Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Rex Stout, Entra la morte

Le detective story hanno appassionato stuoli di lettori e cinefili in tutte le epoche. Se gli anni Venti hanno avuto come protagonisti investigatori di nazionalità europea come Sherlock Holmes, Padre Brown, Poirot e Miss Marple, con ambientazioni quali villaggi, castelli e persino l’Orient Express, tra i Trenta e i Quaranta si passa all’America, a città come Los Angeles e San Francisco e, soprattutto, New York. Non la città dei quartieri bassi, quindi, delle gang, dei serial killer e della droga, ma dei quartieri residenziali come Manhattan e, dunque, di piccolo-borghesi e ragazze bene ma con qualcosa da nascondere. Nero Wolfe, l’investigatore nato dalla penna di Rex Stout nel 1934, è il più amato proprio tra gli “investigatori newyorkesi” (i trentatré romanzi e trentanove romanzi brevi di cui è protagonista, editi tra gli anni Trenta e i Settanta, hanno meritato la nomina di Miglior Serie del Mistero del Secolo), davanti anche all’impeccabile Ellery Queen (pure nella riuscitissima trasposizione televisiva) ed allo snob Philo Vance. Le similitudini tra i tre, in realtà, sono numerose: l’ambientazione (ville, appartamenti lussuosi, campi da golf), i personaggi (camerieri, segretarie, impiegati in carriera), i moventi (segreti, avidità), il metodo investigativo (deduttivo in concorrenza con le doti intuitive del lettore), infine, il ceto sociale (sono investigatori agiati e ammodo). Perché, dunque, Nero Wolfe è tuttora il più resistente al trascorrere del tempo, anche nelle numerose trasposizioni cinematografiche, radiofoniche e televisive di diversa riuscita? Nero è un omone di circa centocinquanta chili, con difficoltà motorie (i suoi spostamenti si limitano ai piani di casa e, comunque, in ascensore), ma d’inconsueta eleganza e agilità, anche se confinata ad un livello puramente intellettuale. I suoi interessi principali sono il buon cibo e i fiori, orchidee rare che cura personalmente con una delicatezza e una dedizione che non ci si aspetterebbe da un uomo di simile stazza fisica, accompagnata da un carattere piuttosto scorbutico (mai interromperlo con quisquilie di lavoro mentre è a tavola o nella sua serra). Tutto ciò che a lui manca viene compensato dal suo segretario/assistente (unica presenza ammessa in casa assieme al cuoco e al giardiniere), cui compete il lavoro attivo proprio dell’investigatore, come pedinamenti e interrogatori, ma anche l’attitudine tipicamente maschile del seduttore (la sua non è esattamente misoginia, ma nell’ordinato e protetto mondo di Nero le donne porterebbero solo confusione e rumore). Le sue particolarità non terminano qui. Mentre ciò che muove Queen è aiutare il padre Anthony e ciò che stimola Vance è ripulire il mondo dalla corruzione del denaro facile, il movente di Wolfe è, da una parte, il denaro stesso, indispensabile per finanziare le sue costose passioni, dall’altra, come il lettore percepisce, nonostante il lavoro appaia quasi come un fastidio che distoglie dal resto, è l’intima e insopprimibile volontà di mettere alla prova le proprie incredibili capacità d’analisi e deduzione, sino a sfiorare la depressione quando esse, per qualche oscura ragione, s’inceppano. Ed è proprio questo che lega la scelta dei tre racconti pubblicati da Beat sotto il titolo di “Entra la morte”, così come specificato nella premessa dallo stesso Archie Goodwin in carta e inchiostro, ossia il fatto di essere esempi emblematici della sua inconfondibile indole. L’insieme di tali elementi è proprio “il segreto del successo” di Nero Wolfe: le sue condivisibili attitudini ad auto consolarsi con il cibo (anche con richieste assurde per il povero Archie), a proteggersi dal disordine del mondo attraverso giornate scandite con cura negli ambienti immutabili della sua “brownstone” (un palazzo in arenaria rosso-bruna) di Manhattan, a mantenere un’invidiabile lucidità mentale pur nell’inerzia fisica, infine, a concedersi il lusso di coltivare le sue raffinate passioni. Al suo carisma si può aggiungere solo la scrittura asciutta e razionale dell’autore, priva di qualsiasi sfumatura ma non certamente di sottile ironia.

 entra_la_morte

Rex Stout, Entra la morte, Neri Pozza, Vicenza, 2013, pp. 249, euro 9,00.  

© Pubblicato su “Conquiste del Lavoro – Via Po” N°821 del 07/09/2013.  

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Questa voce è stata pubblicata il 13 luglio 2015 da in Detective story, Poliziesco con tag , , , , .
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