Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Giampaolo Rugarli, Le galassie lontane

“Le galassie lontane” rappresentano “l’altrove”, inteso come un luogo in cui non esiste il tempo, né i suoi effetti, una sorta di “Isola che non c’è”, giacché ognuno può stabilirne la collocazione a proprio piacimento. E, in una di esse, il protagonista vede svanire, inerme, l’amatissima consorte. Ma procediamo con ordine. La trama del romanzo di Giampaolo Rugarli (romanziere prolifico e vincitore di numerosi premi), racconta di un uomo che si ritrova ad affrontare una duplice crisi, che investe sia il piano professionale che quello sentimentale, e, per di più, scatenata da una medesima causa. Durante lo svolgimento del proprio lavoro di direttore dell’Esattoria, una telefonata e, in seguito, alcune lettere, lo informano di trovarsi, in realtà, a capo di una società a delinquere, costituita da alti dirigenti, semplici impiegati e contribuenti, sino ad espandersi al mondo giuridico (giacché l’interpretazione delle leggi può avvenire in “modo letterale” o “evolutivo”) e politico (giacché “la politica è arte non del possibile ma del prendibile”), che da tempo immemore froda lo Stato. Il solerte anonimo (che si firma Goebbels, dal nome del “ministro nazista della propaganda, il persecutore degli ebrei, il commissario per la guerra totale”) si premura, inoltre, d’informare il protagonista della condotta poco morigerata della moglie, dalla quale è ossessionato (“Michela mi aiutava a non pensare, mi anestetizzava”). Purtroppo, l’infelice troverà conferme inappuntabili su entrambi i fronti, ritrovandosi costretto ad compiere delle scelte e, quindi, stabilire, sul piano lavorativo, se denunciare l’imbroglio, tenersene fuori o, addirittura, far parte della cricca, e ugualmente, sul piano sentimentale, se ripudiare o accettare la natura della consorte, oppure, addirittura, farla propria. L’opera, sebbene si presenti nella struttura del giallo, è, in realtà, un romanzo-denuncia, tratto da una storia vera (anche se con un epilogo differente) e raccontato, da una parte con un realismo che ricorda Čechov (più volte citato dall’autore, che ne apprezza soprattutto la letteratura intesa come “specchio della realtà nei suoi aspetti quotidiani, grigi anonimi”), e, all’opposto, con tratti surreali, come quando il protagonista, deluso dal quotidiano, si rifugia nei suoi quaderni in cui fornisce una personale rilettura degli eventi (esilarante il racconto dell’espiazione di Santa Melania dei Sette Pericoli). Nel complesso, tale forma di realismo si traduce, più che nel rifiuto di vani “orpelli”, in una narrazione piuttosto piatta e monocorde, animata solo dall’ironia (a volte dissacrante) dell’autore. Riguardo ai personaggi, a parte il protagonista, la cui inettitudine (con tratti di sadismo) lo costringe, in generale, ad accettare lo stato delle cose, e la “plurifedifraga” moglie Michela, che, dopo svariate “galassie” (non esattamente “lontane”), sceglie quella in cui vorrebbe definitivamente rifugiarsi (confessando candidamente: “Non sono una ninfomane, questa parola allude a una patologia. Io non sono malata; amo l’amore, tutto qui”), gli altri personaggi appaiono tutti un po’ macchiette (come Tantumergo, il massacratore di stuzzicadenti). Sullo sfondo delle vicende, si verificano eventi epocali come guerre, lo sbarco sulla Luna, bombe: temi accompagnati da riflessioni piuttosto ovvie. Dunque, si tratta di una narrazione che, se è efficace sul piano della denuncia di un periodo infelice per la nazione, lo è di meno su quello del coinvolgimento romanzesco.

Fiorella Ferrari

Le galassie lontane

Giampaolo Rugarli, Le galassie lontane, Marsilio Editori, Venezia, 2010, 238 pag., 18,00 euro.

© Pubblicato su “Conquiste del lavoro – Via Po” N°695 del 04/12/2010. 

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Questa voce è stata pubblicata il 21 novembre 2014 da in Narrativa, Surrealismo con tag , , , .
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