Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Wayne Walter Dyer, Le vostre zone erronee – Guida all’indipendenza dello spirito

Wayne Walter Dyer (Detroit 1940 – Maui 2015) viene affettuosamente chiamato dai suoi estimatori il “padre della motivazione”, in quanto psicologo ed esperto su temi che riguardano lo sviluppo personale, oltreché dottore in counseling educativo presso la Wayne State University e professore associato al St. John’s University di New York.

Nonostante abbia trascorso la sua infanzia tra orfanotrofi e case-famiglia, è riuscito a superare molti ostacoli per concretizzare i propri sogni, spendendo successivamente gran parte del suo tempo nel dimostrare agli altri come fare lo stesso ed autorealizzarsi, anche attraverso alcuni scritti pubblicati allo scopo di divulgare le proprie teorie.

“Le vostre zone erronee – guida all’indipendenza dello spirito” è un saggio che induce alla riflessione su alcuni comportamenti e pensieri, appunto, errati che turbano l’esistenza umana ed è pertanto finalizzato al miglioramento della qualità della vita, che tutti affannosamente ricercano, spesso, purtroppo, con scarsi risultati. E’ significativa la citazione di Walt Whitman, che prelude all’introduzione: “Tutta la teoria dell’Universo si rivolge immancabilmente a un unico individuo – ossia a te”. In essa l’autore spiega il suo pensiero sull’“essere felici”, aggiungendo che non intende fornire complicate regole psicologiche per migliorare la propria salute mentale ma, con “buon senso” e semplici “strategie atte ad eliminare il comportamento autodistruttivo”, si propone di aiutare il lettore a superare quegli ostacoli mentali che guastano il piacere di vivere.

Nei capitoli seguenti analizza le fondamentali convinzioni da sfatare per poter essere più consapevoli di sé, a partire dalla definizione di “intelligenza”, spesso intesa come “capacità di risolvere problemi complessi, leggere, scrivere e far di conto a certi livelli, risolvere rapidamente equazioni astratte”. Ma questo, come rileva Dyer, non basta certamente per essere felici: “se sei felice, se vivi ogni momento per tutto ciò onde vale la pena di viverlo, sei una persona intelligente”. Esamina, poi, con linguaggio arguto, esposizione chiara e scorrevole, tutte le sfaccettature emozionali dell’essere umano: gli stati d’animo che “non sono semplici emozioni che ti capita di provare: sono reazioni che tu scegli di avere”; le decisioni che, spesso, sono condizionate dalla realtà esterna, da modi consueti di vedere le cose e non da ciò che “scegliamo” di vivere, “assumendo la completa padronanza della mente, facendo dell’autocontrollo un sinonimo di controllo mentale, cerebrale”.

Quindi, spiega come evitare la “paralisi” che scaturisce da sentimenti negativi come l’ira, l’ostilità ma anche la timidezza che “t’impedisce di vedere persone che desideri conoscere”; queste emozioni bloccano l’iniziativa personale, limitano e generano immobilità. Per Dyer è fondamentale “vivere nel presente”, senza porsi alcun problema relativamente a ciò che accadrà in futuro o a ciò che già è avvenuto in passato (“la felicità, sempre rimandata all’indomani, ci sfugge di continuo”). E’ anche molto importante quello che egli definisce “desiderio di crescere” cioè di impiegare la propria energia vitale in funzione di un aumento della felicità. Questo condurrà a raggiungere la “padronanza di sé”, intesa come capacità di scelta: “tu puoi scegliere e, se decidi di prenderti carico di te stesso, il tempo è tuo perché tu ne goda nel presente”.

Nel secondo capitolo Dyer affronta un tema di grande interesse come quello dell’amore che, da sempre, risente di forti condizionamenti sociali; dalla società, infatti, provengono determinati messaggi in virtù dei quali anche un sentimento così puro ed essenziale nella vita dell’uomo sembra essere subordinato a certe regole sociali. Fra tutte prevale quella dell’“apparire”, del “valere” o meno, quando, secondo l’autore, l’unica possibilità di amare davvero viene dall’amare incondizionatamente in primo luogo se stessi: “tutta la questione dell’essere innamorati, del dare e ricevere amore, incomincia da un io che si ama totalmente”. Questo concetto rimanda anche a quello dell’autoaccettazione, della stima di sé, dell’amare il proprio corpo così com’è, indipendentemente dai comuni canoni di bellezza, proposti e riproposti dai mass media anche attraverso pubblicità ossessionanti finalizzate a “migliorare” l’aspetto esteriore.

Il discorso prosegue nei successivi capitoli, con suggerimenti e consigli semplici e logici, per rivedere del tutto il proprio modo di percepire la realtà. Ad esempio, lamentarsi di continuo su vere o presunte sofferenze di vario tipo comporta solo un aumento della propria insoddisfazione, in particolare, lagnarsi “di quello per cui non c’è niente da fare”, oltreché del fatto che gli altri non prestano l’attenzione che si vorrebbe, non fa che acuire il disagio e il senso di frustrazione.

Nel dipanarsi dei vari argomenti, Dyer affronta tematiche che sicuramente toccano e appassionano i lettori: chi non ha mai provato, ad esempio, sensi di colpa e inquietudini ossia quelle che egli definisce “emozioni inutili”? In effetti, spesso il senso di colpa scaturisce dall’impressione di non essere all’altezza di certi “standard” imposti dalla società o dai genitori fin dall’infanzia, soprattutto in relazione ad alcuni comportamenti sessuali, ma i sensi di colpa provengono da tutte le direzioni: marito o moglie e figli, anche dalle istituzioni come la scuola e dalla religione. Suggerisce, quindi, alcune “strategie per eliminare il senso di colpa”, tra le quali una considerazione assai efficace: “Sentirmi in colpa non cambierà il passato né mi renderà migliore”, che dovrebbe indurci a saper operare una distinzione “fra sentirsi in colpa e trarre utili lezioni dal passato”. E’ pertanto evidente come l’obiettivo dell’autore sia quello di insegnare realmente a chi soffre di problemi psicologici dovuti a condizionamenti mentali a rimuovere le cause di infelicità, laddove dipendono principalmente da fattori interni. Anche l’affermare che occorre “cominciare ad accettare certe cose di te stesso che tu hai scelto ma che ad altri possono non piacere” è un modo per rivedere le opinioni che si hanno sulla propria persona e per evitare di sentirsi perennemente oppressi dai sensi di colpa.

Seguono altri utili suggerimenti per combattere queste sensazioni tanto sgradevoli e mortificanti, anche sotto forma di esercizi pratici da mettere in atto, al fine di eliminare la possibilità che il senso di colpa possa diventare un “utile strumento per manipolare il prossimo”. L’autore passa, poi, a trattare l’argomento delle inquietudini che ci affliggono costantemente: egli le intende come preoccupazioni relative ad eventi futuri che tuttavia, al momento, non si possono in alcun modo risolvere, pertanto non ha alcun senso lasciarsi travolgere dall’angoscia nella prospettiva di quanto ancora deve accadere. Anche in questo caso, suggerisce le strategie per “eliminare l’inquietudine”, suggerimenti semplici ma risolutivi per chi dovesse decidere di metterli in pratica.

Altre tematiche che l’autore affronta nel libro riguardano l’“esplorare l’ignoto”, inteso come non temere ciò che non si conosce, saper affrontare il nuovo; inoltre, come “abbattere la barriera delle convenzioni” e ritrovare la propria individualità; superare l’“indecisione” che blocca l’iniziativa personale. Molto significativi i capitoli dai temi “smettere oggi di rimandare a domani” e “un addio all’ira”, con la descrizione minuziosa delle modalità per superare questi ostacoli mentali che rendono penoso vivere.

Il saggio si conclude con il capitolo “Ritratto di una persona che ha eliminato le sue zone erronee”, nel quale Dyer descrive il risultato delle operazioni di “pulizia mentale” da lui suggerite, ritraendo una persona libera da “timori inutili e da sudditanze psicologiche” ma soprattutto “dai comportamenti autodistruttivi” nei quali si rischia con molta facilità di cadere, soprattutto a causa della realtà odierna, senza avere più la possibilità di porre rimedio e ritrovare uno stile di vita sano, che ponga se stessi al primo posto, scevri da ansie, paure, incertezze e da tutto quanto contribuisce a rendere più difficile e pesante la ricerca del benessere, tenendo presente che, come conclude Dyer “nulla al mondo allontana di più la felicità dei tentativi di trovarla”.

Antonella Ferrari

 Le vostre zone erronee

Wayne W. Dyer, Le vostre zone erronee Guida all’indipendenza dello spirito, BUR, Milano, 2006, pp. 203, euro 8,40.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 14 marzo 2016 da in Libri, Psicologia, Recensioni, Saggistica con tag , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: