Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Paul Ginsborg, Il tempo di cambiare

Paul Ginsborg è stato tra i fondatori del movimento fiorentino denominato “Laboratorio per la democrazia” e, dopo una prima esperienza a Cambridge, oggi è docente di Storia dell’Europa contemporanea presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Firenze. Dal 1989 ad oggi l’autore ha pubblicato diversi libri incentrati sulla storia e sulla società, che raccontano i sistemi politici del nostro Paese e mondiali, analizzandone i diversi aspetti in modo approfondito e particolareggiato. Il libro “Il tempo di cambiare” ripercorre, appunto, questi temi, partendo, come l’autore spiega nella prefazione, dalla sua personale esperienza legata alla fondazione del Laboratorio di Firenze e specifica che il saggio “prende le mosse altresì dalla situazione globale che tutti noi ci troviamo a vivere in conseguenza delle rapide trasformazioni verificatesi negli ultimi trent’anni”. Nei vari capitoli passa ad analizzare i contrasti che caratterizzano il mondo moderno come, ad esempio, quello tra ricchezza e povertà, guerra e pace, sottolineando come l’economia mondiale negli ultimi decenni sia andata incontro a radicali trasformazioni fino al punto di aver generato enormi imperi mediante imprese ora definite “transnazionali” che, a loro volta, hanno portato al capitalismo globale, il quale, secondo l’autore, oggi regna sovrano. Molto interessante il capitolo primo in cui mette a confronto l’etica con l’economia, il consumo umano rispetto alla conservazione dell’ambiente, e in cui tratta anche dell’eterno dualismo tra “guerra e pace” con riferimenti ed esempi relativi alle usanze tribali di alcune popolazioni dell’Australia centrale che, per certi aspetti della loro vita sociale, possono insegnare alle popolazioni della cosiddetta civiltà moderna modi di vita più coerenti, anche in funzione dell’obiettivo della costruzione della pace. Naturalmente non poteva mancare, nel contesto dei temi trattati, l’analisi del concetto di individualismo che, al giorno d’oggi, indubbiamente tende a prevalere soprattutto in campo economico e ciò contrasta con lo sviluppo delle attività sociali che, per la loro evoluzione, hanno invece bisogno di un obiettivo comune e collettivamente realizzabile. Viene da pensare che la vita dell’uomo sia effettivamente caratterizzata da contrasti e in un modo che può disorientare in tutti i settori esistenziali e che, sia a livello del singolo individuo, sia a livello globale, trovare un giusto equilibrio tra le varie esigenze e conseguenti modalità comportamentali, in tutti gli ambiti sociali, è davvero un’impresa che appare irrealizzabile. Ginsborg parla anche del consumismo e della cattiva alimentazione che ha portato all’aumento dell’obesità nel mondo, alla scelta dei modelli americani nel consumo dei cibi, in contrasto con altre società, come quella cinese, in cui invece tutto veniva imposto dal sistema governativo, in modo da non emulare gli sprechi occidentali; ma, come rileva l’autore, oggi il consumismo inizia a diffondersi anche in quei paesi, avanzando inesorabilmente. Nel terzo capitolo Ginsborg si avvicina a temi più consoni a qualunque tipologia di lettore in quanto riguardanti la famiglia e la società civile e, in particolare, gli aspetti legati ad esigenze materiali e consumistiche, analizzando tutto ciò che su di essa ha una notevole influenza come i media con le loro “suggestioni pubblicitarie” che in modo subdolo entrano nel vissuto quotidiano per “inoculare nel cuore della vita familiare una determinata visione di normalità”. L’autore analizza, inoltre, i mutamenti della famiglia così com’è concepita oggi, anche quella “ricostruita” a causa di separazioni e divorzi, che hanno del tutto cambiato la struttura portante del nucleo familiare com’era inteso in altri tempi. Largo spazio viene riservato ai “rapporti di genere e di altro tipo” in ambito familiare che “sono divenuti meno formali, più paritari e denotano maggiore intimità fisica”, anche nel caso delle relazioni genitori-figli; viene esaminato il ruolo femminile nei suoi sviluppi sia all’interno, sia all’esterno della famiglia, con le nuove responsabilità ma anche i maggiori carichi di lavoro che esse comportano, e quello maschile, considerando come oggi gli uomini dedichino molto più tempo all’attività lavorativa che alle esigenze dei propri familiari. I temi trattati da Ginsborg sono basati su dati concreti ed indagini statistiche con un linguaggio chiaro e una modalità di scrittura scorrevole che ne facilita la comprensione, e sono indubbiamente di grande attualità e interesse in quanto specchio della realtà contemporanea. Negli ultimi due capitoli, più complessi e che necessitano di maggiore attenzione e riflessione da parte del lettore, l’autore parla delle possibilità che offre la società civile e dei rapporti con i suoi “nemici” e con lo Stato ed analizza i problemi della democrazia moderna nonché i fattori che possono agevolarne lo sviluppo ed il buon funzionamento. Uno Stato democratico deve essere fondato su quella che egli definisce “democrazia deliberativa”, che sottende l’idea di “arrivare alle decisioni coinvolgendo tutte le parti in causa o i loro rappresentanti” e che, se attuata, potrebbe garantire allo Stato il miglior governo possibile e, conseguentemente, la realizzazione delle strutture più idonee al benessere sociale e materiale dei cittadini. Nella conclusione del saggio che egli definisce un “lungo ragionamento politico”, l’autore sottolinea come l’intero lavoro sia imperniato sul concetto di riformismo che porterebbe la politica a non essere “confinata in seno alle istituzioni” ma, invece, ad essere attenta all’ambiente domestico, poi alla società civile fino all’ambiente-città, nel “contesto naturale” che è il mondo; la frase conclusiva porta ad una profonda riflessione sul senso del vivere dell’umanità, che deve trovare la “forza collettiva per un nuovo inizio”. Il messaggio che il libro vuole veicolare sta, appunto, nel principio che si può e si deve sempre poter ricominciare, soprattutto dopo i fallimenti che, anzi, dovrebbero portarci a non ripetere gli stessi errori e questo dovrebbe avvenire sia a livello familiare, sia a livello sociale e politico in quanto l’umanità tutta ha bisogno di nuovi stimoli e di potersi reinventare l’esistenza, in particolare oggi, nel momento difficile ed oscuro che si trova ad attraversare. Un libro che informa, offre spunti di riflessione e lascia intravedere nuove opportunità, arricchito da citazioni di grandi economisti, politici e filosofi.

Antonella Ferrari

Il tempo di cambiare

Paul Ginsborg, Il tempo di cambiare, Einaudi Edizioni, Milano, 2005, pp. 246, euro 10,50.

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Questa voce è stata pubblicata il 16 aprile 2015 da in Saggistica con tag , , .
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