läckberg, Liza Marklund, e appassionati soprattutto delle serie, come Stieg Larsson, l’autore della celebre trilogia “Millennium”. Tra essi si può a buon diritto aggiungere Karin Fossum, la cui carriera letteraria è iniziata a soli vent’anni in un altro campo, quello della poesia, con la pubblicazione di una raccolta nel 1974, proseguendo nell’ambito della narrativa con alcuni racconti ma raggiungendo il successo con il romanzo e, in particolare, con una serie di thriller che hanno per protagonista il commissario Konrad Sejer.

“L’occhio di Eva” ne rappresenta il primo libro ma l’opera che gli ha permesso di vincere nel 1996 il premio “Chiave di vetro”, assegnato ai migliori romanzi scandinavi, è il successivo dal titolo “La ragazza del lago – Lo sguardo di uno sconosciuto”, da cui nel 2007 è stato tratto un film con Toni Servillo e Valeria Golino, che ha riscosso un notevole successo di critica e di pubblico.

La vicenda parte dalla scomparsa di una bimba di sei anni, Raghnild Elise, da un piccolo villaggio situato sulla costa norvegese, un evento che accade in parallelo con l’altra tragica sparizione di una ragazza, avvenuta sempre nei dintorni del paesino, presso un lago situato all’interno di in un bosco. Due crimini, quindi, forse collegati tra loro o forse no, come nello stile tipico del poliziesco nordico, in cui da subito compaiono tutti gli elementi per coinvolgere il lettore all’interno di intricate storie di delitti e misteri.

Nel dipanarsi del racconto, si imparano a conoscere i diversi personaggi ben tratteggiati dall’autrice nelle loro peculiarità caratteriali e comportamentali: in primo luogo, la figura dell’ispettore Sejer, giunto da Oslo sul posto per indagare, scoperchiando il vaso dei segreti inconfessabili della piccola comunità, la signora Album, mamma della piccola sparita, Raymond, un disabile che diviene il primo sospettato, gli assistenti del commissario, Karlsen ed il giovane agente Jacob Skarre, che lo supportano nelle indagini e, nell’ambito di quella relativa al secondo caso, rivestono dei ruoli chiave anche alcuni abitanti del villaggio.

La trama assume spesso dei risvolti psicologici, evidenziati nei fatti piuttosto che nelle descrizioni oppure attraverso i personaggi più tormentati come il giovane Halvor, dal passato difficile, che ha dei legami con la ragazza uccisa, Axel Bjork, un ex poliziotto, Magne Jonas, il tipico bullo del villaggio che fa uso di anabolizzanti, e lo stesso Raymond con suo padre, tutti possibili sospettati dell’omicidio della quindicenne Annie, “la ragazza del lago”, sparita mentre si recava dalla compagna di classe Anette.

Risolto inaspettatamente in fretta il giallo della scomparsa della piccola Raghnild, Sejer si dedicherà, con la medesima arguzia e solerzia, alle indagini relative al caso parallelo, cercando un contatto anche “mentale” con i vari possibili autori del crimine. Il commissario interroga più volte i familiari di Annie, la madre, il suo compagno Holland e la sorella Solvi, entrando anche nelle delicate dinamiche che regolano i loro rapporti. La narrazione si intreccia poi, a tratti, con le vicende personali di Sejer che, nonostante una situazione familiare ugualmente caratterizzata dal lutto e dal dolore, prosegue caparbiamente nelle indagini, giungendo ad altre scoperte piuttosto inquietanti collegate alla sparizione. Tra queste, emerge un episodio di dubbia interpretazione risalente a molto tempo prima, che vede coinvolti altri abitanti del villaggio, come i signori Johns, che celano anch’essi un terribile segreto e un altro ragazzo, Thorbjorn Haugen, che aveva inizialmente partecipato alle ricerche di Raghnild. Tutti loro, in qualche modo, avevano avuto contatti con la ragazza uccisa.

E’ un poliziesco che sconfina nel thriller psicologico, la cui trama porta il lettore a seguire i percorsi mentali del commissario Sejer che, con la sua solita perspicacia investigativa, giunge alla risoluzione del caso ed alla scoperta di un colpevole che non sorprende più di tanto, non per una pecca del romanzo ma per una caratteristica intrinseca del genere di appartenenza, che, diversamente dal giallo, privilegia l’indagine, con annessi e connessi (rilevamenti della scientifica, autopsie, interrogatori), sullo svelamento finale. Anche se, in questo caso, il finale vero e proprio del romanzo lascia piuttosto sgomenti.

Completano un giudizio senz’altro positivo una sintassi fluida, la perfetta concatenazione degli eventi ed un’efficace capacità descrittiva che mette a confronto la bellezza della natura con la crudeltà di quella umana, come nella scena del ritrovamento della ragazza sulla riva del lago, definito dall’autrice “uno stagno liscio come uno specchio, che per dimensione assomigliava piuttosto a una grande pozza”. Sulle sue sponde la ragazza “giaceva sul fianco, in posizione quasi fetale, le braccia raccolte sul petto e le ginocchia rialzate”, osservata da un Sejer scioccato e quasi ipnotizzato: “posò nuovamente lo sguardo sulla giovane, su quel corpo bianco accanto all’acqua nera circondata di abeti scuri. Non c’era nulla di violento in quella scena; vi aleggiava, anzi, un’atmosfera placida”.

L’ultimo protagonista è la patologia mentale, un altro punto comune ai romanzi appartenenti al poliziesco nordico, nei quali psicosi non curate o addirittura passate inosservate diventano la causa scatenante di delitti efferati, molto più della violenza determinata dalla povertà, dal disagio sociale o dal degrado ed anche se la psicosi stessa può nascere da queste problematiche, è pur vero che più spesso essa ha radici antiche nel passato remoto dell’individuo.  

Dunque, come si è detto, è un libro in grado di riunire i gusti degli amanti di più generi e sottogeneri letterari: dal poliziesco (del sottotipo nordico) al thriller (del sottogenere psicologico) e, anche per questo, da consigliare.

Antonella Ferrari

La ragazza del lago

 Karin Fossum, La ragazza del lago, Sperling e Kupfer, Milano, 2012, p. 304, euro 9,50.

 

 

 

 

3 commenti su “Karin Fossum, La ragazza del lago

  1. wwayne
    30 Maggio 2016

    A proposito di polizieschi, ti consiglio caldamente questo libro: http://www.fratinieditore.it/format.html. Mi ha tenuto incollato dalla prima all’ultima pagina.

    "Mi piace"

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Questa voce è stata pubblicata il 9 Maggio 2016 da in Libri, Narrativa, Poliziesco, Recensioni, Thriller con tag , .
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