Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Ernesto Petroselli, Cambiare per crescere

“Cambiare per crescere – l’uomo e i suoi bisogni”, saggio di Ernesto Petroselli, conoscitore, a causa della sua professione di ingegnere presso aziende multinazionali, di varie realtà economiche e culturali nel mondo e autore di articoli di carattere tecnico-economico, analizza l’uomo ritenendolo “unico” nel suo essere individuale e, nello stesso tempo, molteplice nella complessità delle sue componenti che scaturiscono da emozioni, passioni, bisogni primari. Questi elementi, secondo l’autore, interagiscono con quelli degli altri esseri umani nella vita sociale instaurando tra essi un rapporto che dovrebbe essere “di scambio”, nel rispetto della libertà altrui ma, nello stesso tempo, di quella individuale. Le interazioni fra gli uomini sono influenzate dalle loro emozioni, che ne condizionano le scelte e, dunque, possono pregiudicare o agevolare il raggiungimento della felicità, che resta lo scopo principale nella vita dell’uomo. Le emozioni sono alla base di ogni relazione umana, sia a livello sociale, sia a livello economico, in quanto costituiscono la motivazione che rende tale, ad esempio, un artista ma anche uno stimolo ad acquistare un certo prodotto, se ritenuto necessario per il soddisfacimento di un bisogno che scaturisce, appunto, da un’emozione, come può essere un dolore fisico insopportabile. Il libro poi espone le varie ipotesi relative alla nascita delle emozioni e il loro collegamento con sensazioni e passioni.  L’autore esamina le “fonti emozionali” dei tempi che viviamo oggi, ritrovandosi, a volte, a ribadire concetti già esposti ai quali viene riportato con la sua analisi; le citate fonti emozionali, attraverso il sempre più diffuso uso della tecnologia informatica, sono anche di natura virtuale e sono influenzate dai mass media che, a loro volta, generano “sensazioni e opinioni”. Queste ultime andrebbero valutate dai singoli soggetti e analizzate criticamente, imparando a distinguere quali siano positive e quali no per la crescita individuale. Essenziale per questo scopo è l’ambiente sociale che, come specifica l’autore, “deve assolutamente dare a tutti la possibilità di essere felici come singoli creando condizioni di sopravvivenza e convivenza nella diversità”. Inoltre, al raggiungimento della felicità dell’uomo, afferma Petroselli, contribuisce il soddisfacimento dei bisogni, tra i quali fondamentali sono il diritto alla vita, quello alla giustizia ed all’educazione. Questi devono essere regolati da norme che, pur non limitando la libertà di ciascuno, devono consentire il rispetto delle esigenze di tutti, regole “condivise” e non imposte. Le riflessioni dell’autore affiorano da interrogativi che egli si pone esaminando gli aspetti della vita dell’uomo: dalla politica alla religione, dall’organizzazione sociale all’attività lavorativa … è come se l’uomo sentisse la necessità di “delegare” ad istituzioni appositamente costituite decisioni che non è in grado di assumere da sé. Insomma, secondo l’autore, l’ideale sarebbe saper riconoscere in modo autonomo ma nel rispetto degli altri, le modalità comportamentali indispensabili per una vita sociale che supporti gli esseri umani nella ricerca della propria felicità, acquisendo una “visione della vita dove un bilanciamento giusto tra l’amore per noi stessi e per gli altri domina il nostro agire”. Emozioni come paure ed ansie sono tipiche del giorno d’oggi, a causa dell’incertezza sul futuro che caratterizza i nostri tempi. La precarietà, esclusi pochi fortunati, pone le persone in una condizione emozionale non certamente positiva, crea “situazioni psicologiche molto difficili, che ostacolano la crescita di quelle persone e di quel progetto di vita che ognuno di noi deve avere per essere felice”. Nella parte finale del libro, l’autore torna sul concetto di libertà nell’ambito della vita sociale. In tal senso, un ruolo negativo assume la burocrazia, in quanto “sistema di controllo” del rispetto delle regole imposte dalle varie istituzioni statali. La molteplicità di leggi, decreti, norme, alle quali si aggiungono sempre più balzelli da pagare, non fa che stressare ulteriormente e, quindi, rendere l’uomo sempre più lontano dal raggiungimento della felicità. Anche le associazioni sindacali ed altre organizzazioni di carattere sociale o umanitario, a volte, secondo l’autore finiscono col prendere le distanze da coloro che dovrebbero supportare, poiché si frappongono tra l’individuo e l’obiettivo che egli intende perseguire, vivendo di “una propria attività”. Lo stesso vale per la religione. L’unico modo per migliorare tale situazione Petroselli lo individua nel realizzare un cambiamento, che dovrebbe consistere nella “semplificazione delle leggi e dei rapporti formali”; devono, necessariamente, cambiare anche le istituzioni ed il loro rapporto con le persone (“al centro di ogni istituzione deve essere messa la persona come tale con i suoi bisogni, dando a tutti l’opportunità di crescere”). Le conclusioni alle quali giunge l’autore riguardano il nostro attuale sistema politico, che tende a ricavare sempre più potere e benefici economici per se stesso anziché per coloro che dovrebbe rappresentare. La politica è troppo legata alla burocrazia, sostiene l’autore, e questo limita sia la libertà personale di ciascuno, sia la possibilità di conseguire l’obiettivo fondamentale per l’uomo che, come l’autore sottolinea più volte, concetto peraltro pienamente condivisibile da tutti, è quello della ricerca della felicità.

                                                                                                               Antonella Ferrari

 Cambiare per crescere

Ernesto Petroselli, Cambiare per crescere, Armando Editore, Roma, 2013, pag. 124, euro 12,00.

© Pubblicato su “Conquiste del Lavoro – Via Po” N°845 del 15/03/2014.

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Questa voce è stata pubblicata il 11 gennaio 2015 da in Psicologia, Saggistica con tag , , , .
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