Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Frank Rizzo, Zero

“Zero”, oltre ad essere il titolo dell’opera prima dello scrittore italo-americano Frank Rizzo, è, al tempo stesso, il punto d’arrivo di un breve e mortifero conto alla rovescia, che prevede due vittime. La prima è Julius Sinter, uomo d’affari “ricco, sportivo, belloccio, con un corpo da culturista”, proprietario di una società di trasporti marittimi. L’altro, invece, è un bersaglio d’eccellenza, e cioè, in linea con i cliché cari alla letteratura e al cinema americani, nientemeno che il presidente degli Stati Uniti, il primo di origine afroamericana, sospettato di essere nato fuori dal paese e, soprattutto, di essere di fede musulmana. I due obiettivi sembra siano collegati da un non meglio precisato rapporto d’amicizia. Questa è la complessa indagine di cui si occupano, in parallelo, il capitano Harry Dugan e l’amico d’infanzia D. G. M. Stone, giornalista del Courier di San Francisco, con il quale il poliziotto vive una sorta di “simbiosi professionale” (“lui mi passa le notizie”, “io non lo inguaio mai”). E’ di Stone la voce narrante che dispiega una vicenda piuttosto intricata, in cui sono coinvolti, a vario titolo, il Secret Service, l’FBI e una pericolosa organizzazione di fondamentalisti cristiani, chiamata eufemisticamente la “Nuova Famiglia”. Il romanzo ha una buona partenza, ossia un omicidio efferato in cui la vittima è stata freddata con un colpo di pistola ai genitali e fregiata con una misteriosa scritta sul petto (“Meno uno”), realizzata con sangue umano non appartenente al defunto. I personaggi appaiono sufficientemente delineati: come lo scanzonato e imprevedibile Stone, con i suoi tre nomi italiani puntualmente storpiati in inglese; l’algida Nora, ovvero l’ex moglie (con un ruolo che da marginale diverrà essenziale), che lo accusa di trascurare la figlia adolescente (India); Carson Lamarr, attratta da Stone, il cui compito verrà a definirsi man mano nel racconto; la pericolosa e splendida Eleonore Drakeman (investigatore privato, sogno proibito del protagonista), osteggiata dall’integerrimo Dugan; la direttrice del Courier, Margareth, sofferente di “delirio di onnipotenza” , con “una mente eccentrica e una sessualità da primate”. Seguono una serie di “cattivi” abbastanza caricaturali. Scorrevole anche la trama del romanzo, almeno sino a poco oltre la sua metà, quando si complica, così che le circostanze, i personaggi stessi e il loro ruolo, non sono più quel che sembrano. Il finale, di conseguenza, appare un po’ confuso, come se gli eventi precipitassero all’improvviso e la vicenda si condensasse nelle ultime pagine. Il fatto che si tratti della “prima inchiesta di D. G. M. Stone”, potrebbe giustificare la confusione finale di un poliziesco, nel complesso, coinvolgente, ambientato nel nebbioso scenario della città californiana di San Francisco. E’ una storia in cui compaiono politica, sesso e denaro, che s’intrecciano con le vicende private di un giornalista in bilico, sia sul piano sentimentale sia lavorativo. Il tutto è raccontato con un linguaggio ricco di sense of humor, agile e brillante, privo di quella fredda descrittività propria degli scrittori del genere. Per ciò che concerne l’autore, la sua è una biografia fatta di supposizioni, che sembra ricalcare quella del protagonista del romanzo stesso, soprattutto per la sua lunga carriera di reporter di cronaca (lasciata per la letteratura), elemento che, assieme agli altri, funge da incentivo per il lettore a rimanere in attesa della prossima puntata.

Fiorella Ferrari

Zero

Frank Rizzo, Zero, Neri Pozza, Vicenza, 2011, 265 pag., 16,50 euro.

© Pubblicato su “Conquiste del Lavoro – Via Po” N°710 del 26/03/2011.

 

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Questa voce è stata pubblicata il 13 dicembre 2014 da in Poliziesco con tag , , .
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