Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Eredi Giorgio Faletti, La piuma

“L’aria si fa leggera / ed arriva volando una piuma / ma bianca da dire che c’era e non c’era / da sembrare una falce di luna. / L’aria si fa leggera / quando ancor più leggera è la piuma / e mentre nel cielo non sembra sia vera / rende vera ogni cosa e nessuna”. Una piuma compie il suo casuale, o forse no, percorso nel vento, tracciando parole in un incomprensibile, o forse no, linguaggio senza parole, sorvolando lieve le vite degli uomini così piene di domande e dei bambini che, invece, non ne hanno bisogno, andando a posarsi in luoghi inaspettati, o dove forse è attesa, influenzando o tentando di farlo ma senza farsi notare, le storie di alcuni dei personaggi di questa raccolta postuma di racconti di Giorgio Faletti. La piuma si posa, ad esempio, sul davanzale del maestoso palazzo del Re di Mezzo Mondo, che da anni conduce una battaglia feroce con il re dell’altro mezzo per conquistare il Mondo Intero, senza minimamente curarsi dell’enorme dispendio di vite umane che una battaglia finale potrebbe comportare e, difatti, comporterà. Mentre il Re ed il Generale, perplesso e tentennante per le tragiche certe conseguenze, pianificavano le strategie da adottare con l’unico obiettivo della vittoria a tutti i costi, la piuma con il suo discreto ingresso crea una sorta di sospensione temporale in cui ci sarebbe ancora la possibilità di tornare indietro, ma il primo è sempre più determinato ad ottenere il possesso di quel che il secondo avrebbe comandato. Così, alla piuma non resta che proseguire nel suo imperscrutabile percorso, giungendo a planare presso un altrettanto imperscrutabile cardinale inginocchiato presso “un altare di devozione tutto d’oro e d’argento che si era fatto costruire appositamente nella sua stanza per essere più vicino a Dio”. Eppure, non per questo le sue preghiere riuscivano a salire al cielo come, invece, fece la piuma sballottata dal frusciare della sua veste, sontuosa al punto che “sottolineava e magnificava il suo rango”, verso la sua nuova tappa. Approdò, infatti, nel camerino di una ballerina il cui talento e la cui grazia avevano il potere di incantare e far innamorare di lei chiunque, persino sovrani e uomini facoltosi. La piuma pensò (forse) che almeno lei avrebbe potuto seguire leggiadra il suo volo ma così non fu anche questa volta, poiché un cuore che una sola volta ha amato e altrettante è stato ferito si convince con tutto se stesso che il peso di quella ferita non gli avrebbe permesso di volare mai più e, seppure costretto a riprendere la sua danza, lo fa ma senza che l’anima l’accompagni. Dalla ballerina che apparteneva ad un solo uomo alla Donna di Tutti, il viaggio fu più breve di quel che si possa pensare e, inaspettatamente, identico fu anche l’epilogo poiché la piuma, dopo aver assistito all’ennesimo mercimonio, comprese subito (forse) che neanche lei era pronta a riprendersi la propria libertà. Ma la piuma, invece, lo era e compì la sua ultima visita presso l’Uomo dal Foglio Bianco (l’autore?), nella sua enorme stanza vuota, chino su un piano altrettanto vuoto o occupato solo da un foglio bianco che aveva cercato di riempire con mille progetti, senza realizzarne poi nessuno. L’Uomo fu l’unico, tra coloro che l’avevano involontariamente ospitata, ad accorgersi di lei, ad udire il suo “fruscio quasi muto” e a notarne il candore quasi trasparente. Pensò che avrebbe potuto intingerla nel calamaio per ritrovare l’ispirazione perduta ma poi capì che era nata libera e il suo destino era il volo e, con un soffio, la restituì alla sua strada ma, inaspettatamente, decise anche di seguirla. La seguì come s’insegue una speranza, senza esitazione né più volontà, verso un luogo in cui avrebbe potuto trovare tutte le risposte che aveva sempre cercato. Sei favole lievi, alle quali, come racconta la moglie Roberta Bellesini, Faletti ha lavorato a lungo, per ben quattro anni, poiché erano state inizialmente concepite come un musical del quale aveva iniziato a realizzare le prime composizioni, intervallandole con i suoi poliedrici progetti. In tutti i modi, al di là della mera operazione commerciale, si è voluto rispettare l’anima “multi artistica” del lavoro, accompagnando ai testi le tavole illustrate dai disegni poetici, onirici ma con figure dai tratti spigolosi di Paolo Fresu, suo intimo amico. Parole e tavole sembrano, a loro volta, accompagnare l’anima comica e letteraria, nella stessa misura, dello scrittore, oltre che attore, cantante, musicista, compositore e paroliere, autore del best seller “Io uccido” e di altri buoni romanzi, tutti gradualmente al di sotto del primo. Nelle sue opere poesia e realismo, fino allo splatter, si fondono in modo piacevolissimo mentre, in questi racconti, si giunge alla semplificazione assoluta del linguaggio, tipica delle fiabe, delicato mezzo per salutare il proprio pubblico in questo suo ultimo viaggio senza più soste. Il tuo volo sia lieve, come la tua piuma, Giorgio.

Fiorella Ferrari

La-piuma-Giorgio-Faletti

Eredi Giorgio Faletti, La piuma, Baldini & Castoldi, Milano, 2015, pp. 88, euro 13,00.

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Questa voce è stata pubblicata il 24 agosto 2015 da in Narrativa, Racconti con tag , , , .
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