Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Rosaria Selo, iosonodolore

Nella scelta di un romanzo spesso, anche il titolo contribuisce a catturare l’attenzione e a condizionare le scelte di un lettore. A volte, libri di qualità possono passare inosservati per via di un titolo o una copertina poco accattivanti, com’è vero, al contrario, che dietro un titolo ad effetto può nascondersi il bluff. Il titolo di questo nuovo romanzo di Rosaria Selo, una frase condensata in un’unica parola: “iosonodolore”, posta al centro di una copertina per metà nera e per metà arabesco, nel senso della lunghezza, con una piuma macchiata di sangue sospesa nel mezzo, è certamente tra quelli che colpiscono e spingono alla lettura delle poche righe riassuntive di trama sulla quarta di copertina. A questo punto, il gioco è fatto ma il libro manterrà le premesse? Il succo della vicenda è, per l’appunto, condensata nella parola/frase del titolo in cui si riflette la profonda sofferenza del piccolo protagonista, Angelo, un ragazzino di soli dieci anni che, dopo una breve introduzione, già non c’è più. La sua disperazione sfocia, infatti, nel suicidio per tramite di un cappio appeso al lampadario della sua cameretta al quale lega il collo e la vita, condannando a morte se stesso, alla follia la madre e ad una progressiva consunzione il padre. La domanda che accompagnerà l’intera narrazione è, ovviamente, perché? La risposta potrebbe rimanere lì, a mezz’aria, come la piuma della copertina e come tutte quelle anime sospese che continuano a trascinare l’eco delle loro sofferenze nel senza tempo, nella speranza che qualche personalità particolarmente sensibile riesca a cogliere la loro richiesta d’aiuto. Invece, il grido di dolore di Angelo verrà raccolto da un’involontaria sensitiva, la psicoterapeuta Alice Caracciolo, l’unica che riesca a “sentire” e persino “vedere”, in un quadro della madre pittrice, lo spirito del bambino. Mentre continua a svolgere, al meglio possibile, il suo incarico per i ragazzini di questo mondo, la donna accetterà, gradualmente, anche l’idea di “lavorare” per restituire la pace all’anima di uno che lo ha ormai trapassato, vivendo un’esperienza molto forte che, come contropartita, aiuterà se stessa a dare un nuovo assestamento alla propria vita, superando il trauma per l’abbandono del padre, ricostruendo il difficile rapporto con la madre, ridefinendo le sue amicizie più importanti e chiarendo il senso dei suoi amori. Non è semplice addentrarsi nel genere del giallo-noir senza scadere, bene che vada, nel banale oppure, male che vada, in un intrico senza soluzione: la premessa deve essere soddisfatta, sia pure lasciando l’impressione che non tutto sia stato svelato, la tensione deve andare in crescendo e ogni tassello comporsi in un mosaico coerente, che potrebbe anche successivamente tornare a scomporsi ma sempre per ricomporsi in un nuovo, definitivo, scenario. In questo romanzo gli elementi ci sono tutti: una vittima che, involontariamente, trascina con sé tre altre morti violente (tutte contrassegnate da una piuma che il colpevole lascia nella loro mano); un assassino che possiede la precisa coscienza della propria colpa; incontri casuali che si rivelano decisivi; l’irruzione del paranormale (che smorza la durezza del tema sublimandola); colpi di scena; lo scioglimento finale. La protagonista femminile si ritrova costretta a mettere in discussione la sua intera esistenza poiché decidere di aiutare Angelo significa accettare una nuova, oscura parte di sé, ridefinendo anche i rapporti con gli altri: chi sono gli amici? Chi i nemici? Chi le crederà? Un linguaggio fluido e scorrevole, in sintonia con una trama ben congegnata, porta in breve tempo a giungere ad una conclusione che non sorprende tanto per la scoperta di un colpevole quanto per il tragico movente. Ben delineati, con pochi, essenziali tratti, i personaggi: Liliana, una madre che non ha saputo dare una base stabile né a se stessa, né alla sua unica figlia; Tony, il migliore amico del quale è sempre stata innamorata; Michelangelo Fornari, un uomo misterioso e ricco di fascino a cui si aggrapperà in questo momento di profonda confusione; Vittorio Orlando, il capo della squadra mobile segnato, in passato, dalla scoperta del corpo del bambino suicida e incaricato, nel presente, delle indagini sui tre casi di omicidio; Halide, un altro incontro significativo e l’unica che sembri davvero capire cosa stia accadendo ad Alice. Questo è solo il secondo romanzo per l’autrice, arrivata tra i primi venti finalisti del concorso indetto da Donna Moderna con “Il lato sinistro del cuore”, che rientra in un nuovo filone di giallisti partenopei, a cui va anche il merito dell’inserimento nella narrativa contemporanea di uno scenario d’eccezione quale una Napoli fatta di luoghi misteriosi e d’arte. Seppure con qualche ingenuità e qualche occasione mancata come, ad esempio, un approfondimento del legame tra i due protagonisti, Alice a Angelo, accomunati solo dalla data di nascita (della prima) e di morte (del secondo), è nel complesso un buon romanzo corredato, in aggiunta, da una colonna sonora annunciata all’inizio di ogni capitolo e che ne completa l’atmosfera gotica.

Fiorella Ferrari

iosonodolore

Rosaria Selo, iosonodolore, Kairós edizioni, Napoli, 2013, pp. 211, euro 10,00.

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Questa voce è stata pubblicata il 25 Maggio 2015 da in Giallo, Noir con tag , , , .
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