Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Mony Elkaïm, Come sopravvivere alla propria famiglia

Può la propria famiglia rappresentare una sorta di “trappola” in cui ogni membro ha un ruolo determinato (e spesso inconsapevole), dal quale è difficile venire fuori e che lo lega agli altri membri generando sofferenza? Per Mony Elkaïm, uno dei più autorevoli terapeuti familiari in ambito europeo, è ciò che accade in molti casi e per questo ne fa il punto di partenza del libro dal titolo emblematico di “Come sopravvivere alla propria famiglia”, realizzato con la collaborazione della giornalista Caroline Glorion.

Ma cos’è che inceppa i legami familiari trasformandoli in una “porta girevole” che ci fa muovere malgrado noi? Ad esempio, i conflitti genitori/figli, spesso, non sono che la ripetizione di ciò che i primi hanno vissuto, a loro volta, con i propri genitori. In breve, è come se un genitore si ritrovasse a confrontarsi, nei fatti, con il proprio figlio e, nella realtà della propria mente, con un genitore o un fratello, in una confusione di ruoli che rende impossibile la risoluzione del conflitto.

È qui che comincia il lavoro del terapeuta, il quale, senza farsi coinvolgere dal meccanismo di attribuzione delle colpe, aiuta le parti in causa a capire e accettare le ragioni dell’altro. L’obiettivo è costruire con i figli un rapporto diverso, migliore di quello che si aveva con i propri genitori, superando il timore di operare una sorta di “tradimento” nei confronti degli stessi (“Nella corsa a staffetta tra le generazioni, deve essere possibile poter scegliere il testimone che si vuole trasmettere alla generazione successiva”). Tale rapporto non è “simmetrico”, alla pari, poiché un figlio non è un genitore né un fratello, ma si è responsabili della sua crescita e delle decisioni che l’accompagnano e mai lo si dovrebbe gravare dei propri conflitti irrisolti, delle rinunce, delle aspettative nei suoi confronti (che spesso lo condannano a conformarsi ad una figura che non gli appartiene), limitandosi ad amarlo, ma nel rispetto della sua alterità. Va precisato anche che colpevolizzarsi non porta a nulla, poiché “ciò che succede a un figlio è determinato da una serie di varianti, da un insieme di elementi diversi, dove i genitori non giocano che un ruolo limitato”.

Un altro rapporto a rischio di “sostituzione di persona” è quello tra coniugi, al cui posto si tendono a mettere i propri genitori (magari scomparsi, senza che il lutto sia stato elaborato), assegnando loro (e a loro spese) un ruolo estraneo e comportandosi con essi “come i nostri cari si comportavano con noi quando eravamo bambini”. Ciò rinforza una sorta di “immagine del mondo”, creatasi nella famiglia d’origine, la quale genera una grande sofferenza che costringe a rinchiudersi in “un’armatura” per proteggersene, ottenendo solo di condannarsi a essa per sempre.

A questo punto, s’inserisce il terapeuta, interrompendo il processo per il quale ciascun coniuge “rinforzava la costruzione del mondo dell’altro”, giacché egli non può diventare ciò che l’altro vuole che sia o reagire come si aspetta che faccia, ma le cose possono andare diversamente e l’armatura (che separa) può trasformarsi in scudo (che protegge quando è necessario). Inutile anche la ricerca di torti o ragioni, poiché “non è perché io ho ragione che l’altro ha torto” oppure “riconoscere che lui ha le sue ragioni non comporta che io abbia torto”; inoltre, da qualunque parte stia la ragione, si deve rispettare il vissuto dell’altro e, soprattutto, il suo dolore. Si è “prigionieri e carcerieri” allo stesso tempo e le medesime armi utilizzate per difenderci sono usate per offendere. Il saggio di Elkaïm, come chiarito nel sottotitolo, si propone di aiutare a “Capire le dinamiche dei propri legami familiari e ritrovare se stessi”. Lungi dall’essere esaustivo, attraverso le testimonianze di alcuni pazienti, non propone soluzioni di sorta, ma offre una serie di spunti interessanti che potranno essere approfonditi in altre sedi.

Fiorella Ferrari

Mony Elkaïm, Come sopravvivere alla propria famiglia, Franco Angeli/Le Comete, Milano, 2010, p. 112, euro 15,00.

© Pubblicato su “Conquiste del Lavoro – Via Po” N°683 del 18/09/2010.

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Questa voce è stata pubblicata il 13 novembre 2014 da in Libri, Psicologia, Recensioni, Saggistica con tag , , , .
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