Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Paulo Coelho, Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto

“Tutte le storie d’amore sono uguali”, scrive Paulo Coelho nel suo secondo romanzo dal titolo: “Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto”, eppure “L’amore è sempre nuovo” e non importa quante volte amiamo nella vita perché esso ci conduce in luoghi sempre diversi che possono somigliare all’inferno o al paradiso ma che vanno esplorati, anche a costo di grandi sofferenze perché l’amore è ciò che dà alimento alla nostra vita altrimenti arida. Nonostante sia un cammino alquanto complicato, “nel momento in cui partiamo in cerca dell’amore, anche l’amore muove per venirci incontro. E ci salva”.

Il pretesto Coelhiano per parlare di questo tema nel romanzo è la storia di Pilar e del suo compagno, un amore adolescenziale mai sbocciato per inesperienza e rinnovato undici anni dopo, in una situazione piuttosto inconsueta. La donna, infatti, viene a sapere che il suo ex fidanzato è diventato un seminarista che tiene delle conferenze in tutto il mondo, durante le quali affronta importanti temi a carattere spirituale. Non solo, ma dopo averlo accompagnato per un tratto del suo cammino, Pilar scoprirà addirittura di aver a che fare con una sorta di taumaturgo in grado di compiere guarigioni miracolose. La rivelazione le sconvolgerà la vita spingendola, dapprima, ad allontanare da sé questo amore e, successivamente, a riavvicinarsi alla religione per cercare di comprendere il senso reale del percorso del suo uomo e decidere se condividerlo o abbandonarlo. Anche quest’ultimo, nel frattempo, dovrà compiere una scelta tra la propria missione carismatica e l’amore. Ma il vero amore necessita davvero, poi, di una scelta? È ciò che verificherà il lettore.

Quello che qui importa sottolineare, invece, sono i temi che caratterizzano il romanzo. Messo momentaneamente da parte il filone religioso, tipicamente Coelhiano, che allontana una parte di potenziali lettori, il primo di tali temi è, appunto, l’amore inteso come forza dirompente, come una “diga”, così che “se lasci una breccia dove possa infiltrarsi meglio l’acqua, a poco a poco questo fa saltare le barriere. E arriva un momento in cui nessuno riesce più a controllare la forza della corrente. Se le barriere crollano, l’amore si impossessa di tutto. E non importa ciò che è possibile o impossibile, non importa se possiamo continuare ad avere la persona amata accanto a noi: amore significa perdere il controllo”. Naturalmente, l’amore è anche “disseminato di trappole: Quando vuol manifestarsi, mostra soltanto la sua luce e non ci permette di vedere le ombre che quello stesso chiaro provoca”; esso è un rischio ma un rischio necessario.

Ed ecco il secondo tema: l’imprevedibile. La vita è un miracolo che comprendiamo solo “quando lasciamo che l’inatteso accada”, convincendoci che, nonostante i giorni ci sembrino spesso tutti uguali, esiste, invece, un momento, un “istante magico” in cui è possibile intervenire nella nostra vita e cambiare ciò che ci rende infelici per metterci, finalmente, in cerca dei nostri sogni attraverso difficoltà, disillusioni e sofferenze. Chi non accetta il rischio eviterà tutto ciò ma quando guarderà indietro alla sua vita, si accorgerà di averla sprecata e diventerà un perdente senza aver combattuto e senza nemmeno sapere il perché, vivendo nell’inazione e nel conformismo per non deludere se stesso e gli altri e diventando “altro” da sé.

L’ultimo tema riguarda il femminile che tanta parte ha nel rapporto amoroso come nel coraggio di vivere. In particolare, l’autore riprende uno dei suoi argomenti più cari ossia il “volto femminile di Dio” ovvero “la Dea” o “Vergine Maria” o “Grande Madre” e i tanti nomi che le sono stati attribuiti in tutte le religioni della terra, il cui culto, tuttavia, nei secoli è stato nascosto, dimenticato, proibito. Ma le donne che lo comprendono e amano, che hanno pagato per questa loro sapienza con persecuzioni e roghi, sono oggi in grado di penetrarne i misteri, di apprendere, di cambiare, “anche se questo sembra impossibile”. Esse solo possono capire anche il mistero dell’amore, “e ogni donna, con un minimo di sensibilità, riesce a leggere negli occhi di un uomo innamorato. Per quanto assurdo sembri, per quanto fuori luogo e tempo possa manifestarsi questo amore”.

Fiorella Ferrari

Paulo Coelho, Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto, Bompiani, 1996, pag. 205, euro 18,00.   

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Questa voce è stata pubblicata il 31 dicembre 2014 da in Libri, Narrativa, Recensioni, Spiritualità con tag , , , .
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