Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Mitch Albom, Le cinque persone che incontri in cielo

“Le cinque persone che incontri in cielo”, di Mitch Albom, giornalista e conduttore radiofonico e televisivo, è un libro particolare, una fiaba moderna che dovrebbero leggere soprattutto coloro che nella vita si sentono inutili e soli, coloro che sono convinti di aver sprecato la propria esistenza senza realizzare nulla di importante e di non essere stati essenziali per nessuno. E’, infatti, la storia di un uomo semplice, Eddie, ormai anziano, che ha trascorso quasi tutta la propria esistenza in un grande parco divertimenti che si affaccia sull’oceano, il “Ruby Pier”, in qualità di addetto alla manutenzione delle giostre, conquistandosi l’adorazione incondizionata dei bambini che lo frequentavano, ai quali, spesso, offriva giri gratuiti, ricambiando in pieno i loro sentimenti. Eddie, però, è ormai giunto al suo ultimo giorno di vita, che il caso vuole coincida con il suo ottantatreesimo compleanno e, come al solito, gira per il parco, controllando che tutto sia a posto, scambiando qualche parola con un giovane collega, mandando via alcuni adolescenti che si arrampicano pericolosamente sulla ringhiera e, infine, fermandosi nel suo angolino preferito a riflettere su certi episodi della propria esistenza, alcuni dei quali accaduti in guerra ma di cui non parlava mai e sull’incontro con la moglie Marguerite. Ad un tratto, un urlo lo richiama alla realtà: è una donna che indica un vagoncino dell’otto volante che si è sganciato ed è rimasto pericolosamente in bilico a diversi metri d’altezza, con alcune persone a bordo. Eddie, per quanto glielo consentano l’età e la zoppia ad una gamba, accorre immediatamente, rendendosi conto del problema che ha causato l’incidente ma mentre un meccanico ferma la giostra, egli si accorge che c’è un cavo che sta per spezzarsi ed anche se gli occupanti sono stati tratti in salvo, il vagoncino si stacca e precipita. L’uomo vede, con orrore, che sta per colpire una bimba e si lancia al suo salvataggio, riuscendo a spostarla in tempo ma finendo per perdere la vita al suo posto, schiacciato dal vagone. Da qui ha inizio la vita ultraterrena di Eddie che, “ripresosi” dallo stato di incoscienza seguito alla sua morte, ricorda confusamente quanto accaduto, chiedendosi se sia riuscito a salvare la bambina in pericolo. Subito dopo, però, avverte in sé qualcosa di diverso, come un’assenza di dolore, di ansia, di patimento che da sempre avevano caratterizzato la sua vita. Da questo momento, i capitoli del libro si dipanano alternando la storia “oltre la vita” di Eddie alla narrazione di alcune delle vicende di quella terrena ormai trascorsa, dalla rievocazione del giorno della sua nascita a quella di alcuni compleanni per lui particolarmente significativi. Immenso è il suo stupore nel rendersi conto di non avere più bisogno del bastone e di trovarsi ancora al “Ruby Pier”, seduto in una giostra dalla quale si rialza con facilità ma, al contempo, avvertendo un’atmosfera differente da quella che c’era prima: era un posto “diverso” anche se esteriormente sembrava lo stesso. Eddie si incammina agilmente, addirittura corre nell’esplorazione del parco, finché non giunge presso il “tendone degli spettacoli” nel quale si esibivano quei personaggi dalle caratteristiche particolari che vengono definiti “mostri” per attirare i visitatori. Ma è proprio qui che Eddie incontra la “prima persona” in cielo, l’“Uomo Blu” che non riconosce ma che gli suscita strane sensazioni. Insieme, vanno in giro per il parco e lui gli spiega in quale modo le loro vite si siano sfiorate nell’altra esistenza ed il motivo per il quale ora si ritrovano qui. Al momento di salutarsi, l’Uomo Blu prende commiato da lui, dicendogli: “nessuna vita è sprecata; l’unico tempo che sprechiamo è quello che trascorriamo a pensare di essere soli”. Ma non è l’unico incontro che Eddie farà in cielo; infatti, altre quattro persone lo aspettano, per motivi ben precisi: il Capitano del suo battaglione in guerra, che lo riporta ai terribili momenti vissuti in quel periodo della sua vita, mai realmente superati; il padre che Eddie aveva adorato ma che non sembrava ricambiare tanto attaccamento; l’amatissima moglie Marguerite; Tala, una bimba asiatica anche lei protagonista di un tragico episodio legato alla guerra, che gli riporta alla memoria l’orrore di quanto vissuto in quel tremendo periodo della sua vita. Per Eddie il viaggio a ritroso nel tempo è stato drammatico, eppure gli ha presentato una nuova visione della vita terrena, in quanto ognuna delle persone incontrate in cielo gli ha fatto comprendere perché la sua vita si sia svolta in una certa maniera e come “il caso”, in realtà, non esista ma ci sia una ragione per tutto quanto accade. E’ un libro commovente ed avvincente, scritto con un linguaggio scorrevole che non stanca ed è una storia fantastica che sarebbe veramente bello poter pensare che sia, invece, reale, perché darebbe speranza e consolazione a tante anime afflitte, che si sentono “invisibili”, inutili e che credono di non aver vissuto appieno la propria vita, anzi, di aver perduto l’occasione di sfruttarla al meglio delle proprie possibilità. Un libro, come si è detto, da leggere, su cui riflettere e da ricordare.

Antonella Ferrari

Le cinque persone che incontri in cielo

Mitch Albom, Le cinque persone che incontri in cielo, Rizzoli, Milano, 2005, euro 8,40, pag. 267.                       

 

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Questa voce è stata pubblicata il 15 dicembre 2014 da in Narrativa con tag , , .
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