Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Brian Weiss, Oltre le porte del tempo

Brian Weiss è un noto psichiatra americano specializzato nella terapia regressiva e nella psicoterapia spirituale, autore di diversi saggi centrati sull’analisi dei recessi più profondi della memoria, un metodo di cura innovativo e dai risultati, a quanto riporta lo stesso Weiss, molto soddisfacenti. Tra le sue opere, risulta di particolare interesse “Oltre le porte del tempo”, la cui prefazione è di Raymond A. Moody, un altro notevole esperto di tematiche psicologiche e terapie regressive, che, in essa, evidenzia come dal 1975 l’interesse psichiatrico si è rivolto alle esperienze di “premorte, di regressione ad esistenze precedenti, di viaggi extra-corporei, di apparizioni di persone decedute ed altri fenomeni legati alla vita spirituale”. Egli definisce Weiss come un pioniere di tali nuove tendenze, grazie alle esperienze accumulate e poi raccolte nei suoi libri. Nel primo capitolo l’autore riprende il tema già trattato in “Molte vite, molti maestri” nel quale riporta il caso di Catherine, una sua paziente, che soffriva di fobie, attacchi di panico, ossessioni, incubi e che si era rivolta a lui proprio per trovare una soluzione ai suoi problemi. Weiss, dopo aver constatato che le terapie tradizionali non avevano sortito alcun effetto, sperimenta sulla donna l’ipnosi come mezzo di cura, giungendo alla conclusione che, oltre ai traumi della vita presente, dovevano essercene altri sepolti nel suo subconscio che non le permettevano di guarire. Occorreva, pertanto, far riemergere quei ricordi mediante l’ipnosi regressiva che, con suo iniziale e sommo stupore, riporta la paziente a vite precedenti risalenti anche a migliaia di anni prima. Durante le sedute emergono fatti che né Catherine né nessun altro avrebbero potuto conoscere, persino in relazione ad episodi della vita personale dello stesso Weiss. Successivamente ad esse, Catherine inizia a migliorare notevolmente: i suoi sintomi si attenuano fino a scomparire ed i suoi progressi persuadono lo psichiatra a dedicarsi ad altri saggi sulle potenzialità terapeutiche della regressione, l’argomento che tratterà analiticamente nei capitoli successivi del libro, evidenziando come “lo stato ipnagogico, come l’ipnosi, è un momento creativo, poiché quando lo attraversa, la mente è completamente rivolta verso il mondo interiore e può usare le ispirazioni del subconscio. Lo stato ipnagogico viene considerato da più parti uno stato di grazia, privo di confini e limitazioni, in cui si ha libero accesso a tutte le proprie risorse senza alcuna restrizione autoimposta.” Inoltre, in questi capitoli, Weiss propone alcuni casi di pazienti curati con tali terapie alternative, come Diana, quarantenne sofferente di depressione cronica; Hope, con lo stesso problema; Linda, affetta da ansie e fobie; Laura, venticinquenne con depressione a fasi alterne e disturbi alimentari; Emily, sofferente per via di “paure irrazionali”; Lorraine, incapace di instaurare relazioni sociali; Kathy, con problemi di ansia e attacchi di panico; Dee, affetta da obesità così come Sharon: per alcune di esse il trauma risaliva all’infanzia ed era stato rimosso e cancellato per autoprotezione, per altre occorreva andare ancora più a ritroso nel tempo ma, in tutti i casi, una volta focalizzato il trauma, i progressi sono stati notevoli. Secondo Weiss, tale tecnica può guarire anche dall’alcolismo, dalla tossicodipendenza e dall’obesità: “I tossicodipendenti e gli alcolizzati in via di guarigione sono dei candidati eccellenti per la terapia della regressione, perché i loro problemi sono spesso la molla per un percorso spirituale”. La parte finale del saggio è particolarmente interessante in quanto affronta una tematica delicata e commovente, trattando delle condizioni mentali nei casi di pazienti molto vicini alla fine dell’esistenza terrena. Grazie alla collaborazione del fratello di Weiss, Peter, e della moglie, medici anch’essi ma oncologi, lo psichiatra ha potuto raccogliere le esperienze relative a questa tipologia di malati, alla terapia del dolore cui vengono sottoposti e, soprattutto, alle sensazioni e “allucinazioni” da essi provate, anche riguardo a chi o a cosa hanno visto e sentito in quei momenti. Per questi pazienti è molto importante “essere creduti” e, generalmente, le loro visioni risultano tranquillizzanti sia per se stessi sia per i familiari che li assistono, dando loro la certezza che non finisce tutto con la morte corporale. Una delle considerazioni finali è che durante le sedute d’ipnosi regressiva “i pazienti vanno verso una destinazione che può essere una vita precedente o una serie di vite, ma talvolta è l’infanzia, un giardino miracoloso, un luogo mistico pieno di luce, che sembra esistere tra una vita e l’altra”. Nell’appendice Weiss propone la trascrizione degli esercizi di regressione e rilassamento che egli svolge con i suoi pazienti e che, a suo dire, si possono eseguire anche per proprio conto, ricavandone giovamento, così come la lettura di questo libro può aiutare a meglio comprendere certi aspetti della vita: paure, ansie, angosce e la loro origine. Nonostante lo scetticismo dei fedelissimi della psichiatria tradizionale e delle cure psico-terapeutiche consuete con il supporto della farmacologia, rimane la possibilità di sperimentare anche le terapie alternative, alla ricerca del benessere fisico e mentale perché l’esistenza sia più sopportabile e le inevitabili sofferenze più lievi. Weiss, così come Moody, hanno comunque il merito di aver aperto nuove strade per la conoscenza dell’essere umano nella sua integralità, centrandosi, soprattutto, sulle sue patologie mentali che, se rimosse, qualunque sia la tecnica usata, possono aiutare ad eliminare o, almeno, attenuare il male di vivere e la sua larga diffusione su questo pianeta.

Antonella Ferrari

Oltre le porte del tempo

Brian Weiss, Oltre le porte del tempo, Mondadori, Milano, 2013, pp. 190, euro 8,40.

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Questa voce è stata pubblicata il 14 settembre 2015 da in Libri.
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