Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Sangu, Racconti noir di Puglia

“Sangu” è una raccolta di racconti noir ambientati in Puglia, opera di scrittori pugliesi, realizzata, evidentemente, non per scopi turistici. Anzi. Se si riesce ad andare oltre l’infelice apertura di Cosimo Argentina (“Il cattivo tenente in salsa tarantina”), un pulp estremo più che un noir, si scoprono una serie di racconti ben scritti e coinvolgenti. Ad esempio, quello di Rossano Astremo (“Roast beef”), che narra, con originalità, le vicissitudini di una coppia di Grottaglie, attraverso alcune pagine di diario e ritagli di giornale. Tra i racconti migliori, va segnalato quello di Piero Calò (“Dolores, la stanza infernale”), i cui protagonisti sono proprietari di un minimarket stagionale, sito in un paesino di mare, avviluppato nell’umido di un vento scirocco, simile a un “senso di colpa che ti attacca dal cielo, dalla terra, dal mare e ti balla la taranta dentro le ossa”. A estate terminata, dopo aver pelato per bene i turisti (soprattutto quelli più famosi, adulati e al contempo sbeffeggiati dai locali che parlano “tutte le lingue del mondo”), i due si ritirano nella loro bella casa, nella quale si trova una stanza segreta, che sembra vivere di una macabra vita propria. Di buon livello qualitativo è anche il racconto di Carlo D’Amicis, il cui protagonista è un immigrato, soprannominato Albania, impiegato in una di quelle agenzie di sorveglianza che vigilano solo le case di chi paga, mentre nelle altre, chissà perché, qualcosa succede sempre. Siamo ancora una volta in un paesino di mare, in pieno inverno, dove regna l’abbandono ed è impossibile “anche solo a pensà che esiste estate”, come racconta l’uomo, in quel suo linguaggio (faticosissimo a leggersi) misto albanese e dialettale, fatto di parole tronche e accentate. Sempre gli extracomunitari, vittime di padroni aguzzini, come di medici e persino di giudici e poliziotti corrotti, che “puniscono l’immigrato e mai chi lo sfrutta”, sono il soggetto del racconto di Daniele De Michele Donpasta. In un “paese cresciuto a pane e nazifascismo”, con personaggi dai soprannomi caratteristici, sparisce un immigrato, uno dei tanti, ma l’unico ad essersi ribellato ad “una convenzione sociale che durava da millenni”. Vanno menzionati anche due racconti in cui compaiono personaggi tipici del folklore pugliese, come quello di Omar di Monopoli (“Maledetta maciàra”), in cui troviamo la figura di una strega, con “gli occhi niuri di un diavolo che t’arruina”, con una giovinezza lastricata da frotte di spasimanti rifiutati, la quale, in vecchiaia, il corpo in decadenza, non trova di meglio da fare che darsi alla lettura delle carte ed agli intrugli amorosi. Nel racconto di Piero Manni (“L’inverno del Diciotto”), oltre alla “macàra” (o “maciàra”), troviamo altri personaggi della tradizione locale come gli sciacùddhi, “creature piccole, corte e cattive che fanno dispetti” oppure permettono di trovare la cosiddetta “acchiatura”, una sorta di tesoro, giacché ci troviamo in “terre di diavoli e di santi che vengono da lontano, parlano greco e certe volte non sai se sono santi o diavoli; perché una volta ti mandano i malanni e un’altra li allontanano”. Completano la raccolta Elisabetta Liguori (“Hollywood”), il cui scritto, ambientato in un tribunale distrettuale per i minori, narra di Flavia, involontaria testimone di un brutale assassinio, una bambina che da sola rompe il silenzio connivente di un intero paese; Livio Romano (“Rifiuti speciali”), con il quale si ritorna all’inutile esagerazione del filone sado-necrofilo iniziale. Lo scritto conclusivo, di Enzo Verrengia (“Straordinario”), tratteggia, con realismo, la figura di un bancario “uno e sessantacinque di sformato maschile sotto tono”, alle prese con la prima (e purtroppo ultima) avventura eccitante della sua grigia esistenza. All’interno della raccolta, questo appare il racconto con un maggiore equilibrio nelle componenti della storia e nel linguaggio (in cui il dialetto s’integra meglio con il testo) e quello, certamente, più pertinente al genere noir.

Fiorella Ferrari

Sangu

Sangu, Racconti noir di Puglia, Cosimo Argentina, Rossano Astremo, Piero Calò, Carlo D’Amicis, Omar Di Monopoli, donpasta, Elisabetta Liguori, Piero Manni, Livio Romano, Enzo Verrengia, Manni editori, Manduria, 2011, pag. 142, euro 12.00.

© Pubblicato su “Conquiste del Lavoro – Via Po” N° 712 del 09/04/2011. 

 

Un commento su “Sangu, Racconti noir di Puglia

  1. fioferrari
    28 gennaio 2015

    Se avete voglia di “ascoltare” la recensione di “Sangu” cliccate su questo link:
    http://www.labortv.it/component/hwdvideoshare/viewvideo/392/via-po-cultura/uneffervescenza-radioattiva.html
    Buona visione! 😉

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 18 dicembre 2014 da in Noir, Racconti con tag , , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: