Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Stefano Jorio, Radiazione

Cercando di dare un ordine alle cose, diremo che la storia si dipana, in qualche modo, su tre filoni paralleli. Il primo riguarda l’incarico che il protagonista ricopre all’interno di un fantomatico ministero che somiglia, più che altro, a una sorta di museo degli orrori, e, in particolare, nel Servizio Opere d’Arte (il SOpA), il quale si appresta a organizzare l’inaugurazione di una grande collezione, appunto, di opere d’arte contemporanea. In tale scenario si muovono figure di dipendenti, individui loschi, o solo strambi, o comunque con problematiche di vario genere, mentre una scoperta casuale fa in modo che il protagonista si ponga delle domande circa alcuni quadri che scompaiono e riappaiono, transitando per una ditta di restauro (la RestArt). Qui nasce il giallo. Cosa capiterà mai a queste tele? E perché le domande del protagonista sembrano non poter trovare una risposta ma, anzi, incontrano l’ostilità (sempre più violenta, man mano che si avvicina alla verità) generale? Non è semplice fornire una risposta, anche perché la soluzione del caso presenta risvolti internazionali, arrivando ad intrecciarsi con il trafugamento dell’”Urlo” di Munch dal museo di Oslo, e, nientemeno, con la guerra in Irak.

Il secondo filone coinvolge criticamente il Vaticano, nella figura di un ambiguo teologo tedesco, Carl, omosessuale, che con estrema disinvoltura scorrazza nottetempo per Roma in cerca di nuove avventure. Infine, l’ultimo filone, il più interessante, fa riferimento al passato del protagonista, e alla sua relazione con Wibke, compromessa da un evento traumatico verificatosi sull’isola d’Elba. Siamo, quindi, nel genere del thriller, che si conclude con rivelazioni non sempre sorprendenti e con la degenerazione nello squilibrio del protagonista: un anticonformista (più che altro disadattato), senza fissa dimora (transita attraverso quelle di conoscenti), perseguitato e autodistruttivo al tempo stesso.

La lettura di “Radiazione”, opera prima di Stefano Jorio, suscita alcune perplessità. Innanzitutto, per via di una scrittura piuttosto “densa”, sovraccarica (spesso di non sense), che ne indebolisce la qualità intrinseca e, soprattutto, penalizza una trama che appare spezzettata qua e là, lungo le oltre cinquecento pagine del romanzo. Il tutto è condito da descrizioni (a volte interi brani fini a se stessi) che appesantiscono la narrazione, come quando l’autore, a proposito di un dépliant, riesce a scrivere: “Lo fa ruotare cautamente nella forbice delle dita bilanciandolo tra indice e medio, medio e anulare, anulare e mignolo: come per inventare una simulata convergenza di energie in cui l’esilità di una mano e la compattezza della carta immergano la quotidiana angoscia ministeriale in un àpeiron mattutino, dimesso, in cui tutto divenga rado o indistinto o infinitamente probabile”. Con la medesima perplessità, ci si potrebbe anche chiedere cosa sia “la qualità tumorale” di un volto, o cosa s’intenda asserendo che “la trinità non è organica, è anche fisiologica”.

A proposito, poi, dei personaggi (tra i quali si potrebbe citare Giannina, che, con i suoi sproloqui, condurrà il protagonista alla risoluzione del giallo) del racconto, tra le figure di una certa levatura nominate, compaiono “una donna piccolissima, rinsecchita, vecchia, suora, altruista, morta” (Madre Teresa di Calcutta), e ancora un uomo “tremulo, decrepito, una maschera di carne sfatta” e, più in là, una “reliquia vivente”, “mummia che spaventa i bambini quando la mettono al balcone ” (per chi volesse lumi, è papa Giovanni Paolo II, a proposito del quale aggiunge: “Santo subito? In pratica vogliono santificare un criminale”). Si potrebbe anche concludere con alcuni dei quesiti amletici che il romanzo ci pone, ossia: “Se un uomo ha le lacrime agli occhi perché ha affettato una cipolla, come può un altro uomo piangere senza nemmeno averne vista una?”; “La democrazia è un sogno… o i sogni aiutano a essere più democratici?”. Chicca finale: “Dio c’è o ce fa?”. Al lettore l’ardua sentenza.

Fiorella Ferrari

Stefano Jorio, Radiazione, Minimum Fax, Roma, 2010, p. 513, 16,00 euro.

© Pubblicato su “Conquiste del Lavoro – Via Po” N°690 del 30/10/2010.

4 commenti su “Stefano Jorio, Radiazione

  1. Laura Cardona
    19 marzo 2020

    Dear Sir or Madam,
    I am writing to you because I’m trying to get in touch with Stefano Jorio

    We studied at Lancaster University in 1995 and I’d like to find him to keep up our friendship

    I would be very grateful if you could let nim know. My name is Laura cArdona and I’m from Valencia and my email address is laura.cardona@uv.es

    Thanks for your attention.
    .

    "Mi piace"

    • FioreAnto
      19 marzo 2020

      Hello, I’m sorry but in this blog we make book reviews and we are rarely in contact with the authors. You can possibly try to contact the publisher. Good luck!

      "Mi piace"

  2. Laura Cardona
    19 marzo 2020

    Thanks for your quick reply. I’ll try and do that. Kind regards,
    Laura Cardona

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Questa voce è stata pubblicata il 16 novembre 2014 da in Libri, Narrativa, Recensioni, Thriller con tag , , , .
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