Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Ben H. Winters, Una casa perfetta

“Una casa perfetta” di Ben H. Winters, uno scrittore molto affermato in America, è un thriller pieno di mistero e suspense che appassiona da subito il lettore, portandolo a seguire con crescente inquietudine le vicende narrate, che vedono come protagonista una famigliola felice e “normale”, composta da: Susan, Alex e la loro figlioletta Emma. I tre vivono a New York, senza particolari problemi: il marito è un talentuoso fotografo di gioielli, la moglie ha lasciato il lavoro per dedicarsi alla piccola, di tre anni e mezzo, ed alla sua grande passione, dipingere; la loro unica esigenza è, al momento, quella di trovare una casa più grande e adatta alle loro necessità.

L’occasione si presenta per caso, mentre Susan scorre sul web una lista di annunci commerciali, sotto forma di una “casa perfetta” in Cranberry Street, al numero 56, che, dalla descrizione, sembrerebbe proprio fare al caso loro: spaziosa, confortevole, soprattutto economica, di proprietà di una certa Andrea Sharfstein, una strana ma adorabile vecchietta che ha scelto di affittare gli ultimi due piani dell’antica palazzina in cui vive per avere un po’ di compagnia. Le uniche perplessità sono rappresentate dal fatto che i più recenti inquilini ci hanno vissuto solo per tre mesi e dalla calda raccomandazione, da parte di Andrea, di non scendere mai in cantina perché “pericolosa” nonché luogo di “scarico e putrefazione” dei rifiuti; inoltre, Alex non è molto convinto né attratto dalla casa quanto la sua consorte che, invece, ne è letteralmente affascinata sin dal primo sopralluogo sul posto, soprattutto per via di una stanzetta in più, definita “stanza bonus” dalla proprietaria, perfetta come studio in cui dipingere in tutta tranquillità.

Per queste ragioni Susan vuole a tutti i costi quella casa, riuscendo nel suo intento, anche se dal momento in cui la famigliola si trasferisce nella palazzina hanno inizio strani fenomeni di cui solo la giovane donna sembra accorgersi. Nella storia compaiono anche Louis, una specie di factotum al servizio di Andrea, un omone dall’aspetto piuttosto inquietante che, però, si rende utile in molte maniere, rivelando un carattere in contrasto con il suo aspetto fisico; Marni, giovane e vanitosa baby-sitter; Jenna, la migliore amica di Susan, con la quale la donna inizia a confidarsi man mano che le vicende correlate alla “casa perfetta” diventano per lei sempre più misteriose e preoccupanti, al punto da toglierle del tutto la tranquillità e farle totalmente cambiare idea sull’abitazione. Anche la “stanza bonus”, che tanto l’aveva entusiasmata, diventa un luogo minaccioso: dotata di un’unica, piccola, finestra, nasconde un segreto che Susan comincia a scoprire quando trova la fotografia di una giovane coppia, incastrata negli infissi dai doppi vetri.

E’ interessante constatare come la psiche umana, condizionata da eventi causati volontariamente da un’altra mente con patologie criminali, possa farsi influenzare al punto da auto-convincersi della realtà di cose che non esistono ma che sembrano talmente vere da compromettere la stessa esistenza del soggetto soggiogato. Gli amici si trasformano in nemici, addirittura gli stessi familiari, in questo caso Alex, diventano coloro che non capiscono, che sottovalutano le paure e i tormenti che assalgono chi subisce tale condizione mentale. I disturbi si manifestano anche fisicamente e sono talmente intollerabili e snervanti da spingere Susan sulla strada della follia. La giovane donna cerca aiuto e comprensione anche dal punto di vista medico ma non trova riscontro alcuno da parte di chi le sta intorno; gli altri, infatti, non percepiscono ciò che è evidente soltanto a lei, finché non intervengono ulteriori fattori oggettivi che, dopo avere stravolto la vita della donna, rivelano tragicamente come le ossessioni di Susan legate a quella casa non fossero solo fantasie di una mente esaurita e sconvolta, ma avessero un diabolico regista ben determinato a distruggere l’esistenza di colei che si è dimostrata il soggetto psichicamente più fragile.

Il finale lascia aperta una porta all’interpretazione soggettiva, pur basandosi su fatti ormai svelati e accertati e, perciò, tragicamente reali. “Una casa perfetta” è un romanzo adatto agli appassionati di gialli ma anche di tematiche psichiatriche, a tratti un po’ ripetitivo e incalzante nella descrizione della principale ossessione di Susan, anche se tale ritmo narrativo è mirato a rendere più partecipe il lettore di quanto subìto dalla protagonista sia a livello fisico, sia a livello psichico, per portarlo ad immedesimarsi nelle sue paure e nello sviluppo delle stesse che ingigantiscono con il dipanarsi delle vicende fino a compromettere seriamente la sua salute mentale. Leggerlo può contribuire, infatti, a dare un’idea di come, a volte, l’immaginario possa sovrapporsi alla realtà ma anche della stretta connessione esistente fra corpo e mente che possono vicendevolmente influenzarsi al punto da creare vere e proprie patologie dell’uno o dell’altra.

Antonella Ferrari  

Una casa perfetta - Ben H_ Winters

Ben H. Winters, Una casa perfetta, Tea, Milano, 2012, pag. 286, euro 9,90.

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Questa voce è stata pubblicata il 31 dicembre 2014 da in Thriller con tag , , , .
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