Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Ferenc Körmendi, Incontrarsi e dirsi addio

In quale luogo potrebbe trovare rifugio uno scrittore in fuga dall’inverno, da un fallimento e da se stesso? Nel romanzo di Ferenc Körmendi, “Incontrarsi e dirsi addio”, questo posto è Capri, qui chiamata semplicemente “l’Isola” (in generale, il racconto manca di connotazioni folkloristiche e linguistiche tipiche), in un albergo (Villa Isola Bella) che nulla ha a che vedere con l’eccellenza di un Grand’hotel, ma che è solo una modesta pensioncina a gestione famigliare. Il padrone è l’anziano signor Cotta, coadiuvato negli affari da una figlia corpulenta e stanca (Margherita) e da una giovane moglie bella ma dall’aria spaurita (Annetta). L’animo del protagonista (Dániel), uno scrittore ungherese in crisi esistenziale della cui vita si sa poco, inizia gradatamente, come per osmosi, a compenetrarsi con la misteriosa atmosfera del luogo, che si può avvertire nella sua massima intensità durante i dopocena trascorsi, con ostinata assiduità, nel “salotto turchino” dagli habitué dell’albergo. Ma cosa accade realmente durante quegli incontri? Chi sono quelle persone e quali sono gli argomenti delle loro conversazioni, ispirate esclusivamente dal carisma del padrone di casa? Dániel, invaso da “una sensazione di gelida umidità interiore”, nonostante gli altalenanti buoni propositi (“Riposerò”, “Lavorerò”), finisce per addentrarsi sempre più e senza nemmeno un’intima convinzione nei “segreti” (dei quali il “miracolo” rappresenterebbe la rivelazione) di quella strana combriccola. Il loro capo carismatico asserisce di possedere la “scienza dei segreti umani” (l’inizio è la vita, la fine è la morte, nel mezzo, tra le altre cose, c’è l’uomo) e di essere in grado di trasmetterla ai suoi iniziati. E questo sarebbe il senso finale di un romanzo, la cui trama si può riassumere nelle varie conoscenze, più o meno significative, che il protagonista fa durante il soggiorno, tra le quali quella con la ballerina Tatjana Karinski (detta Joan), un incontro già avvenuto in passato, cancellato dalla memoria e replicatosi per via di un casuale (o fatale) scambio di valigie, con la quale intreccia una relazione dalla conclusione piuttosto paradossale. Non c’è molto altro, e anche l’innamoramento latente di Dániel per Annetta, alimentato da un segreto, supposto ma mai accertato, dalla comunità isolana (perché una giovane donna accetta di sposare un uomo molto più anziano che, per di più, mostra di temere?), ha poi l’epilogo già anticipato dal titolo. E’ un romanzo lento, con una scrittura densa e con un’intonazione filosofica, basato sui dubbi esistenziali dello scrittore/protagonista. E’ edito da Bompiani, che lo ha pubblicato per la prima volta nel 1937 e che da sempre si occupa delle traduzioni italiane delle opere di Ferenc Körmendi. L’autore magiaro appartiene a un’area linguistica lontana e culturalmente poco conosciuta, le cui atmosfere, tuttavia, non compaiono in questo romanzo, così com’è accaduto per i suoi primi lavori. I momenti migliori dell’opera sono quelli in cui il protagonista riflette sui propri sentimenti: quello senza nome che lo lega alla giovane signora Cotta, con la quale vive un rapporto/non rapporto, caratterizzato da “una sorta di barriera impermeabile, un muro invisibile costruito con un materiale misterioso”; quello con Joan che s’infrange di fronte ad una semplice domanda (“Era la persona che dava uno scopo alla mia esistenza?”); la ricerca inquieta e sofferta, intrapresa sin “dall’inizio della nostra esistenza” di quel “qualcuno per il quale noi esistiamo e che esiste per noi”. Infine, alcune considerazioni: “Talvolta è meglio non guardare nello specchio del sogno per non scorgere la realtà”, “Chi vuol vivere in pace con se stesso, dovrebbe evitare i sogni”. Ma che cosa accadrebbe se, decidendo di perseguirli con determinazione, percorrendo le strade che il fato ci indica, si arrivasse, ad un certo punto, “a una meta dove si può soltanto incontrarsi e dirsi addio?”.

Fiorella Ferrari

Incontrarsi e dirsi addio

Ferenc Körmendi, Incontrarsi e dirsi addio, Bompiani, 2012, Milano, pag. 299, euro 18,50.

© Pubblicato su “Conquiste del Lavoro – Via Po” N°787 del 10/11/2012.

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Questa voce è stata pubblicata il 9 marzo 2015 da in Narrativa con tag , , .
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