Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Letizia Muratori, Come se niente fosse

“Come se niente fosse”, il nuovo romanzo della giornalista Letizia Muratori, è uno di quei casi in cui, ad una trama dalle prospettive accattivanti, non corrisponde uno sviluppo all’altezza delle aspettative. Non è nuova l’idea di una protagonista/scrittrice che finisce per raccontare la propria storia, ma è originale lo spunto da cui prende avvio la narrazione, ossia un invito da parte degli “amici del salottino di villa Gunther” ad un corso di lettura, il cui motto è “Tutti vogliono imparare a scrivere, noi vogliamo imparare a leggere”. Il romanzo racconta di una protagonista “senza nome” (dietro la quale s’intravede l’autrice) che è, appunto, una scrittrice in crisi (con la famiglia, con il mondo letterario, con i suoi stessi lettori e le loro aspettative). Per racimolare il pane quotidiano, la donna accetta di leggere una rassegna stampa radiofonica, un incarico cui unisce quello di segretaria part-time per una ricca fondazione, presieduta da un’amica d’infanzia, Giacinta Gunther. Questo personaggio centrale è un’ereditiera senza figli né uomini accanto, con due sole passioni: le donne e i cavalli, che rappresenta per la protagonista anche un’accurata e infaticabile lettrice critica. Convinta che l’ultima fatica dell’amica non sia all’altezza delle opere precedenti, Giacinta la spinge ad accettare di partecipare (scoprendo poi di essere proprio lei il “coach di febbraio”) al suo gruppo di lettura, anche per arrotondare ulteriormente le entrate ma, soprattutto, per convincerla a ritornare a villa Gunther (location degli incontri), affrontando le conseguenze cui tale evento potrebbe portare (in primo luogo, la rimozione di ciò che blocca la sua creatività). La narrazione procede in modo un po’ discontinuo, attraverso l’inserimento di alcuni flash back, indispensabili per riempire dei vuoti altrimenti incomprensibili, come il difficile rapporto con Federica, l’esuberante sorella che le ha portato via l’amato Lorenzo (Gunther, fratello di Giacinta), il complesso legame che la avvicina e, al tempo stesso, la allontana dal cognato, la paziente costruzione della propria identità, soffocata all’interno del nutrito “clan” rappresentato dalla sua famiglia d’origine e raggiunta attraverso la scrittura. Insomma, le premesse ci sarebbero tutte, compreso il “giallo” riguardante il drammatico episodio, avvenuto proprio a villa Gunther, che coinvolge anche Lorenzo. Ciò che non convince è la molteplicità di spunti non sviluppati, come i rapporti con i vari personaggi già citati, ma anche con Diana (la figlia maggiore di Federica e Lorenzo) e poi con tutti gli altri, tra parenti (genitori, nonni sui generis e il gruppo dei cugini) e amici (il circolo di lettura), sfiorati giusto il tempo di suscitare l’interesse nel lettore, per poi passare velocemente oltre. Anche la lettura dell’autobiografia (“Non era scrivere quello, ma come rifare da capo una valigia che non si è chiusa, cercando lo spazio giusto per ogni cosa”), che la scrittrice sottopone al giudizio del gruppo e che contiene la rivelazione del dramma vissuto e rimosso da entrambe le famiglie (della scrittrice e dei Gunther), è solo brevemente accennato appena prima del finale. Considerando anche la scrittura davvero piacevole, diretta ma elegante, è un peccato il fatto che la lettura di questo breve romanzo lasci una sensazione d’inconsistenza, come se fosse stato effettivamente scritto “Come se niente fosse”, quando, invece, tanto ci sarebbe stato da approfondire e da narrare, soprattutto all’interno di un tema fecondo come l’autobiografia.

Fiorella Ferrari

Come se niente fosse

Letizia Muratori, Come se niente fosse, Adelphi, Milano, 2012, pp. 140, euro 15,00.

© Pubblicato su “Conquiste del Lavoro – Via Po” N°783 del 13/10/2012.

 

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Questa voce è stata pubblicata il 30 aprile 2015 da in Narrativa con tag , , .
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