Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Glenn Cooper, Il Libro delle Anime

A volte, ad esordi caratterizzati da un grande impatto di pubblico non corrisponde una carriera altrettanto esaltante ma non è questo il caso di Glenn Cooper, uno dei più noti scrittori di mistery-thriller, autore de “La Biblioteca dei morti” e di una serie ininterrotta di best-sellers tradotti e venduti in tutto il mondo.

La sua attività letteraria inizia dopo aver conseguito due prestigiose lauree ad Harvard in Archeologia e Medicina ed essersi dedicato ad altre attività tra le quali quella di sceneggiatore e produttore cinematografico. I suoi romanzi narrano in modo coinvolgente storie avvolte nel mistero e cariche di suspense fino all’ultima pagina, in un crescendo di interesse e attesa da parte di un pubblico di lettori ormai affezionati.

Uno dei suoi più noti successi è “Il libro delle anime”, continuazione naturale del citato “La biblioteca dei morti”, la cui lettura è essenziale per comprenderne appieno il sequel. La narrazione ha inizio nel prologo, in una Casa d’Aste di Londra, il cui Direttore, Toby Parfitt, esaminando il contenuto di una cassa colma di libri antichi, il lotto 113, scopre un manoscritto particolare che reca la trascrizione di un centinaio di nomi e date. Il codice, in pergamena di altissima qualità, sembrerebbe un registro anagrafico risalente al 1527, e Toby se ne sente stranamente attratto perché “aveva avvertito una sorta di contatto spirituale con quell’oggetto inanimato…”.

Come protagonista ritroviamo Will Piper, per vent’anni agente dell’F.B.I. con mansioni di alta responsabilità, che, a causa di un incarico particolarmente delicato e pericoloso, si ritrova senza lavoro e in preda al vizio dell’alcol, un tunnel oscuro dal quale riesce ad uscire grazie all’aiuto di Nancy, ex collega e sua seconda moglie, dalla quale ha avuto un bambino. Una mattina, mentre fa jogging, nota un Caravan bianco nei dintorni di casa che, considerati i suoi precedenti lavorativi ad alto rischio, gli suscita una certa apprensione e al tempo stesso la curiosità di capire se quel mezzo si trova lì apposta per lui. La presenza di due uomini anziani al suo interno acuisce i suoi sospetti, così, decide di fare una segnalazione a dei poliziotti di passaggio perché facciano un controllo ma, ben presto, saranno i misteriosi occupanti del mezzo a contattarlo per un incontro. Will acconsente poiché prevale in lui l’istinto investigativo che per anni lo ha guidato nelle indagini più complesse e, salito sul camper, fa la conoscenza di Spence e Kenyon, due strani personaggi con cui scopre di condividere esperienze “top secret” in zone come il Nevada, dove è ubicata la famigerata “Area 51”, sede di misteriose attività della Marina statunitense.

Nello sviluppo della trama l’autore, col suo caratteristico linguaggio scorrevole e avvincente, introduce il lettore in un mondo di intrighi e misteri che coinvolgono nientemeno che la CIA, l’Inghilterra e, appunto, l’Area 51, nella quale viene secretata una scoperta inquietante fatta nell’isola di Wigth, in Inghilterra, presso l’Antica Abbazia di Vectis. Will viene messo a conoscenza dei fatti dai due uomini che lo avevano contattato poiché, proprio a causa del suo precedente incarico, è a conoscenza di un segreto legato ad una enigmatica Biblioteca ritrovata proprio su quell’isola e in quell’Abbazia. Il mistero si riallaccia al manoscritto dal contenuto incredibile, pervenuto a Toby nella Casa d’Aste.

Prima di giungere alla sua ultima destinazione, il precedente proprietario del libro era stato Lord Cantwell, nella cui dimora con annessa biblioteca si ritroverà successivamente ad investigare Will con l’aiuto di un nuovo personaggio, Isabelle, la nipote del vecchio Lord. Questa ricerca porta i protagonisti a compiere alcuni tuffi in un passato piuttosto remoto ovvero proprio nella Parigi del 1527, dove un antenato dell’uomo, Edward Cantwell, studente di teologia, aveva scoperto il prezioso codice per la prima volta e lo aveva trasferito nella Biblioteca della magione di famiglia.

Man mano che si procede in una lettura che, rispetto al romanzo precedente è forse meno suggestiva ma ha un ritmo più incalzante, si viene a ricostruire la storia del famigerato manoscritto la cui origine risulta molto più antica di quanto potesse sembrare. Infatti, i due scoprono l’esistenza del cosiddetto “Ordine dei Nomi”, i custodi della Biblioteca dell’antica Abbazia di Vectis, al cui interno esiste una “Sala degli Scrivani” ossia una serie di strani individui con gli occhi azzurri ed i capelli rossi, che per generazioni avevano continuato a compilare, in modo autistico e senza avere altro scopo nella vita, volumi su volumi di quella che era stata denominata “La biblioteca dei nomi”, alla quale apparteneva il volume del lotto 113. Redatti tra il 782 ed il 1297, essi contenevano tutte le date di nascita e di morte dell’intera umanità, con poche eccezioni rappresentate dagli OLO, acronimo per “Oltre l’Orizzonte” (la categoria a cui appartiene proprio Will Piper), sino al 1297 (l’annunciata fine dei tempi?).

L’aspetto più interessante della narrazione è la continua passeggiata nel tempo e nello spazio, attraverso scenari e fatti che si intersecano e completano fra loro, costringendo il lettore a mantenere salda la sua attenzione per non perdersi i passaggi tra le diverse epoche, tra le nazioni ed i paesaggi più diversi. Questi ultimi sono descritti con la consueta puntualità dall’autore che, comunque, conduce sempre il suo pubblico per mano nei dedali spazio-temporali dei propri intrecci. Un ulteriore punto di forza è la presenza della storia, quella universale degli uomini e quella propria dell’Abbazia con le sue immense sale colme di volumi risorti dal passato e contenenti il futuro dell’umanità, motivo per il quale il luogo, evidentemente, interessa a molti, soprattutto, neanche a dirlo, ad una serie di personaggi loschi e senza scrupoli che intendono farne un uso non certamente a vantaggio dei più. Dopo varie avventure e vicissitudini nelle quali sono coinvolte altissime personalità dello Stato, britanniche ed americane, tutte al corrente di quei segreti d’importanza capitale, il caso salirà finalmente agli onori della cronaca e la verità sarà rivelata anche all’opinione pubblica, assieme al nome dell’artefice della scoperta, Will, quindi perseguitato da giornalisti e cronisti.

Tra fantasmagoriche illustri “apparizioni” come quella di Shakespeare con un suo sonetto giovanile che diverrà centrale nella vicenda, di Calvino alle prese con le sue teorie sulla predestinazione e di Nostradamus in procinto di scrivere le sue “Profezie” (scelte forse discutibili ma d’indubbia attrattiva), il libro volge al termine con un epilogo che riporta il lettore sull’isola di Wigth, dove ritroviamo Nancy e Will con il loro bambino, finalmente in vacanza. Sull’isola vi è ora un continuo flusso di turisti affascinati dalla storia che lì ha avuto origine, i quali, oltre a visitare la nuova Abbazia costruita nel XX secolo, sono attratti dalle rovine di quella molto più antica, della quale è rimasto ben poco ma che ha dato inizio ad un mistero, ora noto a tutti, che ha affascinato e stupito il mondo intero. Lì Will conoscerà l’attuale Abate del convento e tirerà le somme di un’avventura che aveva dato modo all’intera umanità di riflettere su tematiche morali ed esistenziali molto profonde e a chi legge, seppure alla maniera leggera e riposante della narrativa d’intrattenimento, di chiedersi: cosa farei se conoscessi la data della mia morte?

Molti lettori hanno apprezzato nella stessa misura del primo o anche di più questo secondo libro della trilogia, altri, come spesso accade, sono rimasti delusi nel rimpianto del precedente ma si deve unanimemente ammettere come il genere del thriller e del mistery si sposino a meraviglia con scenari legati alle antiche biblioteche ed ai libri in genere, soprattutto i manoscritti nelle loro vesti di carta e inchiostro, imbevuti della fatica e del lavoro certosino di copisti anonimi che, forse, vi hanno trasferito una parte della loro anima. In ogni caso, è da escludere che qualcuno, tra detrattori e sostenitori, si sia privato della lettura del terzo volume dal titolo “I custodi della biblioteca”.

Antonella Ferrari

Il libro delle anime

Glenn Cooper, Il Libro delle Anime, Editrice Nord, Bergamo, 2010, pp. 425, euro 19,00.

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Questa voce è stata pubblicata il 18 aprile 2016 da in Libri, Mistery, Narrativa, Recensioni, Thriller con tag , , .
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