Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Alyson Noel, Radiance

Nel caso si avvertisse la necessità di una lettura divertente, scorrevole e di buona qualità, “Radiance” è il libro adatto, poiché, nonostante sia rivolto prevalentemente ad un pubblico molto giovane, rientra nel novero di quei romanzi graditi anche agli adulti sia per la particolare trama, che tratta temi esistenziali ma in modo leggero e divertente, sia per la modalità di narrazione fluida e vivace, che riesce a coinvolgere il lettore nella vicenda, accompagnandolo rapidamente, capitolo dopo capitolo, verso la conclusione che, però, resta aperta per dare origine ad una nuova avventura. Il libro è opera della scrittrice Alyson Noel, cresciuta nella contea di Orange, in California, e vissuta anche in Grecia, a Mykonos, e poi a Manhattan, dove lavora come assistente di volo per la Delta Air Lines. Esordisce come scrittrice nel 2005, vincendo anche alcuni premi letterari attribuiti alla narrativa per ragazzi con la serie “Gli Immortali”, appartenente al genere “fantasy” che, al di là del target specifico, da sempre rappresenta per gli appassionati un’ideale oasi di evasione nella quale immergersi disimpegnando la mente in temi più “soft”. La storia narrata in “Radiance” ha inizio con un evento tragico: un incidente stradale nel quale perdono la vita Riley, una ragazzina di dodici anni, e i suoi genitori mentre si salva solo la sorella maggiore Ever, ma ciò rappresenta solo il punto di partenza di una vicenda fantastica che vede per protagonista proprio Riley alle prese con la sua nuova, incredibile, esistenza. Nuova relativamente, perché conserva molte caratteristiche della precedente, come se fosse mutata solo la “visuale” della vita appena trascorsa ma la situazione ambientale fosse più o meno la medesima: la casa, i genitori, il cane, Buttercut, manca solo Ever e questo fatto per Riley è davvero l’unico elemento traumatico della vicenda, poiché le è molto legata nonostante, come appurerà in seguito rivedendo la sua breve esistenza, non si sia sempre comportata bene nei confronti della sorella maggiore. Così inizia per Riley un’esperienza che non la spaventa né preoccupa minimamente ma che, anzi, le risulta al principio piuttosto rassicurante in quanto continua a vivere nella sua casa assieme ai suoi genitori che, però, le appaiono diversi: sembrano più felici, hanno il tempo di dedicarsi alle loro occupazioni preferite, si mostrano sereni e tranquilli e Buttercut le saltella, come sempre, intorno. Tuttavia, qualcosina che rende questo quadro incompleto c’è e, appunto, questo qualcosa o meglio, qualcuno è Ever che le manca insopportabilmente mentre la sua assenza non turba minimamente i suoi genitori, i quali sembrano trovare “normale” che la figlia maggiore non sia lì con loro. Oltretutto, Riley non ritiene giusto che la sua vita terrena sia terminata tanto presto, in fondo, anche se il “Qui e Ora”, come lei definisce questo nuovo mondo dove tempo e spazio non esistono, appare un luogo ameno, la ragazza ha dovuto lasciare in sospeso l’altra esistenza, che pure non era malaccio e, naturalmente, ha dovuto abbandonare anche Ever. Ma la protagonista è una ragazzina decisa e testarda e, informata della possibilità di un rientro terreno a patto di accettare che le venga assegnato un compito specifico, passa subito all’azione, industriandosi nel preparare un piano di “ritorno alla base”. Da questa decisione si sviluppa tutta la narrazione successiva di avvenimenti fantastici che la ragazzina dovrà “vivere” per raggiungere il suo obiettivo: dall’assegnazione di un “assistente spirituale”, Bodhi, un ragazzo occhialuto e imbranato, che all’inizio non le ispira molta simpatia, alla valutazione da parte di una specie di “commissione esaminatrice” che le farà comprendere ciò che aveva sbagliato nella sua, sia pur breve, vita, sino all’assegnazione dell’“incarico” che, sempre con la supervisione di Bodhi, la riporterà finalmente sulla Terra, dopo aver incontrato altri esseri spirituali rimasti per secoli ad essa tenacemente legati, poiché si sono rifiutati, per svariate ragioni, di “attraversare il ponte” che separa i due mondi. La descrizione degli episodi sviluppati nei vari capitoli offre, al tempo stesso, spunti di divertimento ma anche di riflessione: la determinazione di Riley fa sorridere ma fa anche pensare al significato della vita terrena, grazie al punto di vista ed alle valutazioni fatte da un’anima che è appena passata in un’altra dimensione e, quindi, seppure è ancora legata ad una psiche molto “umana” possiede già un punto di osservazione più “elevato”. E’ spontaneo immedesimarsi nella storia della ragazzina che affronta con grinta invidiabile, nessun timore e assoluta fermezza, la nuova vita che le è stata data in sorte sfidando l’irrisolvibile armata della sua sola forza di volontà. Il “Qui e Ora” in cui la ragazzina si ritrova a vivere è, chiaramente, un mondo spirituale, un “aldilà” dall’immagine molto confortante, un posto simile a quello appena lasciato ma molto più sereno, privo di angosce, dubbi e paure, dal quale avere la possibilità di scegliere se “ritornare indietro” per riscattare i propri errori e ritrovare i cari lasciati, trasmettendo loro amore e sostegno, nonostante non possano più vederci né tanto meno comunicare con chi ha oltrepassato i limiti terreni, oppure restare nel “Qui e Ora” conducendo un’esistenza finalmente priva di errori, negatività e “male di vivere”. In mancanza di queste fantastiche possibilità, coloro che non hanno la fortuna di vivere all’interno di un romanzo potrebbero pur sempre trasporre le caratteristiche del “Qui e ora” (un concetto molto noto in psicologia) nel mondo terreno, magari utilizzando le proprie capacità, dopo una loro corretta valutazione e, soprattutto, abbandonando le tendenze rinunciatarie per riuscire ad attraversare e superare le tempeste dell’esistenza. Si potrebbe anche dire che questo romanzo offra, con garbato umorismo, qualche suggerimento, all’apparenza banale ma neanche poi così tanto, per prendere più alla leggera le traversìe della vita o, comunque, affrontarle con un po’ d’animo in più, sdrammatizzando anche il concetto di “morte”, ovviamente rimanendo nel campo della più fervida immaginazione. Ma, infondo, che male c’è a sognare, qualche volta, illudendoci che sia il mondo dell’al di qua sia quello dell’aldilà siano migliori di quanto pensiamo e temiamo?

                                                                                                                                                                                                                             Antonella Ferrari     

 

radiancenoelfanucci

Alyson Noel, Radiance, Fanucci Editore, Roma, 2011, pp. 150, euro 14,00.

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Questa voce è stata pubblicata il 18 Maggio 2015 da in Fantasy, Narrativa con tag , , , .
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