Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Osho, Il libro dei segreti

L’“oceanico” Osho Rajneesh o, più semplicemente, Osho, l’ultimo dei nomi adottati dal noto mistico indiano, fu definito “Maestro di Realtà” a causa della sua singolare ideologia che porta al rifiuto di qualsiasi forma di comportamento sociale accettato solo perché comunemente adottato. Da ex professore di filosofia a maestro spirituale, i suoi discorsi, pronunciati in giro per l’India, sono stati trascritti e raccolti in circa seicentocinquanta libri, dei quali oltre duecento tradotti in italiano. In questi scritti, tra i quali “Il libro dei segreti”, sono esaltati valori come l’amore, la pace e l’armonia spirituali, aldilà di schemi mentali tradizionali spesso insoddisfacenti. Nel libro, dopo alcune note biografiche sull’autore, viene spiegato il significato del suo nome e descritta la più che esplicativa epigrafe posta sul luogo in cui sono conservate le sue ceneri: “Osho, mai nato, mai morto, ha solo visitato questo pianeta Terra – 11 dicembre 1931- 19 gennaio 1990”. La prefazione, invece, specifica che il libro raccoglie alcuni discorsi tenuti dal Maestro tra il primo ottobre ed il diciannove novembre 1972, centrati sulla ricerca interiore e sulle centododici tecniche di meditazione che egli propone per riuscire ad immedesimarsi nella realtà del divino, permettendo all’uditore come al lettore di scegliere la più idonea, secondo il proprio metro di giudizio, per raggiungere il risultato sperato. Nel capitolo primo Osho affronta il tema del “Tantra”, una filosofia di vita che indubbiamente suscita non poche perplessità e, in effetti, come afferma il maestro: “il Tantra non ha mai potuto essere compreso dalle masse” e questo ha comportato che fosse disprezzato, come accade per ciò che, appunto, non viene compreso. Lo stesso Osho lo definisce “amorale”, nel senso che va al di là dei consueti canoni legati alle “formalità sociali”, in quanto ogni essere umano ha la possibilità di scegliere come comportarsi una volta che sia riuscito a “trasformare la mente” mediante “tecniche scientifiche” e, di conseguenza, a modificare il proprio carattere. Successivamente, viene fatto un confronto tra Yoga e Tantra, laddove il primo è definito come una lotta interiore “con te stesso per andare oltre”, mentre il secondo “dipende dall’azione, dal metodo, dalla tecnica” e non comporta alcuna lotta ma solo crescita. Il libro, in maniera sorprendentemente chiara e scorrevole nel linguaggio, nonostante la complessità degli argomenti trattati, prosegue passando all’analisi di altre teorie presentate da Osho, tra le quali una semplice tecnica che aiuterebbe a “vincere gli inganni della mente”. Partendo dall’importanza dell’essere consapevoli del “respiro che entra e di quello che esce” e, quindi, del “rendersi conto dell’intervallo tra i due” si giunge alla comprensione che sono le piccole cose a consentire l’acquisizione di quelle fondamentali. Diventare “consapevoli del proprio respiro”, e non solo quando non funziona bene perché c’è qualcosa che lo ostacola, è un piccolo passo in avanti per prendere coscienza che ogni minimo frammento di conoscenza conduce al sapere globale. Un’altra tecnica utile è quella del prestare attenzione ai dettagli della realtà circostante, perché anche l’attenzione porta alla consapevolezza. In particolare, Osho raccomanda: “non lasciate che la meditazione sia l’ultima voce nella lista delle cose da fare. Fa’ che sia la prima…”, poiché, infatti, il ruolo ch’essa ricopre nelle sue teorie è fondamentale e, soprattutto, spiega che meditare è rimanere “completamente immerso nella respirazione” per un’ora e non dev’essere uno sforzo ma un momento di rilassamento totale. Ma il Maestro propone anche altre “cinque tecniche di attenzione” ossia modi per concentrare il pensiero su qualcosa in particolare, come quella che egli definisce “attenzione tra le sopracciglia”, con riferimento al “terzo occhio” del quale l’umanità tutta sarebbe provvista ma che non è in grado di usare, privando se stessa di enormi possibilità (“chiudi gli occhi, poi falli convergere proprio nel mezzo delle sopracciglia”). Inoltre, afferma che “nelle scritture tantriche l’attenzione è il cibo per il terzo occhio” ma occorre individuare il momento giusto e trovare il tempo per dedicarsi a queste tecniche, cosa alla quale la mente si opporrà decisamente ponendo ostacoli e problemi. Ciò che più colpisce ed affascina di questo libro, tuttavia, sono i principi che propone, certamente di non facile comprensione ma di significato altamente spirituale, trattati nei vari capitoli che iniziano con le domande poste da alcuni seguaci di Osho, come, ad esempio: “come si fa ad essere coscienti mentre si sogna?” oppure: “Perché fare sforzi se siamo attori su un palcoscenico?”. Queste, in particolare, introducono il capitolo dedicato al sogno che, per Osho, non è uno stato momentaneo di incoscienza, infatti, afferma: “tu sogni continuamente, non solo di notte, non solo mentre sei addormentato: sogni per tutto il giorno”, ovviamente, durante il sonno “tu puoi percepire i sogni più facilmente” ma al mattino l’attività onirica “continua nell’interiorità, mentre cominci tu ad agire all’esterno”. Sono concetti, questi, che a volte sembrano quasi incomprensibili, mentre altre stupiscono per la semplice verità che contengono e che, comunque, inducono ad una profonda riflessione anche sui benefici potenzialmente indotti dalla loro applicazione nel quotidiano e, quindi, dalla ricerca della consapevolezza e della semplicità e dall’attribuzione del giusto peso agli eventi della vita. Il libro prosegue con altri capitoli di grande impatto psicologico, tra i quali: “realizzazione del sé”, “tecniche per penetrare l’interiorità”, “oltre la mente, alla fonte”, “centratura interiore”, “cambiando la direzione dell’energia” e “vedere il passato come un sogno”. In quest’ultimo, egli parte dall’affermazione che “se riesci a vedere la tua infanzia come un sogno, come un film che ti scorre davanti e tu non ti identifichi, sei solo uno spettatore, avrai una visione interiore molto sottile di te stesso”. In questo caso, tutto avrà un altro significato e sarà possibile riuscire a vedere il futuro in modo più consapevole, senza angosce e aspettative che andrebbero deluse. L’ultimo capitolo (“Al di là del peccato d’incoscienza”) descrive un’altra tecnica in cui viene suggerito: “non proiettare gli stati d’animo sull’altro: tu ne sei la fonte”; tale principio è la base da cui partire per imparare a reprimere sentimenti come rabbia, odio, frustrazione. Ancora, nella parte conclusiva si afferma che “moltissime persone soffrono di un particolare male senza che nulla di fisiologico, nulla di medico, sia di aiuto, il male continua, sembra essere psicologico”, evidenziando che riferire ciò alla persona sofferente non risolve nulla. Anche in questo caso l’unico modo per vincere il problema è la meditazione, cominciando “dal momento in cui il male per la prima volta ha attaccato”; in questo modo, dice Osho, “all’improvviso diventerai consapevole dei fattori che lo hanno scatenato” e ciò porterà alla catarsi ed alla liberazione dal male, operando una “pulizia interiore” che renderà l’esistenza più semplice e darà un senso di benessere e di serenità mai provati in precedenza. Al di là dei giudizi controversi che questo personaggio di straordinaria intelligenza, scomodo ed anticonformista ha suscitato nei suoi soli cinquantotto anni d’età, i libri ricavati dai suoi discorsi possono comunque essere utili nel percorso che a volte è inevitabile compiere nella vita per ritrovare se stessi ed acquisire pace ed equilibrio, in questo caso attraverso tecniche specifiche che, tutto sommato, non sarebbero poi così complesse o irrealizzabili, se solo non mancasse l’abitudine alla riflessione, alla meditazione e all’introspezione.

                                                                                                                          Antonella Ferrari

Osho 1

Osho, Il libro dei segreti, Bompiani, Milano, 2013, pp. 437, euro 12,00.

 

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Questa voce è stata pubblicata il 12 gennaio 2016 da in Libri, Recensioni, Spiritualità con tag .
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