Fior di Libri

Ad ogni lettore il suo libro. Ad ogni libro il suo lettore. (Ramamrita Ranganathan)

Luciana Lanzarotti, Il piccolo Lutring

“Il piccolo Lutring” è il soprannome attribuito a Giovanni, primogenito di una famiglia campana che lascia il paesello natio di Buonalbergo per trasferirsi in Liguria, “a Gevona”, come dice il ragazzino, storpiando il nome della città del nord, suo nuovo e sconosciuto orizzonte.

Il destino di Giovanni si può intravedere in questa prima contrapposizione tra nord e sud, cittadini e terroni, nell’Italia degli anni cinquanta, laddove si emigrava nella speranza di una vita migliore, trovando emarginazione e povertà. La famiglia vivrà, infatti, in una semplice stanza in affitto, dotata di scarse suppellettili e un unico letto, sul quale Giovanni e il fratellino Totò dormono ai piedi della sorella Olimpia e della mamma (“Avrei riconosciuto l’odore del piede destro di mia madre anche se mi avessero mischiato tutti i piedi in circolazione”). Il papà, invece, riposa solo di giorno poiché fa il guardiano notturno, almeno finché dura. Il bagno si trova alla fine del corridoio e viene utilizzato in promiscuità, così come del resto, in un andirivieni di donne e marinai, si conduce la vita all’interno dello stabile.

Le continue offese, le frustrazioni, i rifiuti fanno progressivamente prendere consapevolezza a Giovanni del fatto che il suo posto in quella società non sarà il frutto di una sua scelta. Infatti, dopo una serie di piccoli furti compiuti più che altro per un dispetto, l’ingiusta accusa di essere il responsabile di una “spaccata”, come si definiscono le rapine scaturite da una vetrina infranta, lo spingerà all’atto estremo di ribellione di diventare l’autore reale di molte altre “spaccate”. Per questo Giovanni, personaggio ispirato a Giovanni Campanile, del quale Luciana Lanzarotti, l’autrice, riprende la vera storia, viene soprannominato “piccolo Lutring”, in onore di Luciano, il cosiddetto “solista del mitra”, che nascondeva la sua arma nella custodia di un violino.

Oramai Giovanni è un ladro a tutti gli effetti, così, non gli resta altro che osare, sempre di più, azzardare riempiendosi le mani e i polsi di tagli, entrando di prepotenza e prendendo possesso di quella società del benessere che lo respinge, con la convinzione che tanto, all’indomani, il negoziante dichiarerà di aver avuto una perdita molto più consistente di quella effettiva, guadagnandoci.

Invece, per il piccolo Lutring non ci sarà scampo e, quando servirà, smetterà di essere invisibile e dovrà scontare ogni suo atto doloso. Prima, però, vivrà un unico momento di vera e completa felicità assieme a Elisabetta, incontrata in un bar, l’unica che riuscirà ad accettarlo completamente e profondamente per ciò che è stato ed è, giungendo a condividere gli aspetti più violenti della sua vita. E sarà la felicità assoluta per Giovanni, irripetibile.

Poi il carcere, dopo l’ennesima, folle “spaccata” dove inizia un altro genere di lotta per la sopravvivenza, diversa da quella condotta quotidianamente fuori. Peggio del carcere sono i manicomi criminali, in cui finisce per aver ingerito un cucchiaio e, in seguito, una lametta, con i letti di contenzione sui quali i ricoverati vengono legati per ogni più futile motivo e dove trascorrono giorni e giorni, mentre vi si accumulano cibo, vomito e rifiuti corporali.

Il vero Giovanni Campanile è stato, ricordiamo, l’ispiratore della legge Basaglia che determinò la chiusura dei manicomi. L’epilogo della vicenda, narrata in prima persona dal protagonista in un lungo e a tratti angosciante monologo, non è difficile da immaginare e rappresenta l’inevitabile conclusione di esistenze respinte, al margine, segnate, come quelle di Olimpia, Totò e la loro mamma ma, soprattutto, di Giovanni, un Cristo non redento, come quello che porta tatuato sul petto, cui si sente vicino nel martirio e nell’idea di giustizia per i reietti in un mondo in cui “i poveri restano poveri e i ricchi diventano sempre più ricchi”.

Fiorella Ferrari

Luciana Lanzarotti, Il piccolo Lutring, Neri Pozza Bloom, Vicenza, 2009, p. 257, euro 16,50.

© Pubblicato su “Conquiste del Lavoro – Via Po” N°661 del 27/03/2010.

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Questa voce è stata pubblicata il 8 novembre 2014 da in Libri, Narrativa, Recensioni, Storie vere con tag , , , .
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